IL DOCUMENTARIO ‘FERTILIA ISTRIANA’ DI CRISTINA MANTIS SARÀ ONLINE DAL 20 MARZO

di BRUNO CULEDDU

Fertilia Istriana“di Cristina Mantis sarà trasmesso su Streeen.org a partire dalle ore 18.30 di sabato 20 marzo e resterà visibile per 3 mesi.

Il documentario narra le vicende storiche degli esuli istriani, giuliani e dalmati che in fuga dalla Jugoslavia di Tito nel 1947 trovarono casa a Fertilia, la città «nuova» voluta da Mussolini.

“A differenza di quello che successe in altri luoghi – si legge nelle note di presentazione delfilm – in questa parte di mondo germogliò l’albero dell’accoglienza, che favorì l’integrazione e la rinascita, facendo di Fertilia esempio vincente d’incontro di culture che qui si tesero e si tendono la mano: la sarda e la giuliano-dalmata, l’algherese e la ferrarese”.

Il borgo di Fertilia, sito a pochi chilometri da Alghero e nelle vicinanze dell’aeroporto, nasce nel 1936 per accogliere la popolazione in eccesso della provincia di Ferrara. La prime 100 famiglie della bassa ferrarese si insediarono non senza difficoltà in nuovi poderi colonici sorti sulle paludi bonificate già a partire dalla fine dell’Ottocento dai detenuti del carcere di Alghero e della colonia penale di Cuguttu.

Lo scoppio della guerra interruppe, però  l’opera di colonizzazione, così che la maggior parte degli edifici, progettati secondo i canoni dell’architettura razionalistica tipica del ventennio, rimase  inutilizzata. Fertilia così diventò centro di raccolta per esuli che, riusciti a scampare all’orrore delle foibe, non riuscivano a  trovare accoglienza in altre parti d’Italia. I nuovi arrivati, pur conservando memoria della terra d’origine, seppero fondersi con la comunità locale offrendo uno straordinario esempio di accoglienza e integrazione. Ancora oggi Fertilia è una piccola Istria. Sulla piazza la chiesa  dedicata a San Marco è affiancata da un campanile che sfoggia una cuspide simile a quella del campanile della cattedrale di Venezia. Il belvedere è campeggiato da una stele sormontata dal leone di San Marco con l’iscrizione: “Qui nel 1947 la Sardegna accolse fraternamente gli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”. Tutta la toponomastica, del resto, rimanda agli avvenimenti e luoghi storici del Veneto e della Venezia Giulia. Si parla ancora il dialetto veneto con influenze in limba e, in cucina, si ripropongono le ricette istriane in salsa sarda.

Il cibo e le strade di Fertilia costituiscono proprio il filo della memoria che si snoda nel bel documentario di Cristina Mantis. Conduce la giornalista Francesca Angeleri, nipote di esuli, che ritrova nelle vie del borgo un pezzo della sua stessa storia.
Una storia poco conosciuta, quella dell’esodo giuliano-dalmata in terra sarda, che merita di entrare, per l’esemplarità e la riuscita dell’incontro tra culture e tradizioni diverse, nella nostra memoria collettiva.

“Fertilia istriana” è un’opera cinematografica da vedere assolutamente per conoscere, capire ed emozionarsi. È stata scritta da Francesca Angeleri, Cristina Mantis e Daniela Piu. Nel cast: Francesca Angeleri, Marisa Brugna, Paolo Curto, Lidia Demarin, Mauro Manca, Enrico Valsecchi. Produzione: Gianmichele Manca e Patrizia Rappazzo per Sguardi Altrove. Organizzazione e aiuto regia: Daniela Piu. Montaggio: Cristina Mantis. Cameraman: Michele Gagliani. Fonico: Daniele Diana. Musiche: Mario Fragiacomo & Mitteleuropa Ensemble. Special Guest: Paolo Fresu, che possiamo sentire nella dolce melodia “Nostalgia giuliana”.

“Fertilia istriana” sarà visibile in tutta Italia su Streeen.org con l’abbonamento mensile (€ 6,50/mese o a noleggio a € 4,20/72h) insieme al precedente lungometraggio di Cristina Mantis, “Magna Istria”, dalle ore 18.30 di sabato 20 marzo e per 3 mesi.

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