LE FORME DELLA BELLEZZA PER CLAUDIA PIRAS, ILLUSTRATRICE E APPASSIONATA D’ARTE

ph: Claudia Piras

di PIER BRUNO COSSO

Finalmente una grande artista che probabilmente può trovare una risposta a un mio dubbio irrisolvibile. Sono anni che me lo chiedo, che azzardo un’idea, e poi la cambio. Ma forse una soluzione non c’è. Oppure c’è, e ci può aiutare a trovarla una importante disegnatrice come Claudia Piras, che ha occhio e cuore. Allora le chiedo: ma il bello sta intorno a noi, o è solo nello sguardo di chi osserva? Grande artista? Dai! Comunque da illustratrice e appassionata d’arte, posso banalmente dirti che per me la bellezza ha tante forme: può essere travolgente o ben nascosta. A volte siamo noi un po’ distratti e abbiamo bisogno di un aiuto per vederla. Perciò abbiamo poeti e narratori che con le parole, la musica o le immagini ci accompagnano in altri luoghi, ci regalano altre vite. La bellezza è intorno a noi e se abbiamo fortuna ci sorprenderà.

Incontriamo Claudia Piras una mattina nel Liceo Scientifico di Dorgali. È una bella giornata d’inverno, con un vento gelido che fa a gara col sole su chi decide la temperatura. Ci troviamo nel cortile della scuola, tra il silenzio e le montagne, per un nostro incontro con gli studenti. Il suo sorriso aperto arriva prima di lei, come il rombo di un aereo che precede il suo apparire. È un grande sorriso che può contagiare di fiducia la giornata che sta iniziando. Annoto a margine quel sorriso perché sarà tra le prime domande che le voglio fare. Siamo al Liceo per un evento inserito in un programma di attività che la scuola dedica agli incontri degli studenti con autori e artisti. Una meraviglia, una scuola che si muove, una scuola che va a cercare spazi di maggiori stimoli. Fantastico incontrare le ragazze e i ragazzi; imparare qualcosa da quel magma potente come la freschezza della loro età.

Grazie Claudia per esserti resa disponibile per TOTTUS IN PARI. Il tuo sorriso è per questa giornata che inizia, o per il vostro Liceo, dove hai studiato, e ci ritorni volentieri, sono sicuro, come ospite, da artista affermata? Grazie a te, Pier Bruno. Questa giornata è iniziata con un piacevole incontro. Sono arrivata a scuola con una borsa piena di pennelli, matite, acquerelli e chine, pronta a colorare il disegno che avevo preparato per l’incontro. Non sono così veloce, così ho abbozzato comodamente seduta alla mia scrivania, la tavola da completare e colorare a scuola, mentre le letture dei ragazzi, la musica, le tue parole avrebbero fatto volare il tempo. Prima di incontrarci ho fatto qualche ricerca per impostare il disegno: ho trovato tanto materiale, ma non ero sicura di aver colto il tuo sguardo. Così quando sono arrivata a scuola ti ho visto da lontano, e ti ho riconosciuto mentre mi avvicinavo. Mi ha colpita la tua cordialità. È stato come incontrare un amico.

Grazie dell’amicizia, per me un onore, ma partiamo dall’inizio: questa scuola cosa ti ha dato per consentire di realizzarti in quello che poi sei diventata? Ricordo con piacere i miei anni al liceo. Prendevo appunti e scarabocchiavo come fanno tanti ragazzi. A scuola ho trovato amici che hanno sostenuto questa mia passione, insegnanti che hanno allargato il mio sguardo regalandoci esperienze stimolanti: anche allora Gianfranco Cambosu (scrittore e professore del Liceo, ndr), che era il mio insegnante di lettere, organizzava incontri con gli scrittori. Mi aveva colpito in particolare l’incontro con Flavio Soriga che leggeva a ritmo di musica: per me era una novità strepitosa!Un anno ci hanno portati in Sicilia dove abbiamo lavorato con un giovane regista Luca Vullo, alla realizzazione di alcuni corti… eravamo una bella squadra!Mi avevano scelta per disegnare uno story board: ne ero orgogliosissima!Con quei corti abbiamo vinto un concorso: ci siamo divertiti ma è stata un’esperienza che ci ha resi anche un po’ più sicuri, più forti. Tutti gli studenti dovrebbero avere di queste opportunità.È stato fondamentale anche incontrare insegnanti preparati, che lavoravano con passione, che ci chiedevano di impegnarci, di dare il massimo. Allora mi sembravano un peso, ma oggi capisco che sono stati degli esempi a cui guardare. Da ricordare anche gli insegnanti svogliati e tristi: uno stimolo a fare di tutto per evitare quel futuro.

