Iniziativa del "Gremio" di Roma: il mondo di Pino Melis

di Maria Vittoria Migaleddu

 

"Maestro assoluto di stile… rigoroso signore dei colori e del pennino" – così lo definisce Antonio Faeti nella sua presentazione al catalogo – "intento a rendere visibile solo l’essenziale, quella carne minima del mondo che non si vede perché minuscola"  che è alla base della poetica espressiva dell’artista sardo Pino Melis (Bosa 1902 – Roma 1985), le cui opere sono presentate per la prima volta a Roma, dopo la sua scomparsa.

La mostra è stata inaugurata il 15 novembre 2008 al Museo della Casina delle Civette di Roma alla presenza di numerosisimo pubblico ( oltre 300 persone), giornalisti della stampa e delle televisioni, nonchè di Autorità tra cui spicca la partecipazione dell’Assessore al Lavoro della Regione Sardegna, Romina Gongera, e rimarrà aperta sino all’ 11 gennaio 2009.

Nel 2007 era stata la natia Sardegna ad ospitare una mostra antologica di Pino Melis, al Teatro Civico di Castello di Cagliari V. Questa è comunque la prima volta in cui, accanto ai lavori di Pino Melis che costituiscono il nucleo centrale della mostra (messi a disposizione dalla famiglia Redini Giuliani di Roma, eredi, in quanto nipoti, di Pino Melis), sono presentate anche alcune opere dei suoi fratelli Melkiore e Federico, gentilmente prestate da alcuni collezionisti privati e dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna.

La mostra "Il mondo di Pino Melis. Omaggio ad una famiglia di artisti sardi: Melkiorre, Federico, Olimpia e Pino Melis" è promossa, con il contributo della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e della Fondazione Banco di Sardegna, da " Il Gremio", Associazione Culturale dei Sardi a Roma, nata nel secondo dopoguerra (1948) con finalità di rilancio e diffusione della cultura dell’isola e come punto di aggregazione per i cittadini sardi a Roma. L’esposizione ha luogo con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa è curata da Maria Grazia Massafra, Responsabile del  Museo della Casina delle Civette, Maria Vittoria Migaleddu Vice Presidente del Gremio dei Sardi e Angela Redini Giuliani dell’Archivio Redini Giuliani Melis. Si tratta di oltre 150 opere di tipologia eterogenea: disegni originali per illustrazioni – di moda, accessori e gioielli – disegni per mobili e decorazioni di arredo sacro, disegni per tessuti, tessuti dipinti, filet (opera di Olimpia Melis), miniature originali, bozzetti e cartoni preparatori per vetrate, oggetti in ceramica anche dei fratelli Melkiorre e Federico, vetratine, gioielli (miniature dipinte su avorio e pergamena), materiale grafico vario per illustrazioni di libri per l’infanzia. Tra i lavori esposti, anche due ritratti di Pino Melis di Maria Letizia Giuliani e di Rolando Monti.

Come evidente nel titolo, la mostra intende ricordare il raffinato illustratore editoriale sardo nella sua molteplice attività di artista-artigiano, anche inserito nel proprio contesto regionale e familiare. Famiglia di artisti, i Melis prediligono le arti applicate (ceramica, illustrazione, arredo e decorazione d’ambienti, grafica pubblicitaria, oreficeria e ricamo) e le diffondono, affermando l’identità della Sardegna in campo nazionale e internazionale, collegandosi alle grandi tendenze europee. Tra gli otto fratelli Melis ricordiamo, oltre a Pino che è il minore, Melkiorre, – noto illustratore, pittore e ceramista – , Federico, caposcuola della moderna ceramica sarda e Olimpia, innovatrice e promotrice della tecnica tradizionale del filet.

