A Tokyo successo per l'agroalimentare di qualità. Il Giappone ha fame di Sardegna

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I giapponesi hanno fame di bottarga, pesce spada e pecorino. E hanno sete di Vermentino, Cannonau e acqua minerale. L’edizione numero 34 del Foodex, che si è chiusa a Tokyo, una delle fiere agroalimentari più importanti al mondo, ha confermato l’attenzione della distribuzione organizzata e dalla ristorazione del Sol Levante verso le produzioni di eccellenza dell’agroalimentare sardo. Rappresentata dal Centro estero delle Camere di commercio di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e dall’assessorato regionale all’Agricoltura, la Sardegna era in campo con 13 aziende produttrici di vino, formaggio, pesce, pane, olio e acqua minerale. Bontà che nel complesso fieristico di Makuhari Messe hanno tenuto alto il buon nome del Made in Italy, insieme ad altre 200 imprese in arrivo per lo più dal centro sud (Abruzzo, Puglia, Sicilia), ma anche dal nord (Piemonte). Aziende che, per quattro giorni, hanno visto sfilare 100 mila visitatori. E molti, in particolare importatori, distributori, sommelier, giornalisti specializzati, grossisti e responsabili di catene alberghiere, provenienti da tutto il mondo, si sono anche soffermati, gettando un ponte tra il Giappone e la Sardegna. Magari dopo una degustazione o, meglio ancora, dopo una cena a base di prodotti sardi: primi piatti, carni, formaggi, pane, vini. C’è stato anche un seminario, protagonisti 40 rappresentanti della grande distribuzione: è emerso che il mercato nipponico da una parte è fortemente orientato verso il consumo di bottarga, pesce spada, prodotti ittici affumicati, pecorino, Cannonau, Vermentino e acqua minerale. Ma esige qualità, puntualità nella consegna e precisione nel confezionamento e nell’etichettatura. Oltre ai giapponesi, il Made in Sardinia ha suscitato l’interesse di operatori coreani, indiani, cinesi e australiani. I contatti sono stati numerosi (diverse centinaia) ma è ancora è presto per fare un bilancio. Uno studio del Centro estero regionale conferma che il 57% delle aziende sarde che hanno partecipato all’edizione 2008 del Foodex è rimasto molto soddisfatto dei risultati raggiunti durante l’anno, mentre l’80% è disposta a partecipare alle edizioni successive. Quanto ai fatturati, le aziende del settore prodotti ittici e affumicati e quelle vitivinicole hanno dichiarato di aver aumentato mediamente del 5% il fatturato export nei confronti del Giappone.
«L’interesse del mercato giapponese per i nostri prodotti tipici», commenta Giancarlo Deidda, presidente del Centro estero regionale e della Camera di commercio di Cagliari, «conferma ancora una volta che la Sardegna ha tante buone carte da giocarsi per affrontare e superare la crisi economica. È nostra intenzione rafforzare le azioni di promozione e di supportare le aziende disposte a conquistare nuove fette di mercato».

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