IL RITORNO A CASA DEL ‘FIGLIOL PRODIGO’: I SUCCESSI IN GIRO PER IL MONDO DELLO SCIENZIATO EMANUELE ORGIU, FESTEGGIATO A LACONI

Emanuele Orgiu

di FABIO MURGIA

Emanuele ha conseguito, nel 1997, la Maturità Classica al Liceo Classico di Laconi; nel 2004 la Laurea magistrale in Ingegneria elettronica all’Università degli Studi di Cagliari. A marzo 2008 ha concluso il suo percorso di studi conseguendo il dottorato di ricerca nell’Ateneo cagliaritano e all’Istituto Nazionale di Fisica della materia di Modena (INFM), affiliato al CNR. Da aprile 2009 il suo percorso accademico e scientifico è proseguito, però, con profitto, all’estero. È stato, infatti, ricercatore e professore associato all’Università di Strasburgo, in Francia. A oggi è professore titolare nell’Institut nationale de la recherche scientifique a Montreal, in Canada, nonché direttore del Laboratorio di Fisica molecolare e del dispositivo nello stesso Institut nationale.

Autorevoli, importanti, i premi e i riconoscimenti ottenuti. Sebbene la sua carriera sia relativamente breve, a oggi vanta già un numero significativo di 100 pubblicazioni e più di 5000 citazioni dei suoi lavori. Proprio per la sua competenza riconosciuta a livello internazionale, il Consiglio comunale laconese, all’unanimità, ha voluto designarlo come primo vincitore del Premio Sant’Ignazio perché, senza dubbio, ha dato lustro alla sua comunità di origine.

L’Amministrazione comunale di Laconi, maggioranza e minoranza unanimemente d’accordo, hanno considerato che la sua ricerca accademica-scientifica ha tenuto alto l’onore e il nome del paese. Quali sensazioni nel ricevere un premio nel suo paese dai suoi concittadini? Da un lato, sono contento che davanti al riconoscimento del merito non esista nessun colore politico ma che tutti si siano uniti. Dall’altro, questo è un premio che ha per me un grande valore affettivo perché sono molto legato a Laconi, paese nel quale sono cresciuto e dove ho studiato per una parte del mio percorso. Penso che il paese mi abbia dato tanto e insegnato tante belle lezioni di vita: quale modo migliore se non quello di condividere il mio percorso con il paese?

Come ha costruito il suo percorso di studi e di preparazione accademica? Principalmente basandomi sulla mia curiosità per la scienza e sulle cose che mi interessavano di più. Quando si segue la passione, spesso i risultati arrivano da soli.

Su cosa si focalizza il suo lavoro di ricerca? Quali ricadute e quali applicazioni ha il suo lavoro scientifico nella vita di tutti i giorni? Mi interesso da sempre allo studio fisico di nuovi materiali per l’elettronica. In particolare, alla loro abilità a condurre elettricità e a essere utilizzati per fare dispositivi elettronici di base. Ultimamente mi interesso di più a fenomeni quantistici nei materiali per trovare soluzioni nuove per la progettazione di un computer quantistico, cioè un pc capace di elaborare nello stesso momento, in virtù delle sue capacità di calcolo parallelo, diverse soluzioni per un singolo problema, anziché semplici calcoli sequenziali come avviene attualmente per i pc tradizionali.

Guardando il suo percorso, a oggi è più la fatica di aver lasciato la propria casa e nazione o sono maggiori le gratificazioni e soddisfazioni? Credo sicuramente di aver avuto molte gratificazioni e soddisfazioni, e spero che ne arriveranno ancora nel futuro prossimo. Il mio lavoro per me non è un lavoro, è una passione. Questo allevia molto la nostalgia. Chiaramente lasciare la Sardegna non è facile, e mi manca molto sia la terra che la gente. Viaggiare molto e vivere in altri paesi, però, mi ha aperto anche molte altre porte e arricchito immensamente.

Ritiene, in base alla sua esperienza, che sia imprescindibile e consigliabile un’esperienza all’estero per perfezionare, innalzare, la personale competenza scientifica? Penso che sia consigliabile perché è importante confrontarsi con altri scienziati e modi di approcciarsi alla ricerca. Nel mio lavoro è molto importante.

Nel suo lavoro di ricerca e studio ha già raggiunto il top? Oppure ha conseguito qualche importante traguardo e il percorso continua? Ho conseguito alcuni traguardi importanti, e spero che ce ne saranno ancora tanti altri. Nel mio lavoro non si è mai al top perché la scienza non si ferma mai, e ci sono sempre tantissime cose da capire e studiare.

Vorrebbe tornare in Sardegna? O pensa che è meglio, più fattibile, mettere a disposizione del mondo della ricerca sardo e italiano la sua esperienza e professione? Mi piacerebbe moltissimo, qualora si creassero le condizioni per poterlo fare, incluso ovviamente il contesto lavorativo. Purtroppo, è difficile prevedere quando questo potrebbe succedere e se succederà.

Ha un messaggio o consiglio da dare ai giovani, che nuovamente stanno lasciando la Sardegna per trovare un dignitoso lavoro, o per realizzare un proficuo percorso di ricerca scientifica? Il mio lavoro è molto speciale e sono dovuto andare fuori per poterlo fare al meglio. Tuttavia, penso in generale che ci siano da fare tante cose da poter lanciare in Sardegna, anche approfittando dello sdoganamento del concetto di lavoro in remoto che è successo durante la pandemia. Ci vogliono creatività, tanta volontà e dinamismo. A volte per creare bisogna rompere la routine e reinventarsi: il cambiamento inizia da ciascuno di noi!

https://www.arborense.it/

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Un commento

  1. Complimenti Emanuele. Buona continuazione nella ricerca e nella vita!

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