PASSIONI, CREATIVITA’ E SUCCESSI DI UN INTERIOR DESIGNER: DA TERRALBA A ROMA, CARLO PES DIRIGE UN TEAM DI ARCHITETTI PER PRESTIGIOSI PROGETTI IN GIRO PER IL MONDO

ph: Carlo Pes
di GIANFRANCO CORDA

La storia del professionista Carlo Pes che dirige un affermato team di architetti ed artigiani che realizzano prestigiosi progetti di case, palazzi d’epoca, hotel e villaggi turistici in Italia, Russia, Cina, Francia e Marocco. Partito quarant’anni fa da Terralba, l’interior designer risiede a Roma dove ha iniziato l’attività con lo zio Giorgio Pes, creativo di fama internazionale

Era l’estate del 1979, esattamente quarant’anni fa, quando il giovane Carlo Pes, iscritto al collegio dei geometri di Oristano, vince un concorso all’Enel di Cagliari. Il ventiquattrenne, residente nel rione di Funtanedda, vive momenti felici circondato dall’affetto di familiari e amici e gioisce per la certezza di aver trovato il posto di lavoro fisso e ben remunerato. Ma prima dell’assunzione come geometra nella società elettrica, Carlo viene contattato dallo zio Giorgio Pes (famoso per aver lavorato anche per Luchino Visconti allestendo le scenografie di Boccaccio 70 e de Il Gattopardo) che gli chiede di relazionarlo sul mercato della produzione dei tappeti sardi. Il servizio fu eccellente e il maestro rimase soddisfatto. Un successivo colloquio con lo zio a Roma diede una svolta determinante alla vita del giovane terralbese che ricevette la proposta di collaborare con lui. Carlo capisce subito che quella sarebbe stata la sua strada, quella giusta da percorrere. Abbandona l’idea del posto fisso all’Enel e parte verso la capitale ben sapendo che da parte dei suoi genitori non poteva pretendere il benché minimo consenso. E così inizia l’avventura di Carlo Pes che oggi è diventato uno degli interior designer più affermati della capitale ed un professionista che ha realizzato, oltre che in Italia, prestigiosi

