LE PRELIBATEZZE DA ESPORTAZIONE: I PRODOTTI DELLA SARDEGNA CONQUISTANO LA GRANDE DISTRIBUZIONE

Produzioni locali, filiere controllate, eccellenze del territorio. Sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono le nuove linee guida delle catene di supermercati e della grande distribuzione. La parola d’ordine è per tutti una sola: localismo. Gruppi come Crai, Conad, Despar e Coop, solo per citarne alcuni, puntano sui prodotti regionali per conquistare i gusti dei clienti e rispondere alle esigenze di un mercato che cerca di allontanarsi dalla standardizzazione globale, scegliendo i prodotti locali. Ogni territorio ha le sue eccellenze e la grande distribuzione negli ultimi anni ha voluto valorizzarle e diffonderle.

Due le strategie adottate: i formaggi, i vini, i salumi, l’olio vengono distribuiti con i loghi originali realizzati dalle aziende che li creano, diversamente le catene di supermercati hanno appositamente realizzato delle linee per i prodotti regionali in modo da renderle facilmente identificabili sugli scaffali. Sono nati così marchi come “I nostri ori” di Conad, la linea “Premium” di Despar, “Piaceri italiani” di Crai, “Fior fi ore” di Coop, “Cuore dell’Isola” del gruppo Abbi, che racchiudono il meglio proveniente dai territori. La Sardegna proprio su questo aspetto ha tante tipicità che stanno conquistando il mercato: è conosciutissima in Italia e nel mondo per il pecorino e il formaggio in genere, per il vino (soprattutto il Cannonau) e l’agnello sardo Igp.

Ma quali sono gli altri prodotti nostrani venduti nei supermercati? Cosa cercano e chiedono i clienti? Qual è la ricaduta sulla produzione locale? Sono gli interrogativi ai quali Sardinia Post ha cercato di dare una risposta parlando con Coldiretti, da sempre a contatto con le aziende regionali e con la grande distribuzione, e con gli uffici marketing di alcune delle catene di supermercati. Analizzando le proposte della grande distribuzione, il primo dato che emerge è quello relativo ai prodotti da forno sardi che ormai si sono conquistati ampi spazi sugli scaffali di market e centri commerciali, come conferma Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna.
«Il carasau, ad esempio, ormai si trova sulle tavole di tantissimi ristoranti italiani. Grazie alle sue caratteristiche e al suo gusto sta conquistando tutti ed è diventato un elemento fondamentale per completare un paniere non solo nei ristoranti. Questa richiesta ha portato a un aumento dei produttori», precisa Saba. Accanto al carasau, nei supermercati sta crescendo la vendita di pistoccu e soprattutto guttiau, spesso considerato come un’alternativa alle patatine fritte in busta, una sfiziosità immancabile durante un aperitivo. L’aumento del numero di imprese che producono i vari formati di pane ha fatto lievitare anche la proposta di altri prodotti da forno come i biscotti di Fonni, i savoiardi sardi.

«Tutto il settore è in crescita – spiega Saba –, un esempio può essere la famiglia Masini di Fonni che con il suo savoiardone e con il kit per il tiramisù sta riscuotendo un grande successo, tanto che il loro biscotto sta andando in competizione adesso sta lavorando anche con le paste».

Negli scaffali dei supermercati, o più precisamente nei banchi frigo, da sempre i protagonisti sono anche i culurgionis, la caratteristica pasta ripiena sarda conosciuta in tutto il mondo. Accanto a questa specialità, nelle corsie compaiono sempre più spesso le paste secche come i malloreddus e le diverse dimensioni di fregula.

Cambiando settore alimentare, un posto di riguardo in una ipotetica classifica dei prodotti sardi più venduti nelle altre regioni, se lo conquista l’acqua: «Tra le più conosciute per la qualità c’è la Smeraldina – precisa ancora il direttore di Coldiretti Sardegna -. Sta emergendo e ha un mercato internazionale che registra una forte crescita».

