Morti bianche, Sardegna regione a rischio. Edilizia e trasporti i settori più pericolosi

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Le chiamano morti bianche ma sono una delle pagine più oscure del mondo del lavoro. In Sardegna nel 2007 sono 36 i lavoratori che hanno perso la vita per cause di lavoro: quasi tre al mese, secondo una tragica media di morte. Che colloca l’Isola tra le regioni italiane ad elevato indice di gravità. In particolare, nelle piccole imprese la frequenza del rischio è doppia in confronto alla penisola Per quanto riguarda gli infortuni, sebbene raggiungano una media di 50 casi giornalieri, la regione non si discosta invece dal dato nazionale. I settori più pericolosi si confermano quello delle costruzioni e dei trasporti, mentre gli infortuni, diminuiti nei comparti industria e artigianato, lievitano, invece, nel terziario e nei servizi in genere. Rispetto al 2006 (in Sardegna si registrarono 18.522 infortuni), l’Inail ha ricevuto 160 denunce in meno nel 2007: 18.362 infortuni, 500 dei quali hanno coinvolto lavoratori stranieri. La riduzione degli infortuni è stata dello 0,76% a fronte di un calo nazionale dell’1,7%. Nell’industria, così come nell’artigianato, gli eventi denunciati all’Inail hanno subito una contrazione rispettivamente di 292 e 141 episodi rispetto al 2006, mentre nel terziario gli infortuni sono cresciuti passando dai 4.037 ai 4.124 di un anno fa. Un trend differente dell’andamento infortunistico si registra nel settore dell’agricoltura poichè, sebbene il comparto occupi solo il 6,2% della forza lavoro in Sardegna, si registra circa il 14% degli infortuni. A monitorare e quantificare gli incidenti, spesso mortali, sul lavoro è il Rapporto annuale della Direzione regionale dell’Inail Sardegna. Grande incidenza sulla frequenza del fenomeno hanno poi gli incidenti stradali: 2.490 nel 2007, pari al 13,56% del totale, di cui 20 mortali. Per quanto riguarda le malattie professionali, l’Inail ne ha riconosciuto oltre 1.000 nell’isola a fronte delle 28.497 del resto d’Italia, con una netta prevalenza nei settori dell’industria e dei servizi (842) rispetto all’agricoltura (169) e della Pubblica Amministrazione (14). Nel 2007 sono cresciute le aziende assicurate all’Inail: +2.36% rispetto all’incremento dell’1,84% registrato nel 2006. In particolare, l’aumento è distribuito fra tutti i settori con un rapporto percentuale costante tra industria (7%), artigianato (51%) e terziario (36%), a conferma della tipologia del tessuto produttivo isolano costituito, in prevalenza, dalle aziende artigiane, dalle attività del terziario e, in minima parte, da quella che operano in ambito industriale. Verosimilmente gli sforzi che si stanno realizzando per diffondere un maggior livello di attenzione, cominciano a raggiungere i risultati in quei settori dove, maggiormente, è presente la coscienza del rischio, mentre nei servizi si fatica ad acquisirla e si affronta il problema con eccessiva superficialità.

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