“MUSICA D’AMORE”, LA RACCOLTA DI POESIE DI MASSIMO STERI DEDICATE ALL’UNIVERSO FEMMINILE

Massimo Steri

di CARMEN SALIS

Presentata a Cagliari, alla Mediateca del Mediterraneo, l’ultima raccolta di poesie di Massimo Steri: Musica d’amore (Edizioni Amicolibro).

Scrive nella prefazione la scrittrice e pittrice Mirella De Cortes: “Massimo è un poeta vero, consapevole che l’arte di scrivere non è un gioco di parole, una qualunque esternazione in forma di pensieri, ma un “pensiero” realmente realizzato, coerente, sviluppato nel dipanarsi delle immagini così abilmente richiamate nei versi e così amabilmente rivestite di musica”.

Massimo, ecco che la parola si fa musica e la musica diventa poesia? Certamente. Ho sempre creduto nella connessione fra musica e poesia. Quando scrivo sento una musica nell’anima che prende forma in versi sulla carta, ma rileggendo il risultato di questo processo creativo, mi accorgo della capacità dei versi di produrre una musica, con le sue note e le sue pause. Per me la poesia si differenzia dalla prosa per la sua essenzialità, per gli accostamenti di parole, a volte arditi, per le svariate interpretazioni e reazioni che può suscitare e queste caratteristiche sono strettamente collegate con la musica. Una poesia è un breve testo capace di trasmettere molto di più delle parole da cui è composto.

La raccolta è divisa in parti, ciascuna delle quali è dedicata a un tipo di amore? Ho dato un titolo a ciascuna parte e i titoli sono “Amore romantico”, “Amori speciali”, “Mare d’amore” e “Amore dal mondo”. La prima parte contiene poesie dedicate alle due donne al centro delle storie d’amore più importanti della mia vita, la prima finita, la seconda attualmente in corso. La seconda include versi ispirati da donne che ho conosciuto e mi hanno raccontato esperienze particolari. La terza riguarda la Sardegna, vista come madre che accoglie col suo amore. La quarta comprende liriche ispirate da donne divenute famose per aver fatto della disobbedienza civile una ragione di vita e che si sono distinte in particolari ambiti.

L’empatia, l’ascolto, l’attenzione nei confronti del prossimo: quanto fanno parte del poeta? Sono qualità che, a mio avviso, ogni poeta dovrebbe avere. I grandi poeti del passato hanno avuto una visione del mondo e hanno affrontato tematiche sociali. Per arrivare a questo, si sono immedesimati negli altri, hanno sentito dentro di sé le loro storie, hanno amato l’umanità intera. Il vero poeta esprime sentimenti e valori che riguardano il genere umano nella sua totalità.

Nella tua poesia si abbraccia l’amore ma non solo. Nei miei versi l’amore assume molteplici forme. In particolare, l’ultima raccolta è fortemente caratterizzata da diverse sfaccettature dell’amore. Nelle prime poesie c’è romanticismo, ma non mancano tenerezza e complicità, passione e sensualità, e molti altri aspetti di rapporti di coppia consapevoli e duraturi. In altre poesie affronto temi come la solitudine, la depressione, la disabilità, il bullismo e la violenza di genere, la malattia e la morte prematura, ma anche l’amicizia, l’arte e la bellezza in tutte le sue espressioni. Ci sono anche versi sul mio rapporto col mare, sulle mie origini e la mia infanzia, sulla capacità di accoglienza dell’isola nella quale vivo. Infine, nell’ultima parte del libro si parla di immigrazione, cambiamenti climatici, diritti delle donne, disarmo e scienza.

Cosa può far morire la poesia? L’assenza d’amore. Per me la poesia nasce dall’amore e trasmette amore. Se perdiamo la capacità di amare, perdiamo la poesia, che è una musica dell’anima. Senza amore non ci sarà più questa musica dolcissima che è dentro di noi.

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