Il progetto "Le strade del tempo" in collaborazione con la Federazione dei sardi in Svizzera

di Mariella Cortès

 

Scoprire una Sardegna inedita, rivederla nei sentieri, i luoghi, la storia e l’arte. Questo l’intento del progetto "Le strade del tempo",  ciclo di conferenze partito ufficialmente in Svizzera il 19 febbraio. Cinque argomenti per cinque circoli diversi che nel corso di tre settimane hanno accolto in maniera entusiasta i percorsi spazio temporali proposti dal professor Francesco Ledda, storico dell’arte.  L’aprifila del progetto è stata la storica Associazione regionale Sarda di Ginevra che il 19 febbraio  in Rue Pictec de Bock, ha dato il benvenuto al nuovo direttivo capitanato da Lorenzina Zuddas  con una conferenza sulla Sardegna nuragica. I temi portanti della serata, animata dai numerosi interventi dei presenti, sono stati lo sviluppo della civiltà nuragica e le  numerose presenze monumentali nel territorio isolano ma anche le interazioni economiche e sociali con le civiltà del Mediterraneo e la diffusione di raffinate tecnologie fusorie.   È stato poi il turno di Losanna che il 20 febbraio, sotto la guida di Josiane Masala, svizzera ma "più sarda dei sardi" , ha scelto di accogliere la storia della Sardegna in epoca romana. Il circolo Nuraghe ha così riscoperto le tappe fondamentali del processo di romanizzazione in Sardegna dal 238  al 456 a.C con le relative infrastrutture: strade, acquedotti, porti e città che mutarono profondamente l’aspetto e le dinamiche socio culturali dell’Isola.  La settimana seguente è stata la volta della Sardegna in epoca cristiana dopo il tracollo della lunga dominazione bizantina, la nascita dei martirya come luoghi di pellegrinaggio, i rapporti tra la Chiesa di Roma e la Sardegna e la presenza di papi sardi sono state le tematiche trattate presso il circolo "Forza Paris" di Lucerna nella giornata del 26 febbraio organizzata da Antonio Mura. Il giorno seguente nel circolo "E. Racis" di Zurigo capeggiato da Mario Usai il prof. Ledda ha ripercorso le caratteristiche delle culture dell’età prenuragica, dal Neolitico all’età del rame attraverso il commercio e le vie di distribuzione della fondamentale ossidiana. Le culture di Filigosa, Albealzu, del vaso campaniforme, le forme di sepoltura e la presentazione dell’altare preistorico di Monte d’Accoddi, esempio unico nel Mediterraneo, sono stati alcuni dei temi delle oltre due ore di conferenza. Il ciclo si è chiuso a Bodio, centro incastonato tra le Alpi, al confine con l’Italia, che , quasi in tema con il suo paesaggio e i suoi centri vicini come Giornico dal sapore medievale, ha scelto di rielaborare i principali eventi della Sardegna medievale. Dalla nascita dei giudicati, regni autonomi che modificarono ancora la struttura sociale, politica ed economica sino alla nascita del romanico in Sardegna, delle città e  dei luoghi di pellegrinaggio. Nel circolo "Coghinas" guidato dalla giovane Michela Solinas, si è dato spazio anche alla letteratura con una panoramica sui riferimenti alla Sardegna presenti nella Divina Commedia. Filo conduttore del ciclo di conferenze e caratteristica portante è stata la volontà di tener vivo l’amore per la Sardegna . Non casuali quindi i regali preparati per ogni circolo: una lucerna e una poesia di Sebastiano Satta, La lampana. Due simboli volti a ricordare come l’ amore per la propria terra vada tenuto vivo esattamente come si fa con una lucerna e, come ricorda Satta, questo vada fatto con ogni mezzo, anche con il pianto… E di lacrime –  di nostalgia e felicità s’intende! – ne sono sgorgate tante soprattutto al termine della conferenza mentre su melodie tipicamente sarde scorrevano fotografie della Sardegna in tutte le sue stagioni e varianti. I circoli dei sardi rappresentano un pubblico attento ed entusiasta, capace di apprezzare e partecipare con entusiasmo  a incontri che riguardano la propria isola, coinvolgendo mogli, mariti e amici. Non è infatti inusuale ritrovare biondissime signore svizzere che conoscono le tombe dei giganti o manager delle capitali economiche della Svizzera che vedendo la locandina hanno deciso di partecipare agli incontri. E’ significativa a tal proposito la presenza a Zurigo del vice presidente del Comites, Luciano Alban che ha dimostrato interesse verso il progetto proponendo un nuovo percorso all’inverso che permetta a chi non ha avuto modo di seguire tutte e cinque le conferenze di poter riavere la possibilità di seguire un altro argomento. Il progetto ha visto la luce grazie alla lungimiranza di Mario Viglino, ex presidente del circolo di Ginevra che ha avviato il motore che ha trovato in Francesca Fais, giovane e tenace presidentessa della federazione dei circoli dei sardi della Svizzera, un’abile organizzatrice. Sono stati poi i presidenti e i membri del direttivo dei singoli circoli che valendosi della collaborazione di pezzi da novanta dell’emigrazione come Domenico Scala, ex presidente di Federazione hanno gestito l’apparato organizzativo delle conferenze che li riguardavano. Un lavoro di squadra magistrale che ha dimostrato come anche  andando oltre la manifestazione folkloristica vi sia un’attenta ed entusiasta partecipazione da parte di sardi e non. Come ha fatto notare il professor Ledda al termine della conferenza di Zurigo mostrando paesaggi, caratteristiche della flora e della fauna della Sardegna, chi per primo arrivò e abitò l’Isola si ritrovò in uno scenario mozzafiato che lasciava ampia libertà e allo stesso tempo offriva quanto serviva. Ancora oggi si ritrova lo stesso entusiasmo, quando si parla dell’Isola dei nuraghi con chi è andato via, con chi, parafrasando un passo di Dante, non sente mai la lingua stanca quando parla di Sardegna.

2 risposte a “Il progetto "Le strade del tempo" in collaborazione con la Federazione dei sardi in Svizzera”

  1. Ciao Massimiliano, sono Massimo,quello che hai visto a Milano domenica scorsa in occasione della riunione della FASI; io sono quel ragazzo, insieme ad Efisio Ghiani, provenienti da Alessandria,che ti ha detto che quando ti

    avrebbe scritto (cioè ora). Ti ricordava che quella domenica,avevo il piatto (vuoto) in mano. Niente,ho visto il blog,molto interessante e, soprattutto, carino. Ogni tanto vorrei pubblicare qualcosa sul blog; qualcosa di attinente alle attività che facciamo al Circolo di

    Alessandria in modo da avere, anche noi, come tutti, la possibilità di farci conoscere. Ma questo ce lo siamo già detti domenica. Vorrei poi sapere se posso, direttamente inviare io i testi sul blog o se li devo inviare prima a te. Non so! per me è indifferente. Aspetto tue news e ti saluto fraternamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *