IL COVID COME TEMA NELLA VIDEOCONFERENZA CON IL DOTTOR GIOVANNI SOTGIU, EPIDEMIOLOGO E MEMBRO DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO SARDO

di MARIA VITTORIA DETTOTO

Si è svolta questa mattina in diretta sul canale Youtube del Comune di Ozieri, una videoconferenza organizzata dalla Commissione Covid del comune del Logudoro, appena creatasi. 

I lavori della videoconferenza sono stati gestiti dal Presidente della Commissione Covid Davide Giordano: l’ospite d’onore è stato il dottor Giovanni Sotgiu, epidemiologo, titolare della cattedra di statistica medica all’Università di Sassari e membro del CTS, ovvero il Comitato Tecnico Scientifico Sardo.

Ad aprire i lavori il sindaco di Ozieri Marco Murgia ed il sindaco di Berchidda, nella duplice veste di primo cittadino e dirigente dell’Istituto Segni di Ozieri.

I principali interlocutori della videoconferenza sono proprio gli studenti, alcuni dei quali presenti nell’aula consigliare del Comune di Ozieri, nella quale si è svolto l’incontro. 

Tra essi spicca il rappresentante degli studenti Alessio Carta, che nel corso dell’incontro ha rivolto al dottor Sotgiu una serie di domande interessanti a nome suo e degli studenti rappresentati; oltre che il Segni e lo scientifico di Ozieri, quelli dei comuni di Bono e Pozzomaggiore.

Il dottor Sotgiu, in quasi tre ore di diretta, di fatto smonta delle certezze e distoglie i dubbi in merito alla pandemia ed al Covid, con un linguaggio chiaro e comprensibile, fluente e assolutamente obiettivo.

Rimarca più volte quanto sia importante il ruolo dei giovani nella società, anche e soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria, dove negli ultimi mesi si registra un incremento dei contagi tra gli adolescenti tra i 12 ed i 25 anni, che per la loro esuberanza e la loro vita sociale certamente molto più attiva degli anziani, rappresentano un importante veicolo di contagio del Covid.

Sotgiu ricorda che le restrizioni alle quali siamo stati assoggettati in questi mesi hanno stravolto le nostre vite.

Ma che di fatto ancora oggi le regole base del distanziamento sociale, dell’uso della mascherina, l’ evitare assembramenti e comportamenti controproducenti, rappresentano di fatto l’unico modo per combattere il virus.

Il dott.Sotgiu sottolinea infatti che al momento non esiste alcuno strumento in grado di rendere immuni o non contagiosi:

“Io sono vaccinato” dice Sotgiu, “ma di fatto ad oggi non sappiamo con certezza se un soggetto vaccinato può comunque acquisire il virus e trasmetterlo agli altri”.

I vaccini attualmente a disposizione peraltro, ovvero lo Pfizer, l’Oxford Astrazenica, l’italiano Moderna ed il Johnson & Johnson disponibile a breve, di fatto coprono la variante Sars Cov 2 e quella inglese.

Ma le altre varianti attualmente individuate in Italia e all’estero, ovvero la brasiliana, la newyorkese, la californiana e la nigeriana, riescono di fatto a colpire il nostro sistema immunitario.

Quindi fondamentalmente anche chi al momento si è già vaccinato, può contrarre una nuova variante del virus e risulta comunque contagioso.

La variante inglese, responsabile al momento delle zone rosse a Bono, La Maddalena, San Teodoro,Sanluri ha una contagiosità del 50-70% superiore a quella conosciuta della Sars-Cov2 ed è per il 20-30% più letale.

“I virus, è utile ricordarlo, non sono autonomi”, prosegue il medico “ma hanno bisogno delle nostre cellule per sopravvivere. La variante inglese contagia molto più facilmente bambini ed adolescenti e la possibilità di un soggetto giovane di contagiare gli altri è molto elevata. Non a caso al momento la variante inglese rappresenta il 50% dei casi di positività al Covid”.

Una volta che il virus del Covid penetra nel nostro corpo provoca dei danni, anche nei soggetti asintomatici e giovani.

Un recente studio condotto negli USA, ha dimostrato in giovani atleti ventenni risultati positivi al Covid e asintomatici , danni al cuore, ai reni, alle vie respiratorie ed al cervello, anche a distanza di due mesi dal primo tampone.

Il virus è in grado di alterare il sistema nervoso e queste alterazioni nei soggetti a rischio, in primis gli anziani, portano a problemi respiratori e cardiaci che nel 20% dei soggetti contagiati portano a problemi che coinvolgono le basse vie respiratorie e di conseguenza portano poi ai ricoveri in ospedale e nei casi più gravi alla morte.

“Ad oggi non abbiamo armi capaci di risolvere il problema al 100%”, prosegue il dott.Sotgiu.

“Gli antivirali, gli anticorpi monoclonari  funzionano solo se il soggetto è stato appena infettato, diversamente non sono efficaci “.

Il luminare ricorda anche che i tamponi molecolari, al momento considerati come lo strumento più efficace per rilevare l’eventuale positività al virus, sono precisi al 75%.

Il 25% dei soggetti che si sottopone a tampone molecolare, sono falsi negativi, ovvero persone che potrebbero essere positivi al Covid, ma la cui carica virale non viene rilevata in quanto ancora troppo bassa o per altri motivi che la comunità scientifica non è ancora in grado di spiegare.

I test antigienici rapidi, hanno vantaggi e svantaggi: sono veloci e fanno da filtro per evidenziare nell’immediato, l’eventuale positività al virus; ma la negatività non rende immuni.

Sulla tanto decantata immunità di gregge, Sotgiu frena, ricordando che si inizia ad essere protetti dopo 10 giorni dalla seconda somministrazione. 

Ma per arrivare all’immunità di gregge, occorre vaccinare più del 90% della popolazione e visti gli attuali tempi di vaccinazione, la stessa non si raggiungerà prima dei prossimi due anni.

È necessario ribadire che il virus può contagiare chiunque: bambini, giovani, adulti ed anziani.

E che essendo un virus nuovo non è possibile al momento sapere quali siano i danni a medio e lungo termine di chi è risultato positivo, anche se asintomatico.

Da docente universitario Sotgiu sottolinea che a suo avviso gli studenti a partire dalle superiori è preferibile facciano la dad, soluzione adottata anche dall’Università di Sassari che ha scelto di evitare assembramenti, lezioni in presenza e di ridurre al minimo i contatti.

Sottolinea che il dato positivo della pandemia nel campo dell’istruzione, sia stata l’informatizzazione. 

Sul passaporto sanitario proposto da Solinas, il dott.Sotgiu esprime il suo parere preferendo ad esso un certificato di negatività virologica, in grado di dire in un dato momento, se un soggetto è o meno negativo al Covid, ma la cui efficacia è comunque limitata nel tempo, dal momento che il virus è molto contagioso e muta continuamente ed anche chi potrebbe risultare negativo oggi, potrebbe risultare positivo il giorno successivo. 

Al termine della videoconferenza il dott.Sotgiu è stato omaggiato per la sua disponibilità, dal Presidente del Consiglio comunale di Ozieri, Gianluigi Sotgia.

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