ILARIA SALIS, ORIGINI SARDE, E’ IN CARCERE IN UNGHERIA DA QUASI UN ANNO: STORIA DELLA MAESTRA IMPRIGIONATA

Ilaria Salis

Questa è la storia di una maestra. Si chiama maestra Ilaria e di cognome fa Salis. Ha 39 anni. In questo momento non è in classe con i suoi piccoli alunni e le sue piccole alunne a fare la maestra, però. Non scrive alla lavagna, non apre il sussidiario. Adesso è in prigione in Ungheria.

Ilaria Salis è stata arrestata quasi un anno fa. Quando è successo, a Budapest avveniva, come avviene ogni anno, una brutta ricorrenza. Si chiama “Giornata dell’Onore” e celebra la resistenza dei nazisti che difesero a spron battuto la città dall’invasione dell’Armata Rossa.

Da allora, centinaia di persone che continuano a simpatizzare con gli ideali nazisti si ritrovano lì per manifestare. Tra questi ideali, c’è la convinzione che l’umanità sia divisa in razze e che ci siano razze migliori e razze peggiori. Questi ideali hanno portato alla persecuzione e alla morte di tantissime persone durante la Seconda Guerra Mondiale. La maestra Ilaria, che difende invece un mondo migliore dove tutti e tutte sono uguali e liberi, era andata a Budapest per opporsi a questa manifestazione. Come spesso avviene, ci sono stati dei grossi tafferugli. Ilaria Salis è stata accusata di un fatto molto grave, cioè di aver picchiato alcuni nazisti così forte da far rischiare loro la morte.

Per fortuna, invece, non solo questi nazisti non sono morti ma le botte che hanno preso sono sparite dopo una settimana. Loro stessi non hanno denunciato la zuffa. In Italia, per delle ferite lievi, se una persona non va in caserma, la polizia non entra nemmeno in azione. La polizia ungherese, però, ha accusato diverse persone, tra cui Ilaria Salis, delle botte ricevute dai nazisti e di far parte di una banda organizzata tedesca che ha lo scopo proprio di picchiare i nazisti.

La maestra Ilaria si è sempre detta innocente: dice di non aver picchiato i nazisti e di non far parte della banda organizzata. Di entrambe le accuse, infatti, non c’è nessuna prova. La polizia ungherese, però, non ne vuole sapere niente.

Dal suo arresto – giusto o ingiusto, lo dovrà dire il processo che non è ancora cominciato – la maestra Ilaria è rimasta in carcere in condizioni orribili. Per lunghi mesi non ha potuto parlare con nessuno, neanche con la sua mamma e il suo papà e, credimi, anche i grandi hanno bisogno della mamma e del papà. È stata tenuta legata in celle minuscole e zozze, con i topi, gli scarafaggi e le cimici. Non ha potuto lavarsi né cambiarsi, e per tanto tempo non le è stata data la cena.

Non appena i suoi familiari sono riusciti a vederla, smunta e abbattuta, hanno cominciato a scrivere a tutti, a bussare a tutte le porte, cercando di farsi aiutare dai membri del governo a riportarla in Italia – per ora senza grandi risposte.

La famiglia di Ilaria Salis sta insistendo affinché il nostro governo la rimpatri per scontare la sua pena – se dovesse essere condannata ufficialmente – in Italia. Le nostre carceri, infatti, non sono proprio un parco giochi, ma sono molto più sicure e umane di quelle ungheresi. L’Ungheria, infatti, è stata già accusata più volte dalla Commissione Europea e da varie organizzazioni internazionali di violazione dei diritti umani nelle sue prigioni.

Non importa quanto sia cattivo un cattivo che finisce in prigione. È prima di tutto un umano e la prigione, oltre a essere un luogo dove viene punito con la privazione della libertà, dovrebbe essere il punto di partenza per una vita diversa e migliore, lontana dai guai. Com’è possibile, allora, ritrovare la propria umanità se, in carcere, tutti ti trattano come un cane in un canile? I canili fanno tristezza a tutti con i cani dentro, figurarsi con le persone.

