"Sardos semus fintzas nois": il canto degli emigrati sardi


scritto da Paolo Pulina
 
 
 

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4 risposte a “"Sardos semus fintzas nois": il canto degli emigrati sardi”

  1. Salve scrivo dalla Romagna e sono natio della provincia di Oristano. Ho ricevuto questo bel regalo di sito che ancora non so chi ringraziare ma di sicuro questo indirizzo mail è complice. Perciò grazie piffilandia!!! Da visitare tutto mi ci vuole un mese ma un po alla volta riusciro.

    GRAZIE E TOTTUS IN PARI SEMPRI.

    Renzo

  2. A Max e a Valentina i migliori auguri di Buon Natale 2008 e di Buon 2009! Ho visto come avete “arricchito” la colonna di sinistra del Blog. Grazie. Speriamo che Antonio Carta si decida a videoregistrare una sua esecuzione di “Sardos semus fintzas nois”. Da poter vedere e sentire cliccando sulla foto. A presto!

  3. Sardos immus,sardos semmus, sardos abarramus,

    a uve si siat chi nois andamus. Grazie Paolo

  4. E non hai mai detto al padrino che eri anche poeta !! Anche se con ritardo (solo ora ne ho preso visione) mi congratulo vivamente e ti abbraccio.

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Sardos semus fintzas nois

Sardi siamo anche noi

chi vivimus fora ‘e  sa Sardigna,

che viviamo fuori della Sardegna,

sardos semus comente bois

sardi siamo come voi

ch’ istades in terra benigna. che state in terra benigna.
   
Sa  traversada de su mare                                               La traversata del mare
pro istudiu o nezessitade per studio o necessità
no nos  hat fattu immentigare  non ci ha fatto dimenticare
sa ‘idda nostra o  zittade. il  nostro paese o città.
   
Faghimus ‘ider  de  sa terra nostra Facciamo vedere della terra nostra
 tzivilitade,  cultura e istoria; civiltà, cultura e storia;
ivvilupamus s’economia ‘ostra arricchiamo l’economia vostra,
e proite?Solamente  pro sa gloria.