I MILITARI SALVANO IL MATER! IL VERGOGNOSO REGALO DELLA GIUNTA SOLINAS ALLE CLINICHE PRIVATE

ph: il Mater di Olbia

di VITO BIOLCHINI

Siccome gli annunci su Linkedin e sull’Unione Sarda non sono serviti a nulla (“Cercasi infermieri e rianimatori”) e proclami alla stampa (“È tutto pronto”) e le rassicurazioni del presidente Solinas (“Le strutture sono operative”) non hanno cambiato la realtà, adesso per tenere in piedi la finzione del Mater Olbia ospedale Covid arriveranno i militari. L’annuncio del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi è: “Tre medici e otto infermieri collaboreranno con le autorità sanitarie per aiutare la piena funzionalità del Mater Olbia, individuato quale Covid-19 hospital per il Nord Sardegna”.

Ma se il Mater non aveva medici e infermieri all’altezza dell’emergenza in corso, perché è stato promosso ospedale Covid? Forse perché bisognava aiutarlo a prescindere, così come le altre due strutture sanitarie private, il Policlinico Sassarese e la clinica Città di Quartu?

Lo scorso 30 marzo, mi chiedevo per quale motivo e a quali condizioni economiche queste tre strutture erano state chiamate a offrire i loro servizi, posto che era evidente che non fossero all’altezza del compito loro assegnato. Ancora non conoscevo, perché non era stata resa cliccabile, la delibera 16/3 del 26 marzo con la quale la giunta Solinas ha messo nero su bianco le condizioni economiche del disturbo, straordinariamente favorevoli ai privati.

Il provvedimento è stato analizzato da Paolo Maninchedda, e io così ve lo riassumo. La delibera stabilisce quanto guadagneranno le strutture private sull’epidemia Covid 19: 250 euro/giorno per ricovero semplice, 538 euro/giorno per ricovero in sub intensiva, 900 euro per terapia intensiva. Ma chi ha stabilito queste cifre? I privati stessi! Leggiamo la delibera: Vista la straordinarietà̀ della situazione emergenziale e l’attuale carico assistenziale presso le strutture pubbliche, valutata la disponibilità̀ delle strutture ospedaliere private a garantire l’assistenza di pazienti Covid-19, l’impossibilità di procedere ad un’istruttoria per rideterminare le attuali tariffe, peraltro risalenti nel tempo, secondo gli effettivi costi di produzione, si ritiene di considerare eccezionalmente valide le stime proposte dall’operatore privato le quali consentono di garantire l’equilibrio economico delle strutture. 

Quindi i privati hanno imposto alla Regione il loro prezzo. Così, senza trattativa. Ma non finisce qui. Alle cliniche la Regione riconosce anche un ulteriore “finanziamento di funzione”. Ma che cos’è un finanziamento di funzione? Ce lo spiega Maninchedda: “È chiaro che un ospedale per attrezzare posti Covid deve mettere su un’organizzazione e ha costi gestionali e funzionali aggiuntivi, quindi la Regione glieli riconosce”. 

E a quanto ammontano questi costi aggiuntivi? Leggiamo la delibera: Tenuto conto che la gravità dell’emergenza potrebbe comportare, senza il coinvolgimento delle strutture private, un intasamento particolarmente pesante da sostenere per il sistema sanitario regionale, considerato inoltre che l’eventuale requisizione delle strutture prevista dal D.L. n. 18/2020 comporterebbe considerevoli complessità̀ organizzative, propone di riconoscere un finanziamento per funzione pari al 22% sulla tariffa per la terapia intensiva e del 30% sulla tariffa per la terapia sub intensiva. 

E i farmaci? Pagati dalla Regione. E i tamponi? Pagati dalla Regione (ma “solo se eseguiti da laboratori espressamente autorizzati dalla Regione”). E i Dispositivi di Protezione Individuale? Li fornisce la Regione, e se la Regione non li ha, le cliniche li comprano e la Regione li rimborsa. E il personale? Qui la Giunta Solinas mostra un minimo di pudore: “Le tariffe cosi determinate saranno decurtate del costo del personale qualora venga fornito dalla struttura pubblica”. 

Voi pensate che sia finita. Ma non è così. Spiega Maninchedda: Tra pagina 3 e pagina 4 la Regione prevede di pagare le strutture Covid 19 private vuoto per pieno. Cosa vuol dire? Significa questo: se a una struttura privata si riconoscono 10 posti letto Covid, nel caso in cui non si arrivi a occuparne almeno 8, la Regione prevede di erogare un ulteriore contributo pari alla differenza del valore di questi 8 posti letto meno quelli realmente occupati. Chiaro? Mi pare chiarissimo. Si chiama finanziamento vuoto per pieno.

Quindi la Regione ha deciso di coinvolgere queste tre strutture private nella gestione della emergenza Covid senza che queste avessero a disposizione infrastrutture e professionalità adeguate, tutelandole dal rischio che i posti letto messi a disposizione non venissero interamente occupati, e alla fine consentendo perfino di fare loro stesse il prezzo per questo disturbo. Che l’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale sia inesistente e che il giornalismo sardo sia a dir poco timoroso, lo sappiamo da tempo. Vediamo ora se almeno la magistratura batterà un colpo.

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