Al "Logudoro" di Pavia, presentati gli atti di un convegno sullo scrittore sardo Sergio Atzeni

di Paolo Pulina

 

Nel pomeriggio di sabato 7 febbraio,  presso la sede sociale del Circolo culturale sardo "Logudoro" di Pavia, il prof. Angelo Stella, dell’Università di Pavia, ha presentato il volume, curato da Gianluca Bavagnoli e Paolo Pulina,  che riporta  gli atti di un seminario di studi su "Sergio Atzeni (19521995), un ‘classico’  della nuova narrativa sarda", tenuto il 28 marzo 2008 presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, organizzato dal "Logudoro" in collaborazione con la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), la Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Lavoro, la Biblioteca Universitaria, l’Università, la Provincia e il Comune di Pavia. Nella prima parte del volume sono pubblicati i saluti di Maria Paola Invernizzi, della direzione della Biblioteca, e le introduzioni di  Gesuino Piga, presidente del "Logudoro" ("Alcune note biografiche relative ad Atzeni"), e di Paolo Pulina, vicepresidente del "Logudoro" e responsabile Comunicazione della FASI ("Sergio Atzeni, scrittore sardo-universale"). Nella seconda parte sono riprodotte le relazioni di Antonietta Dettori, docente dell’Università di Cagliari ("Quando San Pietro andava in giro per la Sardegna…Sergio Atzeni e la narrativa popolare"); di Mauro Bignamini, dell’Università di Pavia ("Considerazioni su Atzeni e il racconto storico"); di Flavio Santi, scrittore e traduttore ("Atzeni e Stendhal"); di Gianluca Bavagnoli, del settore Narrativa italiana Rizzoli ("L’eredità stilistica, linguistica ed etnica di Sergio Atzeni"); e di Giovanni Strinna, dell’Università Statale di Milano ("Canti e rapsodi nella Cagliè di Sergio Atzeni"). Nella terza parte  è ripreso un importante contributo di Nicola Tanda, docente emerito dell’Università di Sassari, letto alla presenza di Maria Corti, nel giugno 1996, sempre presso l’Università di Pavia, in un incontro organizzato anch’esso dal Circolo "Logudoro". Presentando il libro Stella  ha sottolineato la grande modernità della prosa di Atzeni (purtroppo sottovalutata dalle storie letterarie) che applica, con felici risultati,  la poetica del "sonorizzare la scrittura", partendo dal presupposto che il linguaggio veramente universale è quello della musica. Atzeni – ha detto Stella -, secondo una visione assolutamente non municipalistica, intendeva essere sardo non solo modernamente ma anche postmodernamente e quindi ha voluto aprirsi al mondo globale.

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