In Argentina, ricordata la figura di Tonino Puddu, padre del folklore

di Rosalba Satta

 

Tonino Puddu, Musicista, cantante. Ha diretto , per oltre 15 anni, il "Coro Ortobene". Dal 1990 era direttore artistico dell’Accademia di tradizioni popolari "Su Nugoresu" di Nuoro, e fino al 2006 è stato direttore, dalla sua istituzione (nel 1997), del Coro Montanaru di Desulo. Nel 1993 ottenne il riconoscimento di Maestro del Folklore. Nel 2007 gli è stato assegnato il premio "Padre del Folklore" dalla Presidenza Nazionele della Fitp.

Autore del libro "Cantare la Sardegna", sulla vocalità e coralità del canto popolare sardo, con riferimento ai cori nuoresi, nel quale pubblica buona parte degli spartiti dei brani popolari e di sua produzione : fatto inedito in Sardegna, che darà il via al sorgere di numerosi cori polifonici di estrazione popolare in tutta l’isola. Ha partecipato a numerosi festival internazionali in tutta Europa, in Cina , Egitto, Tunisia , India, Messico , Portorico, Venezuela, Ucraina, e Brasile. E’ ambasciatore della cultura e del canto sardi.

 

"Sardegna nel cuore", la trasmissione radiofonica in Argentina, ricorda il Maestro del folklore Tonino Puddu.. Teresa Fantasia, sarda di Pattada trapiantata in Argentina da circa sessant’anni – ideatrice e presentatrice del programma, ha voluto, con un sentito e affettuoso omaggio, ricordare la figura umana e artistica di Tonino Puddu. Man mano che la trasmissione procedeva, tra i canti del Coro Su Nugoresu e la lettura di testimonianze e articoli, veniva gradualmente fuori, rafforzandosi e ingigantendosi, la consapevolezza che il potere delle bella musica è enorme. Tonino Puddu, per oltre quarant’anni, ha compiuto il miracolo di rivestire la sua-nostra terra ed il suo-nostro cielo di cose belle, terse, profondamente vere. Ha contribuito in maniera significativa ad ampliare l’orizzonte dell’arte e, sono certa, la Sardegna intera terrà desto sempre il ricordo di questo figlio prediletto, affinché anche i giovani, di oggi e di domani, comprendano come si possa vivere intensamente e morire senza morire mai. Noi, nel nostro piccolo, continueremo a trasmettere la sua musica e il suo canto. Lo consideriamo, oltre che un piacere, un dovere nei confronti della cultura e dell’arte". Teresa Fantasia ha, poi, letto il commovente ricordo del Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu che, fra le altre cose, ha scritto: "A definire il personaggio e ciò che egli ha rappresentato per la Barbagia e la Sardegna, per il monumentale contributo dato alla sua storia e alla sua cultura, si corre il rischio di essere retorici, cosi come non è semplice racchiudere in una definizione onnicomprensiva le molteplici attività in cui ha saputo trasfondere il suo talento. Tonino Puddu è stato un uomo in ciò che questa parola ha di più alto e nobile, l’espressione più fiera della sardità, un uomo all’antica proiettato nel futuro, dal momento che, attraverso le sue poesie e la sua musica, ha saputo parlare al cuore degli uomini, trasmettere emozioni e lanciare l’eterno messaggio della pace, dell’amore, dell’amicizia. La Sardegna intera, nell’unanime rimpianto per la sua prematura scomparsa, lo ricorda con commossa gratitudine per quanto di imperituro ha saputo costruire per la sua amata terra". Tra le varie testimonianze , Teresa Fantasia ha letto anche il messaggio speditole da Giuliano Marongiu :"Tonino è stato uno degli amici che più assiduamente ho incontrato in televisione e negli spettacoli. Credeva tanto nella cultura e nella forza della nostra lingua. E’ stato ispiratore, con il suo libro "Cantare la Sardegna" e con il suo talento, di tanti Cori polifonici che sul suo esempio sono nati in Sardegna e che gli sono riconoscenti". Il potere di Internet è evidente: consente non solo il "contatto" anche visivo con persone care che vivono spesso oltreoceano, ma favorisce un’informazione immediata che altrimenti non sarebbe possibile. Grazie ad Internet è stato possibile far giungere, ai tanti Sardi sparsi nel mondo, le parole, tenere e toccanti del giornalista Luciano Piras che, ricordando Tonino Puddu ne "La Nuova Sardegna", fra le altre cose, ha scritto: "Che un astore chi bolat in artu"? Così anche lui, che quelle parole cantava, stavolta ha messo le ali. Ha messo le ali per volare in alto, come un astore, libero e fiero, per salire lassù dove ogni passo è leggero, senza più alcun dolore che ti tormenta le viscere, che ti rode il corpo sino a consumarti, mentre testardo continui a sorridere alla vita e a chi ti sta attorno. Ma non di sola anima è fatto l’uomo e alla fine pure Tonino Puddu, il cantore dei Sardi, un cuore grande così, ha dovuto mollare, ha dovuto lasciare per sempre questo mondo di terra, acqua e fuoco. Ha lottato parecchio, in questi ultimi anni, contro il male oscuro che lo ha aggredito a più riprese; ha cercato di aggrapparsi a ogni piccola speranza pur di vivere e vivere ancora. Tra i vari brani trasmessi in "Sardegna nel cuore" uno, in particolare, ha toccato le corde di tanti ascoltatori: la versione di "Non potho reposare" cantata da Tonino Puddu e Pierangelo Bertoli. Non solo per la bellezza intensa del canto e della melodia, non solo per il ricordo della loro amicizia fatta di stima reciproca e affetto, ma anche perché è risultato spontaneo ed immediato pensare al fatto che entrambi, colpiti dallo stesso male, hanno dovuto prematuramente abbandonarci per percorrere nuovi sentieri dove – ci piace pensare – sono la musica e la poesia a dare fiato al vento e luce alle stelle.

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