GIANNI BRERA E GIGI RIVA (IL VALORE DELL’AMICIZIA ATTORNO A UNA BOTTIGLIA DI VINO) E I LIBRI DEDICATI A “ROMBO DI TUONO”

Nel suo volume intitolato “Il DOC San Colombano” (edito nel 1999 dal Consorzio DOC San Colombano al Lambro) Gianni Brera (nato a San Zenone al Po, l’8 settembre 1919, morto in un incidente stradale il 19 dicembre 1992),  indimenticato giornalista e scrittore pavese,  racconta  “grandi bevute” tra “gente amica”.

Un ricordo di Brera collegato agli stessi valori (contestuali?) del vino genuino e dell’amicizia vera è in un libro di quasi 350 pagine del giornalista sardo Nanni Boi, “Un tiro mancino. Riva, il Cagliari e uno scudetto che non finisce mai” (Cagliari, Kalb, 2000; poi Genova, F.lli Frilli, 2001).

Tra le moltissime testimonianze di illustri personaggi su Gigi Riva e  sullo scudetto conquistato nel 1970 dal Cagliari non manca la citazione di un capitolo  della “Storia critica del calcio italiano”  scritta  da Brera  nel 1975 e c’è quella dell’avvocato  Antonio Bellu, legale, consigliere e accompagnatore del Cagliari dei tempi d’oro, intitolata “All’inizio ci misi parecchio per convincere il mio amico Brera che Riva era meglio di Rizzo”:  «Poi Brera, che fra l’altro amava i gladiatori, non ci mise molto a capire  che il suo ideale di giocatore era  Riva. E allora non le dico quante telefonate mi faceva per annunciare il suo arrivo a Cagliari e ogni volta mi chiedeva di invitare anche Riva a cena. Il quale una volta ci raggiunse al Califfo».

Nel libro è riproposto l’articolo in cui Brera battezzò Riva con l’appellativo di “Rombo di tuono”. Ma sentiamo direttamente Riva: «Rombo di tuono nacque nell’anno dello scudetto anche se Brera attese prima di ufficializzarlo sul giornale. Me lo disse lui al ristorante Le Saline sul lungomare Poetto la sera di Cagliari-Milan.  Eravamo a fine dicembre del 1969, pochi giorni prima di Capodanno. […]  Brera la sera arrivò a tavola col suo fiasco di vino bianco abbinato al pesce che regolarmente si portava  da Milano e che sceglieva in base alle informazioni che gli dava  al telefono il ristoratore sul menù del giorno. Mi disse che, quando partì la mia punizione, lo schiocco derivato dall’impatto del piede col pallone gli diede la sensazione netta del rumore sordo del tuono». 

In questo ricordo di Gigi Riva vorrei citare gli altri autori che all’eroe eponimo dello scudetto 1970 del Cagliari (“lo scudetto di Giggirriva”) hanno dedicato un volume, anche se è indubbio che la creazione del mito, per quanto riguarda Riva, è derivata dalla prosa immaginifica del Grande Scrittore Pavese che al leggiunese diventato sardo ha riservato dei peana ineguagliabili da parte di altri cronisti, sportivi e no.

Ad esprimere perplessità nel 1964 sulle caratteristiche stilistiche di Brera scrittore di eventi sportivi fu Umberto Eco (Alessandria 1932-Milano 2016), che, poco più che trentenne, era già un’autorità nel campo degli studi dei fenomeni culturali di massa.

Umberto Eco versus Gianni Brera

In una classe del Liceo classico “Azuni” di Sassari, nella prima metà degli anni Sessanta, leggevamo le gustose, “atipiche” (per usare un aggettivo a lui caro) cronache sportive di Gianni Brera su “Il Giorno” e sul “Guerin  Sportivo” ma, attenti ai testi  che introducevano anche in Italia gli studi di sociologia applicati alla cultura di massa, non ci poteva lasciare indifferenti l’uscita nel 1964 della raccolta di scritti “Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa” dell’astro nascente Umberto Eco (già da noi conosciuto e apprezzato per gli articoli sul settimanale “L’Espresso”, allora in formato lenzuolo), libro sicuramente più abbordabile da parte di un liceale rispetto alle impervie  pagine dei saggi pubblicati nel 1962 in “Opera aperta. Forma e indeterminazione nelle poetiche contemporanee”, che, come è stato scritto, «suonarono come una provocazione e sconvolsero le acque della critica italiana».

In una noticina del volume Eco faceva un riferimento non propriamente lusinghiero a Brera: «Un esempio deteriore di impiego gratuito di stilemi ex-colti è dato dalla prosa del cronista sportivo Gianni Brera, che rappresenta un esempio di “gaddismo [da Carlo Emilio Gadda, Ndr] spiegato al popolo”, là dove il “popolo” avrebbe bisogno solo di un linguaggio appropriato alla materia trattata».