Secondo Saba, ma anche da quanto emerge dalle proposte della grande distribuzione, c’è un’altra eccellenza sarda che ha ormai conquistato il mercato: il carciofo. «Viene esportato tantissimo – evidenzia Saba – ma se ne parla pochissimo. Quello spinoso, ma anche tutte le altre qualità, hanno un grande mercato nel nord Italia. Bisognerebbe lavorare di più e in maniera organizzata sulla valorizzazione delle nostre produzioni a partire dal crudo fino ai confezionati e trasformati. Ha anche un ottimo mercato nella grande distribuzione il pomodoro pelato Casar: un prodotto di altissima qualità esportato in tutto il mondo».

C’è infine un’altra produzione sarda che ormai sta diventando leader non solo nei supermercati, ma anche nella vendita porta a porta: le cozze. In questo caso il marchio ormai conosciuto in quasi ogni città d’Italia è Nieddittas: «È cresciuta molto – conferma Saba -, ha più di 450 dipendenti».

«Noi siamo stati la prima azienda sarda ad investire nella comunicazione e nel marketing legato alla mitilicoltura – spiegano da Nieddittas –, abbiamo così creato il nostro brand con un logo ben riconoscibile. Abbiamo lavorato con la grande distribuzione e adesso inviamo i nostri prodotti in quasi tutta Italia. Recentemente abbiamo raggiunto anche Puglia e Molise».

Una novità importante, apprezzata dai clienti, è la consegna a domicilio. «Nel 2020, durante la pandemia, abbiamo avviato una riconversione del business – sottolineano dall’azienda – iniziando la consegna porta a porta. Siamo partiti dalla Sardegna: adesso le cozze Nieddittas arrivano a casa del consumatore a Milano, Roma e poi in Veneto, Emilia Romagna, Toscana. I clienti hanno accolto con grande interesse questa iniziativa e arrivano richieste per allargare il servizio ad altre città e regioni». Anche Nieddittas, come tante altre aziende fornisce i propri prodotti alla grande distribuzione o alle catene di supermercati non solo con il proprio logo, ma anche per essere riconfezionati. Ad esempio le Nieddittas vengono anche vendute dalla Coop con il marchio Fior Fiore, ma esiste un prodotto analogo distribuito dalla catena Metro. Ogni gruppo ha il proprio marchio grazie al quale si lega alle piccole a grandi aziende del territorio in un’ottica di localismo, ma anche di sostenibilità.

«Cuore dell’Isola è una gamma di prodotti genuini e saporiti, firmata dal Gruppo Abbi – spiegano dalla società -. L’ambizione è quella di diventare la marca sarda etica, con solo ingredienti del territorio, frutto di filiere corte, che nascono da fiducia e sinergia con aziende locali». Il catalogo del marchio creato dal Gruppo Abbi è ampio: si va dalla birra artigianale alla grappa di Cannonau, passando per il Filu’e ferru e poi i vini Carignano, Vermentino, Cannonau, spezie, miele, olio, pasta, carciofi. E ancora la passata, i diversi tipi di pane, ma anche i formaggi, il pesce, le uova fresche, gli ortaggi, fino ad arrivare alla frutta.

Discorso analogo per Despar: «Tra i prodotti a marchio della linea “Premium”, sono otto le referenze che provengono direttamente dalla Sardegna e che fanno parte dell’assortimento nella rete vendita di Despar Italia – spiegano dal consorzio -. Si tratta di tre prodotti da forno: il carasau, il guttiau e i pistoccos, tutti prodotti in Sardegna con materie prime di altissima qualità, secondo ricette che seguono passo passo la tradizione. La gamma dei sarde, fornisce i propri prodotti alla grande distribuzione o alle catene di supermercati non solo con il proprio logo, prodotti legati all’Isola comprende poi alcuni formaggi sardi Dop: il pecorino maturo e il dolce realizzati con latte ovino sardo, stagionati oltre gli 850 metri ai piedi del Gennargentu. A questi si aggiunge un formaggio di capra prodotto in Sardegna con 100% di latte italiano. Completano la gamma, due vini che fanno parte della cantina Despar: il Binnostu Vermentino e il Binnostu Cannonau, prodotti nella zona di Maracalagonis».

