ZIA ANNA SODDU, CENT’ANNI CON LA CORONA DEL SUO ROSARIO: TRA FONNI E NUORO CON … PACE, SALUTE E AMORE

Anna Soddu

di LUCIA BECCHERE

Anna Soddu ha compiuto i suoi 100 anni il 19 agosto 1921. Vive a Fonni dove è nata ma trascorre a Nuoro qualche breve periodo con la figlia Maria Rosaria che si prende cura di lei. Famiglia molto povera la sua, padre servo pastore e madre casalinga. Penultima di sei figli, la piccola Anna dall’età di 9 anni e per ben quattro lustri ha lavorato presso il medico del paese. Faceva il pane, portava l’acqua dalla fonte, le fascine di legna dalla campagna e zappava gli orti.

Ricorda i suoi giochi da bambina?  «Giocavo carchi trettu a paù (ogni tanto a nascondino). Non bisticciavo con nessuno, con le mie compagne eravamo comari».

Ha frequentato la scuola?  «Poco. La scuola non mi piaceva, sono stata bocciata due volte in seconda elementare, tuttavia so leggere, scrivere e far di conto».

E la chiesa?  «Tutti i giorni, mia madre era molto devota della Madonna.  Ho fatto parte dell’Azione Cattolica, dell’Associazione del Santissimo Sacramento e ogni terza domenica partecipavo alla Processione di Gesù Sacramentato. In ogni momento recito il Rosario».

Ricorda il suo matrimonio?  «Nel ’51 ho sposato un pastore di Fonni, Michele Maloccu alla presenza dei soli testimoni e 3 fratelli. Nessuna cerimonia, non avevamo la possibilità. Un viaggio di nozze di 8 giorni a Cagliari, in pullman.  Era la prima volta che andavo così lontano, in precedenza mi ero spinta fino a San Cosimo e a Gonare ma a piedi o col carro. Dal nostro matri- monio sono nati due figli Maria Rosaria e Raffaele».

Come sono state le sue gravidanze? E i parti?  «Non ho avuto mai nessun problema, ho lavorato fino alla fine della gestazione. I parti sono avvenuti a casa, assistita dall’ostetrica e da mia madre. Godevo ottima salute e subito ho dato una mano a mio marito in campagna. La mattina lo raggiungevo in corriera a Monte Novu a Correboi dove nei terreni comunali custodiva in proprio pecore e maiali, per la verità solo pochi capi appena sufficienti per la famiglia. La sera facevo rientro in paese. Quando nel 1993 è venuto a mancare, trascorrevo le mie giornate a pregare, a zappare il mio piccolo orticello dove allevavo anche le galline e ogni giorno portavo a casa una fascina di legna. Ho sempre amato la campagna con i suoi doni».

Cosa chiede al Signore la nostra nonnina?  «Di aiutarmi ad andare avanti nella pienezza della fede fino all’ultimo giorno».

Un augurio per il prossimo Natale e il nuovo anno? «Gesù Bambino (accompagna le parole con la tenerezza del suo sguardo ndr) tu sai di che cosa ha bisogno l’umanità: pahe, salude e amore e che il nuovo anno ci venga incontro con la protezione della Madonna».

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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