LA PIOGGIA ARTIFICIALE: GLI ESPERIMENTI IN SARDEGNA DEL 1957 GUIDATI DA UNA SOCIETA’ AMERICANA

di MARCELLO ATZENI

La nevicata del 1956 la conoscono tutti, o per averla vissuta o per averne sentito parlare. Ma di quello che accadde un anno dopo, in Sardegna, qualcuno ricorda qualcosa? Fu l’inizio degli esperimenti per provocare la pioggia artificiale. Il primo ottobre 1957, la Cassa per il Mezzogiorno, che fra le altre responsabilità aveva quella di occuparsi delle zone aride del sud Italia, decise di usare dei generatori di ioduro d’argento (chimicamente, un sale) per bombardare le nuvole. La Casmez ritenne che le prime sperimentazioni dovessero aver luogo in Sardegna, zona geograficamente indipendente, che offriva la scelta fra tre aree bersaglio adatte, costituite da tre grandi bacini imbriferi e disponeva di una vasta rete di stazioni pluviometriche. La zona prescelta fu il bacino del Tirso. Gli esperimenti sarebbero dovuti durare due anni, poi furono prorogati. Da due anni, si passò a tre. La società americana “ WaterResources Development Corporation”, si occupò della faccenda. Gli uffici erano a Cagliari, il direttore era lo statunitense William H. Wolfe. Il dottor Wolfe, grazie alle informazioni fornite dall’ Aeronautica militare e a quelle captate direttamente con apparecchi radio, era continuamente informato sulle condizioni meteorologiche di tutta l’ Europa e dell’ Africa del Nord. Wolfe, però elaborava con maggior attenzione, i dati relativi all’atmosfera sovrastante la zona di Cagliari, rilevati dalle radio sonde dell’ Aeronautica.

Avendo tutti questi dati a disposizione, il direttore delle operazioni era in condizioni di prevedere il momento favorevole alla semina delle nubi e di trarne il massimo profitto. Avendo nei mesi precedenti , esaminato con cura, i dati pluviometrici degli anni precedenti, nonché uno studio preciso dei terreni attorno al Bacino del Tirso, il direttore, in diversi punti aveva fatto installare dei “cannoni”, i famosi generatori di ioduro d’argento, che andavano a colpire , di volta in volta, le nuvole che lo stesso Wolfe, riteneva fossero più atte a ricevere la semina.  Nel 1959, il quindicinale “Rinascita agricola”, parlò di precipitazioni anormali nel Bacino del Tirso. Praticamente la cura con i Sali d’argento, avevano fatto sì, che nuvole avessero rilasciato più acqua di quella che sarebbe venuta giù con una precipitazione normale. Il pezzo sul quindicinale, venne firmato dallo stesso William H. Wolfe e si chiudeva dicendo che il successo “della operazione sperimentale in Sardegna, è ormai assicurato”. Ci fu, come detto, anche un terzo anno di sperimentazioni. Gli stessi diedero esito positivo.  Esistono dei dati ufficiali? In qualche faldone dell’archivio dell’ Aeronautica militare, dovrebbero esserci. La Sardegna, per tantissimi anni ha sofferto la siccità, ora siamo passati alla situazione opposta. Comunque, dopo il lavoro compiuto oltre sessant’anni fa, non risulta che nell’isola vennero eseguite delle semine per provocare la pioggia artificiale. E si sa di quanto ce ne sia stato bisogno, a più riprese. Insomma esperimenti andati a buon fine, ma mai messi in atto? Per quale motivo?

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3 commenti

  1. ARCH. ALBERTO GIOFFRE'

    Si potrebbe utilizzare questo apparecchio (peraltro inventato e realizzato in USA 17 anni prima) per lo spegnimento degli incendi dei meravigliosi nostri boschi, senza dover pagare cifre astronomiche alle società dotate di canadian o elicotteri

  2. Se volete far piovere in un dato sito ho la chiave di un prodotto chimico.
    Produce addirittura temporali con fulmini.
    E’ la storia più incredibile.
    Una scoperta casuale.
    Oggi forse segretata.

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