Attenzione: prego insegnanti e studenti di rileggere queste ultime tue frasi, e dopo di rileggerle ancora, fino a farle proprie, perché lì c’è tutto il senso. E quindi parto subito con un sillogismo: la tua arte uguale anche questi banchi. È stato un’incontro o uno scontro? Perché molto spesso l’artista sviluppa le sue sensazioni partendo dai dissidi… oppure è una strada tutta liscia? Mi divertivo a disegnare le caricature dei professori…o almeno ci provavo! Di solito ridevano anche loro. Una volta però ricordo che un insegnante si arrabbiò, ma perché disegnavo sul banco. Mi sono sentita in colpa… anche se adoravo disegnare su quel verde lucido.

Aneddoto meraviglioso; e quindi quando eri tra i banchi, se ti chiedevano cosa farai da grande, tu rispondevi… Rispondevo: «farò la fumettista». Come ci sarei riuscita non lo sapevo, ma volevo assolutamente fare qualcosa per poter disegnare tantissimo!

Hai mai la sensazione di aver realizzato un tuo grande sogno? Pur avendo, immagino, altri importanti traguardi e altri fantastici sogni… Sì, mi sento fortunata a poter lavorare facendo quello che amo. Anche se potrebbe sembrare, non è una strada facile, ma dà tante soddisfazioni.

La tua Laurea all’Accademia di Belle Arti di Urbino ti ha lanciato? Oppure ti è servita solo per avere più confidenza nei tuoi mezzi espressivi? Mi è servita a confermare il mio obbiettivo: non volevo diventare un’artista, volevo disegnare. Ci sono stati alti e bassi. Mi appassionavano le lezioni di teoria della percezione, lavoravo a progetti assurdi con l’insegnante di decorazione, ho scoperto l’arte concettuale, le installazioni, la video-arte, ho imparato a preparare la tela con colle puzzolenti, a impastare i pigmenti con l’uovo, a tagliare il vetro per farne dei mosaici, a dipingere sull’intonaco, a creare calchi con la gomma siliconica, ho ritratto modelle infreddolite su fogli enormi, ho parlato di arte con i bambini, ho lucidato lastre di zinco e bagnato la carta per stampare… Ma lontana da casa a volte ho creduto di aver preso la strada sbagliata. Scoprivo tante tecniche e possibilità, ma non mi sentivo soddisfatta dei risultati, non riuscivo a focalizzare il mio futuro dopo tutto questo. Dopo l’accademia c’è stato il PERF (prestigioso Corso di Perfezionamento a Urbino, ndr) alla scuola del libro. Due anni per disegnare e guardare corti animati, fumetti, illustrazioni, far squadra, creare libri, cartoline, partecipare a mostre e concorsi, incontrare grandi maestri e scoprire la bellezza, quella della prima domanda.  Due anni meravigliosi e indimenticabili.

Quando hai capito che quello che fai tu ha un reale, oggettivo, valore artistico? Non credo che quello che faccio abbia un oggettivo valore artistico. Spero però che le mie illustrazioni qualche volta possano incantare i lettori (sono un po’ ambiziosa); spero di lavorare sempre con scrittori, grafici, editoria, progetti meravigliosi in cui credere e metterci passione, per dare vita a libri che facciano sorridere, pensare ed emozionare. E in fine, spero che quello che faccio dia ai ragazzi che incontro nei laboratori, il coraggio di sognare e realizzareanche per loro un futuro creativo.