Conad ha da poco lanciato il marchio “I nostri ori” che inizialmente servirà a far conoscere i prodotti locali a livello regionale per poi allargarsi al resto della nazione. Accanto al vino, all’olio, alla pasta, al pane e al formaggio, tra le proposte, ci sono anche le pizzette sfoglia, una prelibatezza tutta cagliaritana che presto potrebbe sbarcare in Continente. «”I nostri ori” è la massima espressione di distintività che comprende la selezione dei migliori prodotti locali, garantiti per provenienza e qualità – spiegano da Conad Nord Ovest -. L’accurata gamma di proposte è il cuore, il risultato e il motore di una strategia commerciale mirata ad offrire al cliente qualità.

«Uniamo localismo e sostenibilità per la crescita del territorio – ribadisce l’amministratore delegato di Conad Nord Ovest, Adamo Ascari –. Il nostro lavoro rappresenta un volàno per la crescita delle comunità in cui operiamo, creando valore non solo in termini economici, ma anche sociali e ambientali, supportando un consumo consapevole e uno sviluppo sostenibile del tessuto produttivo del territorio».

Temi condivisi da Coldiretti che promuove le nuove linee della grande distribuzione. «Il localismo secondo noi è molto importante – evidenzia Saba – perché è quello che oggi regge le realtà economiche rurali. Allo stesso tempo non si deve perdere l’originalità del prodotto, intesa come l’identità, la coltivazione, la provenienza, la trasformazione e la ricetta. Spesso non ci si rende conto di quanto sia importante il marchio Sardegna. È un elemento che fornisce un valore aggiunto, ma in questo momento noi non riusciamo a raccoglierne i frutti. Il marchio Sardegna nei cibi viene utilizzato in maniera disordinata: andrebbe coordinato e valorizzato, creando un logo ombrello che sia garanzia di un’etica di produzione, del rispetto di come un alimento viene preparato e coltivato. Noi vorremmo realizzare il progetto della filiera Sardegna all’interno del quale inserire produzioni protette realmente riconoscibili».

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5 commenti

  1. Giovanni Duchateau

    bella pubblicità. Uno stimolo per l’economia della sardegna

  2. Susanna Simonetti

    Non so se sia la soluzione migliore perché non vorrei che cmq la grande distribuzione non paghi equamente i produttori. Ho visto su fb che c’è un vostro conterraneo che sta lanciando un’iniziativa interessante e che spero prenda piede: ovvero creare degli iper-mercati food e no-food completamente a km 0, dunque da produttori a consumatori e questo abbraccerebbe tante competenze.

  3. Simonetti Susanna bel pensiero per un’ iniziativa di commercio,ma s’è a km O i prezzi saranno più bassi oppure a parità di supermercato? Anche qui la Coldiretti ha le sue aziende affiliate ma’ sinceramente è meglio andare alla grossa distribuzione, è un problema di fondo perché gli agricoltori/ allevatori non sono tutelati da nessuna classe politica anzi cercano dì mettere i loro piedi nella fossa, saluti,sempre con diritto di esprimere la mia opinione

  4. Susanna Simonetti

    Stefano Cadoni , guardi io di principio non compro da affiliati della Coldiretti perché so che i dirigenti non fanno gli interessi dei tesserati. Non so risponderle tecnicamente al quesito, per quello bisognerebbe chiedere ai diretti interessati. Io ad esempio ho lavorato in un’azienda agricola vinicola e ci era stato proposto di immetterci nella grande distribuzione; non fu costruttivo, anzi, ma questo dipende da vari fattori, pertanto chi sa, valuta. Un caro saluto😊

  5. Tutti questi prodotti sardi nella grande distribuzione? In Sardegna l’orto frutta sia nei mercatini che nella grande distribuzione è tutta in prevalenza spagnola,di vino e olio c’è una minima presenza sarda, la maggior parte degli scaffali è riempita con prodotti provenienti da fuori.Il pane,-di filiera non sarda per quanto riguarda la materia prima: il grano – c’è varietà, la maggioranza dell’offerta è confezionata in plastica termosaldata i cui vapori sono sul pane stesso, alcuni prodotti sono confezionati con la carta. Nella penisola ci sono i carciofi, gli agnelli e il pane confezionato in orribili pellicole di plastica,tranne quello di Villa grande (pistoccu) e quello di Ovodda. I vini negli scaffali della GDO nazionale insieme agli oli sardi sono pressoché invisibili, rappresentano il 2% della produzione nazionale. Dov’è questa “conquista”?

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