“NUOTAVO NEL GRANO”, SESSANTA RACCONTI DEL MONDO RURALE IN SARDEGNA NEL NUOVO LIBRO DI MARCELLO ATZENI

ph: Giacomo Serreli e Marcello Atzeni

di LUIGI PORCU

“Nuotavo nel grano” è il secondo libro dello scrittore di Baradili, Marcello Atzeni. Si tratta di una raccolta di sessanta racconti, legati al mondo rurale. A un tempo che non c’è più, usando una frase trita e ritrita. La prefazione, scritta da Giacomo Mameli, omaggia Atzeni, alla sua seconda fatica letteraria. La prima fu “Il miglio deve ancora venire”, libro pubblicato due anni fa.

Sessanta racconti, si diceva, tutti, in un modo o nell’altro, legati alla cultura contadina e a i luoghi che hanno visto Marcello Atzeni, prima bambino, poi adolescente. L’italiano è mescolato con il sardo, ma, alla fine di ogni racconto, c’è il glossario, per indirizzare i non sardofoni sulla giusta via.

Il sardo nella variante campidanese. Lo scrittore è di Baradili, in Marmilla, provincia di Oristano, ed è il comune più piccolo dell’isola, dunque si parla il campidanese. Atzeni vi ha vissuto sino ai quindici anni, per poi trasferirsi con la famiglia di origine, a Sanluri.

“Binnenna day” è uno dei suoi racconti. In questo caso, nel titolo, il sardo incontra l’inglese. “Già, mi piace giocare con le parole, incrociarle fra di loro. Adoro sperimentare. E’ probabile che tutto ciò, sia un retaggio dei miei studi da biologo, anche se non ho mai esercitato. Così come, tranne per un breve periodo, non ho fatto l’agrotecnico. Mi piace scrivere, lo faccio da quando ho vent’anni. Anche se prima mi occupavo di articoli per le varie testate giornalistiche. Lo faccio anche ora, ma in misura decisamente minore. In questo momento mi trovo più a mio agio con i racconti, oppure con gli aforismi e i giochi di parole.”

La prefazione di Giacomo Mameli parla di un mondo antico, che lei, in un certo qual modo fa rivivere. “Giacomo ha, come me, un’estrazione contadina, non siamo molto diversi, anche se lui è ogliastrino. Sento un legame molto forte, quasi di fratellanza. Sono onorato per le bellissime parole che ha scritto su di me”.

Nativo di Baradili, ma sanlurese d’adozione. Giusto? “Sì, è così. Mi sento a casa in tutta la Marmilla. In molti paesi ho parenti e amici. Sento il loro affetto, me lo hanno manifestato anche alla presentazione del libro a Baradili. La prima a Baradili è stata doverosa. Un bellissimo pomeriggio nel parco, coi miei familiari, gli amici di vecchia data e quelli di più recente acquisizione.”

Adesso quale sarà la prossima tappa? “Non lo so ancora. Non è semplice organizzare una presentazione. A tal proposito voglio ringraziare Lino Zedda, il sindaco del paese, che mi ha concesso la massima disponibilità. Non solo libri, però, sono impegnato nell’organizzazione di una piccola rassegna cinematografica in un paese vicino alla Giara”.

Insomma, pieni di impegni? “Sto seminando molto. Spero in una buona estate per me e per tutti quanti. Abbiamo bisogno di tranquillità e leggerezza.”

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