Gran discussione in classe, alimentata dal nostro prof. di Italiano, Manlio Brigaglia, anche alla luce della risposta piccata di Brera: provi Eco a riempire dieci cartelle in un’oretta battendo convulsamente sui tasti della macchina per scrivere o a dettare a braccio, via telefono, al giornale che deve chiudere, un commento sensato ed esauriente.

Personalmente, per non far torto a nessuno dei due (che in qualche modo, credo, poi si siano “spiegati”), dato che lèggere la loro prosa intelligente e divertente “stuzzicava” fortemente il mio “appetito” di cultura, da quegli anni ho cominciato a collezionare le opere sia dell’uno che dell’altro.

Libri, DVD, Compact Disc per conoscere la vita e le imprese sportive di Gigi Riva

Maurizio Barendson, “Gigi Riva”, Roma, Icaro, 1970, pp. 93, ill.

Bruno Bernardi, “Rombo di tuono: storia e leggenda di Gigi Riva”; introduzione di Giovanni Arpino, Milano, A. Mondadori, 1977, pp. VII, 153.

Stefano Boldrini, “Professione gol: la straordinaria vita di Gigi Riva”, Arezzo, Lìmina, 1999, pp. V, 179.

Nanni Boi, “Un tiro mancino. Riva, il Cagliari e uno scudetto che non finisce mai” Cagliari, Kalb, 2000, pp. 344, ill.; poi Genova, F.lli Frilli, 2001, pp. 315, ill.

Bruno Corda – Corrado Delunas – Valerio Vargiu, “4: Lo scudetto e ‘Rombo di tuono’”  Cagliari, L’Unione Sarda, stampa 2004, pp. 117, ill.

Sergio Benincasa, “Da Gigi Riva a Berlusconi: cinquant’anni di cronaca di un giornalista tosco-umbro”; prefazione di Ilario Castagner; Perugia, edizioni Era Nuova, 2004, pp. 283; seconda edizione rivista e ampliata, Perugia, edizioni Era Nuova, 2007, pp. 299.

Luca Pisapia, “L’ultimo hombre vertical, starring Gigi Riva” (romanzo), Arezzo, Lìmina, 2012, pp. 169; poi Milano, Milieu, 2020, pp. 129, ill.

Paolo Gabriele, “I giorni di Gigi Riva: una storia da raccontare”, Cagliari, Aipsa, 2012, pp. 271, ill.

Matteo Bordiga, “L’isola dei Giganti: il coro dei Campioni: gli eroi del Cagliari raccontano lo scudetto”, Cagliari, Cuec, 2014, pp. 270.

Davide Piras, “Gigi Riva Rombo di tuono”, Cagliari, Condaghes, 2020, pp. 334.

Maurizio Vicoli, “Quando il Cagliari vinse lo scudetto…: la Juve tentò di rapire Gigi Riva” (romanzo giallo), Cagliari, GIA Editrice, 2017, pp. 183.

Maurizio Vicoli, “ ‘Azzoppate Gigi Riva!’: operazione Prater” (romanzo giallo), Cagliari, GIA, 2020, pp. 243.

Angela Latini, “Un Sogno chiamato Gigi Riva”; illustrazioni di Bruno Olivieri, Cagliari, Condaghes, 2020, pp. 73, ill.

Carlo Vulpio, “Il sogno di Achille” (il romanzo di Gigi Riva), Milano, Chiarelettere, 2020, pp. 272.

Gigi Riva, con Gigi Garanzini, “Mi chiamavano Rombo di tuono”, Milano, Rizzoli, 2022, pp. 204, ill.; poi Milano, BUR Rizzoli, 2023.

Valerio Vargiu, “Gigi Riva, la leggenda del gol”, Cagliari, L’Unione Sarda, 2004, 1 DVD (ca. 31 min.): sonoro, colori; in contenitore.

Piero Marras, “Quando Gigi Riva tornerà”, Compact Disc; suono stereofonico; registrazione digitale.

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6 commenti

  1. Maria Grazia Fasoli

    Due miti.

  2. Complimenti sinceri a Paolo Pulina per un articolio così completo e incisivo a 360 gradi:cronaca/storia,sport, personalità e profonda onestà e sensibilità di Gigi Riva. Molto grata per l’aggjunta di note coi riferimenti bibliografici.

  3. Salvatore Olia

    Lo prese da un libro di Grazia Deledda. Cenere o Canne al Vento, non ricordo

  4. GRANDISSIMO RICORDO

  5. Beatrice Spano

    Bellissimo Articolo.
    Grazie Paolo Pulina

  6. Giannetto Asole

    A quando lo stadio intitolato a
    “Gigi Riva”

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