LE ANIMAS, UN OMAGGIO ALLA DONNA SARDA DI MARIA JOLE SERRELI

ph: Maria Jole Serreli
di TONINO OPPES

 “In tasca, solo pezzi di casa”. L’installazione sospesa che Jole Serreli dedica alle vittime del terremoto del 2016, nell’Italia centrale, è realizzata con cemento, pietre, ceramica, porcellana, filo e cotone rosso. Un’opera originale di un’artista sensibile e generosa che, talvolta, ama accompagnare i suoi lavori da brevi poesie.

Pittrice, scultrice, performer, ceramista. C’è tutto l’universo artistico nel percorso di Jole Serreli, studio e casa a Terralba, che ha cominciato a esporre all’età di 17 anni. Da allora è stato un susseguirsi continuo di incontri e di confronti sulle forme più disparate dell’arte che l’hanno portata a frequentare da protagonista alcune importanti gallerie nazionali e non solo. Come a Londra, quando tre anni fa, ha portato in mostra ben 120 pezzi ispirati alla pittura di Pollock.

Da Londra a Roma, da Milano a Cosenza, poi tanta Sardegna seguendo sempre la strada della ricerca fino ad approdare all’installazione che segue un linguaggio vicino alla Fiber Art.

La modernità e il passato. Le strade si incontrano sui fili della narrazione.

Le sue Animas sono un omaggio alla donna sarda e hanno origine nei lavori della tradizione. Tessuti d’epoca vengono rielaborati per rendere omaggio a chi, attraverso la tessitura, ha saputo esprimere la propria identità che ha radici lontane. Sono opere d’anima.

Tutto è in gran parte ispirato al mondo che circonda Jole Serreli che, come scrive il critico Efisio Carbone, ama soprattutto “raccontare per ricordare, perché la memoria è una rete: l’artista ha tra le mani oggetti preziosi come reliquie e così li tratta.” È il caso dell’omaggio a Faustino Onnis, un’installazione realizzata con oggetti appartenuti al poeta, come il cappello e la penna, punto di partenza dei tanti fili rossi che si intrecciano. Perché la vita, la nostra vita, è pur sempre un intreccio di storie che, in qualche modo, si legano una all’altra.

Dunque memoria e tanta poesia, che è dentro la dolcezza delle cose quotidiane.

La scultura e l’installazione sono le due espressioni artistiche che Jole Serreli sente più sue.

“Mi regalano più emozioni. Prima di conoscere il maestro Sciola modellavo l’argilla. A San Sperate ho imparato a lavorare la pietra. È un percorso che ho interrotto, ma riprenderò presto. Ora sono le installazioni ad assorbire la gran parte del tempo che dedico all’arte. Debbo dire che i risultati sono soddisfacenti perché molte mie opere si trovano, in esposizione permanente, in diversi musei”.

Le installazioni si sviluppano come racconto e vengono realizzate con materiali di uso quotidiano. L’arte regala sogni, ma Jole Serreli non vuole estraniarsi dalla realtà. Ecco perché nei suoi lavori ci possono essere una sedia, un cappotto, un paio di occhiali. Ma c’è una cosa che non può mai mancare: è il filo l’elemento indispensabile di un linguaggio originalissimo di un’artista talentuosa, che sa bene una cosa. Con la tessitura si è costruita gran parte della creatività al femminile.

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2 commenti

  1. bellissimo articolo che bel ti racconta!!

  2. L’anima di noi ispirati spesso è cupa come un cielo grigio carico pioggia ma siamo felici di poter vivere in questo immenso cielo, malgrado tutto. Qualche volta aspettiamo che nel nostro cielo nero si faccia strada un piccolo raggio di sole, questo ci permette di poter scoprire nuovi colori.
    Oggi questo piccolo raggio è arrivato inaspettato e per questo un dono prezioso. Ringrazio pubblicamente il giornalista e talentoso scrittore Tonino Oppes per queste meravigliose parole che mia donato nell’articolo importantissimo che mi racconta. Grazie Tonino, grazie Tottus In Pari, sono commossa !

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