A Vigevano (PV) si sono incontrati i delegati dei circoli sardi della Lombardia

di Massimiliano Perlato

 

I presidenti e i delegati dei venti circoli degli emigrati sardi presenti sul territorio lombardo, si sono ritrovati per la prima riunione coordinata da Antonello Argiolas, dopo la pausa estiva, presso la nuova sede del circolo "S’Emigradu" di Vigevano. Dopo i saluti di rito del presidente locale Gavino Dobbo, che ha bramato presentare così la nuova residenza del sodalizio della Lomellina ubicato in via Lario 15 e rendere conto delle recenti e riuscite manifestazioni del "S’Emigradu" come la festa sarda appena conclusa nella vicina Cilavegna, si è entrati nel vivo delle argomentazioni all’ordine del giorno. Un quadro quello enunciato da Argiolas, che mette in evidenza le difficoltà economiche in cui si trovano diverse associazioni. Ad ogni circolo è stato presentato un conto economico che la FASI ha sollecitato come contributo per le attività alla Regione Sardegna. La stessa, però, da parte sua, ha fortemente sviluppato la burocrazia particolareggiata di controllo di ogni minima pratica da inserire a bilancio delle varie associazioni, degna quasi di una società per azioni. Una amministrazione complessa che spesso mette in grave difficoltà i dirigenti "non professionisti" dei circolo, che va ricordato, basano il proprio lavoro sull’entusiasmo e sul volontariato. L’invito della Federazione è quello di spendere tutti i soldi che vengono inseriti nel bilancio per le attività in modo tale da non ritrovarsi l’anno successivo, a rendere le quote del "non speso". Le associazioni degli emigrati, lamentano ciò nonostante, l’impossibilità a spendere delle risorse non avendo la capacità economica di poterle coprire anzitempo, magari con dei fidi o dei prestiti, avendo i propri conti economici appoggiati sulle banche locali, pressoché all’asciutto. Una situazione quella che sta balenando nei rapporti tra la Regione Sardegna e il mondo dell’emigrazione che non è comunque figlia della cattiva gestione dei circoli italiani, ma di quelli con sede all’estero. L’irrigidimento procedurale imposto dall’Assessorato al Lavoro guidato da Romina Congera, va accollato alla mancanza di trasparenza emersa in alcuni management dei circoli sardi fuori dai confini dell’Italia. Argiolas ha spostato l’attenzione anche sulle manifestazioni che nei primi mesi del 2008 hanno caratterizzato positivamente il cammino dei circoli lombardi. I tre grandi temi dell’anno hanno interessato differenti associazioni. Pensiamo ad Angioy che ha implicato i circoli di Cremona, Marchirolo, Pavia e Vimodrone. Per Remundu Piras, su tutti Carnate e Magenta. Per la lingua sarda, i convegni di Bergamo, Cremona e Saronno. Citate anche le molteplici feste popolari che i sodalizi hanno presentato nel territorio per far conoscere la Sardegna: Bareggio, Carnate, Magenta, Marchirolo, Parabiago, Saronno, Vigevano e Vimodrone. Tracciato anche un bilancio collettivo sull’edizione de "Sa Die" svolta nel maggio scorso a Cremona. Per il 2009, i delegati avanzano le ipotesi di plasmare una nuova celebrazione magari a Milano, il cui circolo è sotto i riflettori attualmente, visto lo sfratto esecutivo ricevuto dal comune meneghino per lasciare la sede prestigiosa in piazza Duomo. "Dobbiamo difendere e creare visibilità a Milano" è la testimonianza all’unisono dei partecipanti, "perché non possiamo certo acconsentire al fatto di perdere una sede così autorevole come quella di Milano".

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