Nelle tue opere ci vedo un incanto, uno stupore quasi meravigliato che la bellezza possa essere così piena. Ma una bellezza come se fosse la più naturale delle cose, come una tua visione che viaggia per immagini dritta fin dentro la nostra anima. Immagini, che senza la tua mediazione ci sarebbero sfuggite. Che è un po’ il compito dell’artista. Chi scrive ci arriva scavando interiormente con molto tormento, chi disegna e dipinge, invece, lo trova più in uno stato di grazia che nella sofferenza? Davvero? Grazie è un complimento bellissimo. Sì, a volte da un pensiero negativo può nascere un’idea positiva. In generale però, ho bisogno di sentirmi serena per disegnare. Mi è anche capitato di dipingere in situazioni poco confortevoli, con poca luce, con troppo sole, in posizioni scomodissime per troppe ore di fila, con poco tempo a disposizione… ma non penso volessi parlare di questo genere di sofferenza!

Il mondo che tu disegni è fatato, eppure ce lo mostri meravigliosamente intorno a noi. Tu vivi in quel mondo fantastico e poi ogni tanto atterri su questo pianeta? Mi piace quest’idea: il disegno che ti porta in un luogo meraviglioso. Essere qui e lontanissimo. Cosa si potrebbe desiderare di più? Ci sono maestri dell’illustrazione, che sanno narrare con immagini straordinarie, fantastiche, più vere di quelle che si possano mai vivere. Guardo alle loro opere con ammirazione e stupore. Mi piacerebbe riuscire a disegnare così.

Il bello intorno a noi è quello che ci riappacifica con la vita. Compito dell’artista è anche saper plasmare quel bello in emozioni. Le tue opere nascono più dal bello, o dalle emozioni? Bello ed emozioni sono grandi muse. Ogni disegno sicuramente nasce da entrambi. La difficoltà sta nel comunicarli al lettore. Il disegno capace di restituire bellezza ed emozioni è un disegno ben riuscito.

Ero sicuro che avresti parlato di una ricerca delle due cose insieme, perché è quello che si prova davanti a un tuo disegno. Ma io volevo andare un passo più là, e chiederti di tecnica e di cuore. Nel senso: quello che tu immagini col cuore poi lo raffiguri con una grande tecnica, credo. Ecco alla fine, secondo te, quale dei due aspetti domina sull’altro? Tecnica, o cuore? Spero il cuore. La tecnica per me non è così importante, ma saper scegliere e usare con sapienza i propri strumenti aiuta.

Com’è quindi il processo creativo: da visone a disegno? Occhio, cuore, mano con la matita? Se si potesse raccontare il miracolo della creazione… Si parte dall’emozione e si passa per la ricerca, lo studio e la riflessione: è importante capire e conoscere bene il proprio soggetto per raccontarlo agli altri. Poi viene la mano e la matita che cerca di dare forma all’idea. Dico “che cerca”, perché non è così immediato: si può passare anche attraverso diversi tentativi ed errori prima di trovare la forma, i colori, la tecnica giusta.

È più difficile partire da Dorgali (l’esatto contrario di una metropoli), per un grande viaggio artistico come il tuo? Dorgali è stata ed è preziosa per me. Devo tanto alla mia terra, alle sue storie e soprattutto alle persone che mi hanno sostenuta qui, a tutti quelli che hanno creduto in me, e se guardo al passato, ai primi ritratti su commissione per esempio, devo riconoscere che sono stati troppo buoni!

Gianfranco Cambosu Cladia Piras Pier Bruno Cosso

Donna e sarda. Una difficoltà in più o una forza travolgente? Una grande scrittrice di Alghero, Emma Fenu, in una intervista proprio su queste stesse pagine aveva detto che una donna per apparire credibile deve essere bravissima, e per apparire bravissima deve essere eccellente. Anche nell’arte grafica? Si, sono d’accordo con Emma. Per apparire credibile come scrittrice, come illustratrice, e in qualunque campo, dobbiamo lavorare sodo, con tenacia e serietà; sbagliare facendo meno danni possibile, perché gli errori amano essere ricordati; avere fortuna, perché qualcuno (naturalmente qualcuno di credibile perché anche noi non vogliamo fregature!) ci dia fiducia per primo, dandoci la possibilità di dimostrare che non ha fatto la scelta sbagliata… è quando la squadra è fortissima, che la scelta è stata ottima! E poi serve tempo perché arrivino i primi risultati, e più persone vogliano darti fiducia o credere ancora in te. Un percorso non semplice per una donna sarda, ma credo non sia in discesa anche per tanti uomini.