In tale ambiente artistico Pino sviluppa le sue doti precoci per esordire, appena quattordicenne, con figurini di moda nella Mostra Sassarese per la Mobilitazione Civile del 1916. L’anno successivo, incoraggiato da Giuseppe Biasi, partecipa, insieme ai fratelli e ad insigni artisti isolani, alla Mostra Sarda allestita in favore degli orfani dei combattenti sardi dalla Galleria Centrale d’Arte di Palazzo Cova a Milano. Nel 1919 pubblica illustrazioni sulla "Rivista Sarda" e inizia a collaborare con il prestigioso "Il Giornalino della Domenica" di Firenze.

Nel 1921 si trasferisce a Roma (sulle orme del fratello Melkiorre, che in quell’anno decora con motivi sardi una sala della Casa d’Arte Bragaglia), e si dedica allo studio della ceramica, arricchendo così l’originaria cultura familiare e isolana.

Dal 1925 unisce all’attività espositiva quella di illustratore, collaborando per vari editori, e negli anni ’40 esordisce come autore di racconti e realizza copertine e illustrazioni per la SEI, la Vallardi ed altri. Nel 1952 il matrimonio con la pittrice Maria Letizia Giuliani conferma un verosodalizio artistico che lo vede a lungo impegnato nella storica vetreria omonima con la trasposizione in vetro di numerosi cartoni di soggetto naturalistico ma anche astratto e di arte sacra. Nel dopoguerra si dedica sempre alla miniatura e all’illustrazione eseguendo gioielli, disegni su tessuti, vetratine, cartoni per vetrate, lavori su pergamena e avorio. Partecipa a molte

mostre personali e collettive, alle maggiori Rassegne d’arte italiane e internazionali e ad alcune Quadriennali a Roma. Alcune  sue opere si trovano alla Galleria d’Arte Moderna di Cagliari, a Parigi, Londra e a San Sebastian.

La figura di Pino Melis si rivela dunque in tutta la sua ricchezza espressiva e umana scoprendone i diversi intrecci culturali, a cominciare dal fondamentale confronto con i fratell
i Melkiorre, Federico e Olimpia, ognuno impegnato in un diverso percorso artistico e tuttavia in costante dialogo reciproco. Altri scambi e contatti importanti si rivelano quello con le diverse esperienze stilistiche e tecniche dei maggiori esponenti delle  arti applicate dei primi del Novecento (come Duilio Cambellotti) e, non secondario, il percorso professionale parallelo tra la famiglia sarda  Melis e la Giuliani a Roma. L’Archivio Redini-Giuliani è rimasto erede e custode di tutta la produzione d’arte di Pino Melis alla morte di quest’ultimo e di sua moglie, nel 1985.

L’Associazione dei sardi " Il Gremio" ,che quest’anno festeggia i 60 anni della sua fondazione ed è la più antica associazione sarda in Italia, ha voluto che questa mostra fosse occasione d’incontro di molte espressioni artistiche della cultura sarda, talvolta rappresentata da alcune famiglie che hanno saputo comunicarla egregiamente in Italia e nel mondo. Oltre alle opere esposte, sabato 15 novembre, giorno dell’inaugurazione, sono state presentate alcune creazioni di moda delle Sorelle Piredda. Si tratta infatti anche in questo caso di una famiglia di artigiane artiste che da oltre 20 anni rielabora i colori, le forme, i disegni, le tecniche della tradizione sarda creando abiti di taglio semplice ed essenziale impreziositi da ricami e disegni antichi. Le loro creazioni hanno presto varcato il mare ed hanno partecipato alle giornate della moda romane, alle sfilate del prêt a porter di Milano, sono state presentate in Francia, Spagna, Algeria sino ad approdare alla Accademia di Moda di Osaka in Giappone. In esclusiva per la mostra e in omaggio al Museo che la ospita, Le Sorelle Piredda hanno creato uno scialle ispirato ad un disegno di Pino Melis che raffigura una civetta, ritratta in un habitat notturno con ruderi che sembra rievocare il giardino di Villa Torlonia. Alcuni loro scialli rimarranno esposti alla Casina delle Civette durante tutto il periodo di apertura della mostra.

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