progetti in Francia, Russia, Cina, Libia e Marocco. Un segno inequivocabile che testimonia l’orgoglioso senso di appartenenza di Carlo Pes al popolo sardo è dato dal nome delle sue due società: quella italiana si chiama Interis che in sardo significa “nel frattempo” mentre quella Marocchina si chiama Apustis che in Sardo significa “dopo”. Partiamo dagli inizi della sua attività: il rapporto con il Maestro Giorgio Pes Essendo il nipote del maestro mi aspettavo privilegi invece la sua scuola fu molto dura e mi vennero affidati compiti di grande responsabilità. Nella produzione degli arredamenti bisognava avere un’attenzione estrema, quasi maniacale al dettaglio. Mio zio Giorgio Pes era stato l’Architetto di Luchino Visconti nel “Gattopardo” e la sua scuola non ammetteva sbavature. Dimenticai subito ogni forma di pressappochismo. Era come fare scuola guida con una Ferrari. Ero il responsabile della produzione dei mobili disegnati per Gianni Agnelli, Ferrero, il conte Marone Cinzano, il Re Juan Carlos di Spagna, Giuliano Gemma, Niki Lauda. Non l’ho detto a nessuno per anni, per pudore o scaramanzia, chissà…. Da lì è iniziata la vera scuola, mi iscrissi all’Accademia di belle Arti e mi dedicai alla mia nuova professione senza risparmio di energie. Venni viziato dal senso estetico mirato sia alla forma che alla funzione delle cose. Il mio talento naturale nel disegno facilitava tantissimo il mio lavoro, Giorgio Pes si accorse subito di questo e mi affidò ruoli sempre più importanti. Ad un certo punto si è sentito maturo per affrontare nuovi mercati e ha intrapreso l’attività da libero professionista Il mio rapporto di lavoro con zio Giorgio si interruppe nel 1984 per motivi caratteriali. Decisi di allontanarmi dal nido e proprio misurandomi con nuovi mercati, culture molto distanti da noi, un tempo inimmaginabili, arrivati a me quasi casualmente, che ho capito quanto fossi stato fortunato e quanto fosse indispensabile avere il trascorso professionale che avevo avuto. La scuola di restauro e decorazione, dalla quale provenivo, è stata importantissima: in questa professione è fondamentale avere massima conoscenza della storia dell’arte, degli stili, della decorazione per salvaguardare dentro e fuori l’aspetto architettonico di palazzi altrimenti inviolabili. Progetti di abitazioni di lusso, di importanti villaggi vacanze, di hotel da sogno: quale il segreto del suo successo?  Il segreto del successo professionale risiede nella capacità di esprimere la propria competenza. È necessario essere affidabili, puntuali, empatici e disciplinati. Il mio è il prodotto di un gruppo di lavoro, devo trasmettere senso di appartenenza, contagiare entusiasmo per ottenere un prodotto eccellente. Nel settore alberghiero mi sono affiancato allo studio Bellini che è leader nel settore e con il quale ho condiviso diversi importanti progetti. Forte della mia esperienza nel settore di alta gamma ho saputo dare un contributo importante nel Contract. La società “Interis” può vantare quindi di un team di professionisti e artigiani altamente specializzati capaci di realizzare qualsiasi disegno ideato con la sua matita Esattamente. Dal design d’interni all’alta decorazione, dall’antiquariato all’illuminotecnica, dalla progettazione di mobili al prodotto tessile La sua sede operativa è a Roma ma i suoi lavori, oltre che in Italia, vengono apprezzati anche all’estero tant’è che autorevoli magazine russi gli hanno dedicato importanti servizi giornalistici Nel 1990 venni contattato da un signore russo che acquistò la proprietà della Sig.ra Susanna Agnelli all’Argentario. Gli venne fatto il mio nome dalla signora che all’epoca era il Ministro Degli Esteri e fu il mio primo lavoro per la clientela russa. Nel 1992 partecipai ad un concorso internazionale di progettazione per la ristrutturazione di un palazzetto al centro di Mosca di proprietà del Patriarcato. I concorrenti provenivano dalla Francia, Turchia, Inghilterra, Germania, ed io rappresentavo l’Italia. Tra tutti venne scelto il mio progetto e mi venne affidato l’incarico non solo della progettazione ma anche della realizzazione dei lavori e dell’arredamento. Quella fu la seconda grande prova. Accettare l’incarico e aprire una sede a Mosca sarebbe stato inevitabile. Fu l’inizio di un’avventura che è durata vent’anni non priva di difficoltà facilmente immaginabili ma densa di grandi soddisfazioni professionali. I Russi amavano il mio stile e le pubblicazioni dei miei lavori contribuirono notevolmente ad aumentare la mia visibilità. Nel 2010, rientrato a Roma da uno dei miei viaggi, venni contattato dalla segreteria di Pes. Il maestro voleva incontrarmi. Mi emozionai quando vidi che sul grande tavolo del salotto della sua residenza romana vi erano in bella mostra tutte le pubblicazioni che parlavano di me. Ci abbracciammo emozionati e mi disse con orgoglio “Noi siamo i Pes” Fu un periodo in cui mi dovetti occupare della sua salute più che del mio lavoro. Ha poi realizzato importanti progetti in Cina, Inghilterra, Francia, Marocco e ha avuto l’incarico di progettare anche la residenza di Tripoli del colonnello Gheddafi Si, fui contattato dal rappresentante in Italia di Mu’ammar Gheddafi

ed ebbi l’incarico della progettazione della residenza di Tripoli del Colonnello. Questa fu un’altra esperienza molto particolare. Incontrai Gheddafi per due volte per mostrare i miei disegni raccogliendo il suo apprezzamento. Purtroppo, però, i fatti noti a tutti interruppero il nostro progetto. Dal 2014 sono impegnato in Cina alla progettazione di villaggi di vacanza in stile Italiano. Un incarico molto speciale dove è necessario coniugare architettura e proporzioni italiane con le abitudini di vita cinesi all’interno delle abitazioni, rispettando le rigorose regole del Feng shui. Attualmente a Parigi mi sto occupando del restauro di un palazzo del 1700 di proprietà dell’ambasciata russa in Francia. Dal 2016 ho aperto una sede in Marocco lavorando alla ristrutturazione del Consolato Generale d’Italia e dove intendo promuovere lo sviluppo dello stile Italiano nel Magreb. A tal proposito, ho avuto l’onore di essere stato il rappresentante nel 2017 di Medinit che promuove la diffusione dello stile italiano nel Marocco. Rientrare a Terralba? Io amo Terralba e anche la mia famiglia, fortunatamente, la ama. Ci torno spesso, anche se per brevi periodi, mantengo rapporti cordiali con tutti e parlo ancora un terralbese perfetto. Spero di tornare alla fine del mio percorso a giocare con ciò che ho lasciato in tutta fretta.

rivista TERRALBA IERI E OGGI

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