Il tuo animale preferito? Intendo quello più divertente e creativo da disegnare… quello che per sua indole va poi a smuovere le coscienze? Mi piace disegnare gli animali che abitano il mare: tartarughe, foche, balene…

Credi che l’artista debba usare la sua arte come mezzo per farci progredire tutti? Che debba avere cioè un certo impegno sociale, con una sua tensione verso i grandi temi? Si certo, per me il disegno nasce dall’esigenza di catturare il nostro tempo, dal bisogno di riflettere su ciò che accade e sulle nostre scelte. Mi piace pensare che lo sguardo dell’artista non nasca per imporre la sua verità, ma per incuriosire, far nascere nuove idee, per farci vivere meglio o farci pensare che si possa fare qualcosa per vivere meglio.

Grazie, bella risposta. La mia era una domanda a trabocchetto, perché se mi avessi risposto che no, che un disegno è solo un disegno, e non c’è dentro altro, avrei strappato l’intervista. Credimi, l’avrei strappata, e sarebbe finita lì! Invece è vero che l’arte dovrebbe avere la voce più forte. La voce che emerge. E mi piace concludere che un disegno ci salverà. Idea bellissima, non ho altro da aggiungere.

Grazie per la tua grande pazienza e disponibilità. E ti darei già appuntamento per una prossima puntata, che dici? Certamente, se vi fa piacere!

Grazie Claudia per esserti messa in gioco per i lettori di TOTTUS IN PARI con, si capisce, tanta sincerità.  E sicuramente ritorneremo a chiacchierare così piacevolmente con te.

Note Biografiche di Claudia Piras. Nasco a Nuoro nel 1987. Dopo lo scientifico a Dorgali, ho studiatoall’accademia di Urbino e poial PERF. Ho disegnato per GAP_zines, i londinesi di TinyPencil, C. Cristofoli, G. Darconza, P. Fad­da, F. Carboni, la colombiana Higuera edizioni, il Maestrale di Nuoro, gli anglo-tedeschi della Instinctivelylimited, il museo archeologico di Dorgali.Ho progettato, illustrato e prodotto i libri Sa Mama e Sole, La signora e l’agnello, I racconti del giardino del re, Le filastrocche della maestra e Salvatore Fancello il disegno ininterrotto. Ho partecipato attivamente a mostre e festival.  Dal 2013 organizzo laboratori dedicati a bambini e ragazzi. Ho lavorato con associazioni, biblioteche e scuole. Collaboro come decoratrice di interni con l’Arch. Andrea Fronteddu per Openspace Dorgali.

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6 commenti

  1. Bellissima intervista che mi ha fatto viaggiare. Sono stata anche io una liceale che disegnava sui banchi mondi immaginari e caricature dei professori! Lo avevo rimosso, e in effetti, disegno storie anche io, con la narrativa, e parto da visioni. Quanto a grande scrittrice… diciamo che ho ben 10 anni in più di Claudia, quindi puoi scrivere vecchia 😛

  2. Sono contento che Pier Bruno abbia riconosciuto la tua arte bella e altissima

  3. Bravissima , ho conosciuto Claudia quando mia figlia frequentava la scuola elementare e con lei l interessa classe hanno realizzato tanti progetti di pittura,ceramica
    Così ho avuto l l’occasione di scoprire Claudia come artista non solo nell ambito lavorativo ma sopratutto come persona paziente,disponibile sempre sorridente che riesce a catturare l attenzione dei bambini perciò le auguro un forte in bocca al lupo x i suoi nuovi progetti

  4. Conosco Claudia da quando era piccola e il suo talento artistico emergeva già da allora ! Complimenti, vai avanti così ! Tantissimi Auguri e in bocca al lupo 🍀

  5. bellissima intervista tra due persone con una ricchissima cultura e una grande sensibilità!

  6. Gianfranco Cambosu

    Ho avuto il piacere e l’onore di essere stato l’insegnante di Lettere di Claudia al liceo. Di lei conservo dei bei ricordi e considero un privilegio il fatto di aver ottenuto la sua disponibilità per l’attuazione del mio progetto sugli scrittori sardi.

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