Tanti sardi alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sidney

di Cristoforo Puddu

 

La visita di Benedetto XVI in Oceania coincide con il 220° anniversario di fondazione dell’Australia, ricordato il 26 gennaio. E proprio la Giornata Mondiale della Gioventù offre l’occasione di ripercorrere brevemente la storia – in cui scorre il dinamismo democratico di una società  di chiara matrice europea – dell’immenso continente (oltre 7 milioni di chilometri quadrati, 60 mila Km di fascia costiera e solo 21 milioni di abitanti) che ospita una significativa comunità italiana di circa il 5 % della popolazione residente e una presenza di sardi che si aggira sulle 5 mila unità. I sardi d’Australia – frutto di diversi flussi migratori iniziati negli anni ’20 – sono principalmente provenienti dai paesi interni dell’isola e particolarmente da Santulussurgiu, Pozzomaggiore, Pattada e dai comuni goceanini di Benetutti, Bono, Bultei, Burgos, Esporlatu ed Illorai. Associazioni e circoli di riferimento sono presenti a Sydney, Melbourne, Brisbane. La nascita della moderna Australia  coincide ufficialmente con l’arrivo della Prima Flotta della grande potenza mercantile e coloniale inglese, per insediarvi una colonia penale, al comando di Arthur Phillip e dopo 18  anni dello "sbarco – scoperta " di James Cook (1770), alla baia di Sydney. Quella inglese non può essere considerata tecnicamente " scoperta" , ma inizio colonizzazione in quanto l’esistenza di un continente agli antipodi era conosciuto fin dall’antichità e presente nelle carte dei navigatori olandesi, portoghesi e spagnoli del XV secolo. E’ infatti del XV secolo il mappamondo del monaco camaldolese Fra Mauro, realizzato per re Alfonso V di Portogallo, e tratto da quello disegnato un secolo prima dall’astrologo Cecco d’Ascoli, processato e condannato al rogo dalla Santa Inquisizione, in cui risultavano gli approssimativi contorni dell’Australia. L’arrivo inglese – dopo due non significative spedizioni olandesi datate 1606 e 1616, guidate rispettivamente da W. Tanszoon e D. Hartogszoon – trovò una terra popolata da 750 mila aborigeni, divisi in 500 tribù ed originari probabilmente da una immigrazione dall’Asia sudorientale durante l’ultima glaciazione, che l’abitavano coltivando forme culturali arcaiche, rappresentate nell’originale arte rupestre, ed in perfetta sintonia e comunione con " l’anima "  della natura ambiente. Attualmente la presenza aborigena è di circa 370 mila e conserva carattere distintivo per le particolarissime convenzioni sociali e religiose e per la strutturazione dei rapporti familiari e di clan. I discendenti dei primi abitatori dell’Australia parlano una serie di lingue, suddivise per aree territoriali, ed " accomunate dall’assenza di spiranti ( h, f, s), di distinzione tra occlusive sorde e sonore e di un sistema numerale che superi il 2 o il 3 ".La questione aborigena ricorre nel dibattito politico attuale ed è motivo di tensione per le cause legali, portate avanti da parte degli autoctoni con l’ausilio di diverse associazioni ed adesioni, per la  rivendicazione dei diritti di proprietà della terra e per i contrasti generati dall’uso indiscriminato e di sfruttamento dei territori da parte di allevatori e società minerarie. L’attuale Australia, cresciuta nel determinante influsso e ruolo inglese e in condizione spiccatamente multietnica e multiculturale, è uno Stato federale indipendente a regime parlamentare nell’ambito Commonwealth britannico. La nascente Nazione australiana si dimostrò ben presto una società proiettata nel futuro e desiderosa di progresso e di emancipazione, riconoscendo la giornata lavorativa di 8 ore (1856); l’istruzione obbligatoria e gratuita fino ai 14 anni (1872) e concedendo il significativo voto alle donne nel 1894. Politicamente si registra una continua alternanza di governo tra liberali e laburisti: da Fraser (1975 – 1983), a Hawke (1983 – 1991), Keating (1991 – 1996), Howard (1996 – 2007) e Kevin Michael Rudd, primo ministro laburista dal 3 dicembre 2007, che come primi segnali internazionali ha dato la sua adesione al protocollo di Kyoto e l’impegno al ritiro militare australiano dall’Iraq. L’economia è tradizionalmente basata sull’allevamento e nell’esportazione di lana, carne e prodotti caseari. Rilevanti le trasformazioni industriali e i moderni impianti per lo sfruttamento dei giacimento minerari. L’industria ha i suoi punti di forza nel settore siderurgico, petrolchimico e meccanico. I principali partner commerciali sono gli Stati Uniti, Cina e Giappone; un freno ad un ulteriore sviluppo e rappresentato dalla mancanza di manodopera, in quanto l’Oceania è il continente meno popolato dell’intero globo. Alla Gmg di Sydney (15- 20 luglio) è prevista la partecipazione di 10 mila italiani, secondo le prime stime del comitato organizzatore. L’operazione accoglienza vede impegnato in prima linea il Console generale d’Italia a Sydney, Benedetto Latteri, con l’apporto del Ministero degli Esteri, la Cei, varie associazioni, circoli regionali e la generosa disponibilità di tantissime famiglie di emigrati italiani. Sono previsti momenti comuni di catechesi tra i giovani provenienti dall’Italia e gli italo- australiani; occasione unica per rafforzare nell’incontro un legame ideale di riscoperta delle radici nella fede.

Una risposta a “Tanti sardi alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sidney”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *