LE ACQUE METEORICHE CHE SCENDONO IN PROFONDITA’ PER RIEMERGERE MINERALIZZATE SINO A 60°C: LE TERME DI SARDARA CHE CONQUISTARONO I ROMANI

Nel Sud della Sardegna si trova un piccolo luogo capace di sorprendere anche il turista più navigato. Sardara, nell’antica subregione storica del Monreale, detiene dal 2005 il riconoscimento di “Bandiera arancione” assegnato dal Touring Club Italiano. Mentre risale al 2009 la Certificazione Herity sulla qualità della gestione del patrimonio culturale.  Un tempo confine tra giudicati d’Arborea e di Calari, qui si erge il castello di Monreale. In origine composto da mastio, otto torri e cinta muraria, costruito forse attorno al 1000 e attestato nel 1309, questo forte fu decisivo nelle guerre contro i catalano-aragonesi. Vi soggiornarono i giudici d’Arborea Mariano IV ed Eleonora. A Sardara vanno anche ammirati il santuario di sant’Anastasia, luogo di culto nuragico attivo fra XVI e VII secolo a.C., la parrocchiale della beata Vergine Assunta, di inizio 1600, e il suo centro storico, tra strade in selciato e case in pietra dai pregevoli portali. Ma la storia di Sardara è legata soprattutto alle sue sorgenti termali: queste prendono origine dal percolamento delle acque meteoriche che scendono a migliaia di metri di profondità. Per riemergere poi, mineralizzate, a una temperatura che varia da 45 a 60°C. Classificandosi così come acqua “bicarbonato-alcalino-sodica, ipertermale”: un tipo di acqua di per sé molto raro, simile a quelle di Vichy. La presenza di un nuraghe nel parco delle Terme attesta l’esi­stenza di insediamenti protosardi già nel XVI sec. a.C, segno di un’antichissima utilizzazione dell’acqua termale. I primi riferimenti storici si trovano intorno al III secolo a.C., quando i Romani costruirono le Antiche Terme, conosciute per via della vicina colonia fenicio-punica di Neapolis, con il nome di “Acquae Neapolitanae”. Con la diffusione del Cristianesimo il tempio pagano delle Antiche Terme fu dedicato a Santa Maria ad Aquas. L’acqua di Sardara, per la sua alta mineralizzazione e termalità (residuo fisso a 180° 2,64 gr./l. T° 50/60°), consente il processo di maturazione del fango che consiste in un lento e complesso meccanismo di transmineralizzazione tra l’acqua termale e la componente argillosa. Tale cambiamento chimico-fisico comporta ulteriori e profonde modificazioni biologiche nel mezzo termale con evidenziazione di una particolare crescita di microorganismi di origine batterica e vegetale (alghe) che con il loro metabolismo producono sostanze farmacologicamente attive. Le acque e i fanghi, per tali caratteristiche chimico-fisiche, hanno uno spic­cato effetto eudermico. Stimolano il microcircolo ed il metabolismo cutaneo, esplicano azione an­tinfiammatoria, antisettica e detergente. Trovano perciò indicazione nel trattamento di molti ineste­tismi causati da affezioni come la cellulite, l’acne, l’invecchiamento.  Il complesso meccanismo d’azione della terapia è dovuto, in sintesi, ad influenze termiche, neuroendocrine e metaboliche che si traducono nei seguenti effetti curativi: azione antidolorificaazione antinfiammatoriaazione miorilassanterallentamento della progressione della malattia. Oggi il Centro Benessere delle Antiche Terme di Sardara offre numerosi trattamenti viso e corpo: trattamenti orientali, massaggi snellenti, trattamenti estetici per il viso, trattamenti con il fango termale e tantissime altre opzioni di wellness. Le cure termali vengono effettuate nello stabilimento Termale che si trova all’interno del complesso alberghiero. Questo è frequentato sia dai clienti dell’hotel, che dai tanti pazienti che si recano giornalmente presso la struttura per l’effettuazione dei cicli di cura. Anche perché qui, oltre alle cure convenzionate con il SSN, si effettuano cure riabilitative e cure fisioterapiche.

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