A PARIGI, INCONTRO CON ADRIANA VALENTI SABOURET, AUTRICE DEL ROMANZO “MADAME DUPONT” (SU ANGIOY ESULE PARIGINO) E VISITA ALLA LIBRERIA CON OPERE IN FRANCESE DI GRAZIA DELEDDA E DI MILENA AGUS

di PAOLO PULINA

Con mia moglie sono stato recentemente a Parigi per fare conoscenza della nuova nipotina che si è aggiunta al piccolo maschietto per la gioia dei genitori: Francesca e il nostro secondo figlio Marco.  Nell’occasione abbiamo avuto il  piacere di conoscere la scrittrice Adriana Valenti Sabouret, autrice del romanzo “Madame Dupont”, celebrativo dell’amore e della cura  con cui  la vedova Catherine ha offerto sostegno morale ed economico all’eroe della “Sarda Rivoluzione”, Giovanni Maria Angioy, negli anni finali della sua vita, dopo essersi rifugiato a Parigi per sfuggire alla vendetta spietata apprestata, da parte del potere viceregio restaurato in Sardegna, contro di lui, ex Alternos accusato di tradimento. 

Adriana Valenti Sabouret, nata a Siracusa, sposata con un medico parigino, madre di tre figli, oggi ex insegnante diventata infaticabile ricercatrice negli archivi, da diversi anni – dopo aver scoperto Alghero, città che frequenta con regolarità – si è innamorata della Sardegna.

Il suo primo libro, in francese, è dedicato ai viaggi di Honoré de Balzac in Italia e, in particolare, alla ricostruzione del soggiorno del famoso romanziere in Sardegna. Lo scrittore, carico di debiti, pensa di arricchirsi grandemente e rapidamente – come gli ha fatto credere un inaffidabile consigliere presentatosi come socio di affari – sfruttando una miniera dismessa nell’Argentiera.

In un simmetrico schema di confronto interculturale tra Francia e Sardegna, da una parte, in un libro, sono ricostruite le vicende del viaggio di Balzac in Sardegna e, nell’altro libro, il nucleo narrativo si concentra sulla permanenza tribolata del sardo Giovanni Maria Angioy esule a Parigi. Entrambe le opere sono romanzi storici, quindi si rapportano a un veridico contesto fattuale sul quale si innestano elementi di fiction, di inventività creativa. La prosa della narratrice testimonia una ammirevole maturità stilistica, e una sicura capacità di descrivere i luoghi e i caratteri fisici e morali dei personaggi.

Come sintesi dell’incontro con Adriana ho scritto la seguente poesia d’occasione:

«A Paris, au dehors d’un Café de Place de Clichy,

à parler, avec Adriana Valenti Sabouret, de Jean-Marie,

Monsieur Angioy, le héros de la “Sarde Révolution”,

auquel Adriana a dedié le roman “Madame Dupont”

qui donne gloire à la Femme qui a tendrement assisté

l’ami du peuple sarde contraint à vivre à Paris exilé.

Adriana a fait des longues enquêtes pour chercher

de trouver le tombeau où Jean-Marie a été enterré.

Le résultat a été négatif mais Adriana ne désespère,

ayant débusqué la tombe de Michele Obino, de faire

une autre méritoire découverte exceptionnelle.  

Envers Adriana notre admiration est forte et réelle:  

une Femme de Lettres qui naît et grandit en Sicile  

et qui devient amoureuse de la Sardaigne, notre île!

Un roman “Le rêve d’Honoré” elle a écrit aussi  

sur le voyage en Sardaigne de Balzac mal reussi!». 

***

Dopo la conclusione del piacevole incontro, avendo scoperto nella stessa Place de Clichy la Librairie de Paris, fornitissima di testi con traduzione in francese di opere di tutte le letterature del mondo, ho voluto curiosare nella colonna in cui, su una decina di ripiani, sono riposti i libri tradotti dall’italiano. Naturalmente ho voluto verificare se c’erano traduzioni da autori/autrici sard*. Erano presenti alcuni volumi di due scrittrici sarde: Grazia Deledda (la foto delle copertine con le fascette promozionali documenta come in Francia non ci si sia dimenticati che è stata premiata con il Nobel per la Letteratura) e Milena Agus, esponente di spicco della Nuova letteratura sarda: il grande successo in Francia, nel 2007, del suo romanzo “Mal di pietre” ne ha favorito la notorietà a livello internazionale (l’opera è stata tradotta in 26 Paesi). Sapevo del successo di Milena Agus, più sorprendente e confortante è stata la constatazione dell’alta considerazione in cui sono tenute, ancora oggi, in Francia, le opere di Grazia Deledda.

8 pensieri riguardo “A PARIGI, INCONTRO CON ADRIANA VALENTI SABOURET, AUTRICE DEL ROMANZO “MADAME DUPONT” (SU ANGIOY ESULE PARIGINO) E VISITA ALLA LIBRERIA CON OPERE IN FRANCESE DI GRAZIA DELEDDA E DI MILENA AGUS”

  1. Felicissimo di questo incontro che promuove l’immagine della Sardegna in Francia e nel mondo; bellissima la poesia che lo celebra, ma soprattutto per il tributo ad Adriana Valenti che spende ogni giorno della sua vita per portare alla luce con energia frammenti di storia sarda e dei sardi; ancora più meritevole, non essendo lei nata in Sardegna! Per la mia parte, propongo che le sia attribuita la cittadinanza onoraria di Cagliari!

    1. Carissimo Antonio Salis,
      sono sinceramente commossa per le sue parole di amicizia e gratitudine.
      Nonostante la mia sicilianità di nascita e il mio attaccamento sentimentale a Parigi, considero già la Sardegna la mia Patria del cuore.
      Grazie!

  2. Caru Paulu, est curiosa meda custa cosa ma b’aiat de si la pessare: ses andadu a Parigi pro fagher su donnu mannu diciosu ma no ti nde ses istadu de inzitare cosas bellas pro tottu de sa litteradura. Mi piaghet meda custa Siciliana chi at a coro sa Sardigna e a pessare chi sas iscrittoras sardas sun gai istimadas in Frantza.

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