L’Italia sta chiedendo all’Ungheria di spiegarsi e di garantire che la vita in prigione della maestra sia umana e decente ma per ora il governo ungherese prende tempo e non risponde. Ilaria Salis rischia la prigione per una ventina d’anni. Il temuto processo è cominciato il 29 gennaio.

Ora non ci resta che aspettare, sperando che la giustizia ungherese e italiana facciano il loro lavoro, che il nostro governo alzi una volta per tutte la voce in difesa di una sua cittadina e che la maestra Ilaria possa tornare presto alla sua lavagna e al sussidiario, o quantomeno a casa sua.

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20 commenti

  1. Gian Piero Mencaroni

    Informatevi bene prima di diffendere sta pusillanime

  2. Piero Mulargia

    Che stia li….

  3. Antonio Paolo Mele

    La demenza mediatica è boccacesca ha superato il limite, è purtroppo Metastasi!!! L’analfabetismo esercitato dai pianisti da tastiera… hanno urgente bisogno dell’antico insegnamento del maestro Manzi: non è mai troppo tardi… per un’efficace iniezione di CULTURA della CARTA COSTITUZIONALE!!!

  4. Traballara in Ungheria?

  5. Mariella Fonnesu

    Gian Piero Mencaroni Inizia tu ad informarti..

  6. Starsene a casa sua a far la maestra pareva brutto?

  7. C’è poco da difendere

  8. FATE A GARA A CHI FA LE RISPOSTE PIÙ…DA VOMITO???

    • Da vomito è la determinazione sinistra con la quale è andata a cacciarsi nei guai in nome dell’antifascismo per condividere le tragedie che hanno causato quegli stessi comunisti che hanno invaso l’Ungheria… Da malata mentale… Per poi essere fatta liberare da un governo di destra… Ahahahahah

  9. Franco Vacca,un minimo di umanità…..neanche se fosse il peggior bandito.

  10. Elisa Vassena Mi auguro che non c’entra niente con il pestaggio a quella persona perché l’umanità si fa friggere.

  11. Gian Piero Mencaroni ohi mischinu!

  12. virgilio+mazzei

    Le prigioni,tutte,non sono alberghi o luoghi di villeggiatura, tanto meno in Ungheria.
    Ilaria Melis,chiamata maestra o insegnante, ha sviluppato nella sua vita solo concetti violenti per manifestazioni di piazzain Italia e fuori.
    Questo suo modo di essere verrà inculcato anche ai bambini che gli sono stati affidati. Perciò via dall’insegnamento.
    Deve scontare la eventuale pena nel paese che la ospita in questo momento.
    La concessione degli aresti domiciliari in Italia sarebbe per lei una vittoria e una pacchia.

  13. non è neanche la prima Cazzata che ha fatto

    • Lo stesso padre ha espresso un desiderio : quello di abbracciarla e quello di darle un calcio nel culo… In altri tempi sarebbe appartenuta alle BR…

  14. Invece di fare cavolate fosse rimasta a casa sua e poi tutto questo clamore. La meloni faceva bene a pensare a chi sta in carcere qui. Non sta nno mica bn tutto quello che dovranno passare. E pure giusto. hanno sbagliato e giusto che paghino. Ma ci stanno situazioni molto brutte che invece di aiutarli. Li fanno affondare molto infretta

  15. Giuliano Mancini

    LASCIATELA IN UNGHERIA

  16. Fulgida Deiana

    voleva fare l’eroina ?

  17. Ma per carità’ il 90% dei commenti a questo articolo somigliano a latrati di cani affamati aizzati con un brandello di carne. Mi danno solo ribrezzo. Ilaria Salis non è nemmeno in discussione, è proprio scomparsa dall’orizzonte, in campo c’è solo un “bisogno”, quello di ognuno dei/delle commentanti di gratificare la propria aggressività contro l’Altro vissuto come nemico.

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