PROFESSIONE VIDEOMAKER: LA CURIOSITA’ PER LA FOTOGRAFIA E PER IL CINEMA. LA PAROLA AL 31ENNE GIORGIO MUNTONI

Giorgio Muntoni

di FEDERICA CABRAS

Nome: Giorgio Muntoni. Età: 31 anni. Professione: videomaker.

Una passione che nasce presto, la sua, e che ancor oggi scoppietta e arde come tutte le cose che si sentono dentro sin da piccoli.  «Il Giorgio Muntoni bambino è sempre stato affascinato dalla videocamera» racconta, infatti.

La curiosità per cinema e fotografia sbuca presto e Muntoni inizia a girare i primi video molto giovane, tra i quattordici e i quindici anni. È lo sfavillante mondo della musica, con i video d’accompagnamento alle canzoni, a influenzarlo.  «Il montaggio è arrivato più avanti, negli anni dell’università, quando ho iniziato a montare i primi video che caricavo su YouTube.»

Negli anni, con perseveranza e tenacia, mettendo in pratica sempre nuove tecniche e allenandosi da autodidatta, cementa questo suo talento, sperimentando e imparando dai propri errori.  «Ritengo che mettersi in gioco sia fondamentale per conoscere questo lavoro, non è sufficiente uno studio teorico: è necessario sporcarsi le mani.»

Bello, sì, abbiam detto, ma anche complicato. Sul sito, il 31enne specifica che tempo e passione sono gli ingredienti per creare qualcosa che possa emozionare. “Il mio obiettivo è dare anima alla tua storia e catturare l’attenzione su ciò che vuoi raccontare”: questo il suo motto. Per lui è una missione, insomma, rendere i clienti soddisfatti.  «Riuscire a comunicare con il cliente è forse la parte più importante di ogni mio progetto: all’inizio di ogni lavoro, mi propongo di capire quale sia l’obiettivo del video che si deve produrre. L’idea del cliente è il punto di partenza per costruire insieme una storia che trasmetta il giusto messaggio, per questo motivo è fondamentale creare un dialogo che mi permetta di capire a fondo la personalità e il punto di vista di chi mi sta di fronte. Solo in questo modo si può realizzare un prodotto che rifletta le sue aspettative e i suoi gusti.»

Alcuni suoi video raggiungono più di centomila visualizzazioni sui social, un risultato sorprendente. «Questo è certamente un incentivo a voler dare sempre di più: vedere che il proprio lavoro è apprezzato da tante persone fa venire voglia di continuare a migliorare. Il successo di un video non dipende però esclusivamente dal tempo impiegato per produrlo, il tempismo nella pubblicazione sui social è una variabile da non sottovalutare, così come la base musicale e il ritmo del video stesso. I canali social sono sicuramente un’ottima vetrina che bisogna saper utilizzare per riuscire a emergere, ma a prescindere dalle views e dalla viralità che può raggiungere un post, il risultato che mi soddisfa di più è la consapevolezza di essere riuscito a trasmettere il mio pensiero attraverso le immagini: quando il messaggio e le sensazioni che voglio comunicare riescono a raggiungere l’osservatore, ottengo la migliore gratificazione.»

Istinto o razionalità? Qualcosa che si muove dentro, impaziente di uscire e frutto di un’improvvisa idea, o lavoro di lima, di studio, di ingegno? Un mix, ci spiega Muntoni.  «Spesso le idee sono frutto dell’istinto e immediate, a volte sono suggerite dall’ambiente: questa zona offre dei panorami pazzeschi e degli scorci che da soli fanno il video; ma molti progetti hanno bisogno di uno studio più approfondito per poter essere efficaci. Questo processo può richiedere molto tempo, così come la successiva fase di post-produzione, che può durare ore o giorni. Anche dopo aver realizzato e pubblicato un progetto lo riesamino un’infinità di volte per cercare di immaginare nuovi modi in cui rappresentare le mie idee, per capire come migliorare gli errori e limare la tecnica, che non sembra mai perfetta a lavoro finito.»

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