NON SALE DALLA PROFONDA BARBAGIA IL RACCONTO DEL MALTRATTAMENTO DEI PICCOLI ALUNNI: LA GAFFE DE “LA REPUBBLICA” IN UN ARTICOLO DI CORRADO ZUNINO


di Maria Vittoria Dettoto

Dodici parole che offendono i sardi e la Sardegna.  Successivamente omesse dall’articolo online, seguite dalle scuse di Zuniino su Twitter, ma ancora presenti sul quotidiano in cartaceo. Vergognosamente presenti. Vergognosamente false, provenienti da chi certo conosce altre cose ma non la cultura della Sardegna e della Barbagia. Le parole si trovano contenute nell’articolo di Zunino in merito ai maltrattamenti subiti da alcuni bambini presi a urla, morsi e botte da due energumeni, uno dei quali sardo. Questo porta sino ad estendere l’accusa di comportamento violento nei confronti dei minori a tutti i sardi, specie quelli provenienti dalla Barbagia per intenderci. Giusto.  Perché in Barbagia si sequestra.  Si uccide. Si violentano i bambini. Si porta poco rispetto verso le donne. E de s’ istranzu? Non de faeddamus? S’ istranzu lu abbaidana de travessu in Barbagia. Segundu custu Zunino. Ma costui cosa conosce della Sardegna e della Barbagia? Sa, Zunino, che in Barbagia le donne ed i bambini sono intoccabili?  Studi la cultura di quegli ancestrali luoghi selvaggi, narrati con maestria dalla Deledda e scopra Zunino che forse in nessuna parte della Sardegna come in Barbagia, vige ancora come allora il matriarcato e la cura dell’infante. Vige la norma che si arrivat s’ istranzu, apparizzamus finat pro isse. Li abberimus sa domo. In quanti lo farebbero? Partimus chin isse su manigu. Io non provengo dalla Barbagia, sia chiaro.  Ma ogni settimana ci passo. E ci lavoro. Perché se esiste il mal di Sardegna, il mal di Barbagia ti prende sino alle parti più intime. Una volta che la conosci, senti forte il bisogno di tornarci. Quel dialetto, quei modi, quei cibi… Ti accolgono e ti stringono a sé. Una cultura secolare tramandata da generazioni, che resta immutata nonostante il progredire o forse il regredire della civiltà attuale. E’ in Barbagia che si trovano peraltro numerosi i centenari e i laureati.  Enciclopedie viventi e cervelli, patrimonio dell’umanità. Si rechi Zunino in Barbagia… E senta di persona queste sensazioni.  E veda di persona come si vive in Barbagia… E poi ne scriva un altro di articolo su Repubblica.  Nel quale faccia le scuse ai sardi per le sue parole con la medesima enfasi ed il medesimo risalto col quale oggi ci ha offeso. E’ il minimo che possa fare.

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Un commento

  1. Faccio una considerazione… allora. L’uscita del giornalista de La Repubblica è deplorevole e va censurata. E su questo siamo tutti d’accordo. Ok? però.. vorrei che venga considerata anche che spesso nell’immaginario collettivo al di fuori della Sardegna, la “reputazione” della Barbagia ahimè è proprio quella. Al pari dei rom tutti ladri e degli islamici tutti terroristi. Forse, andrebbe fatta una riflessione collettiva, anche in Sardegna, su questa valutazione. Da sempre vivendo fuori mi occupo di Sardegna. E da sempre con chicchesia ho sempre cercato di portare in alto il nome dell’isola. Evidenziando positività e nascondendo negatività. A stretto contatto nel mio quotidiano, con siciliani mafiosi, calabresi terroni e napoletani puzzolenti, per la Sardegna (dal sequestro di persona in poi) il richiamo alle sue “negatività” porta proprio nei luoghi maldestramente evidenziati da La Repubblica. Stereotipi che per certi aspetti sono ancora da debellare.

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