GRANDE SUCCESSO A PAVIA DELLA CONFERENZA DELLA STUDIOSA SPAGNOLA MARISA AZUARA SULL’IDENTITA’ SARDO-GENOVESE DI CRISTOFORO COLOMBO

Pavia, 13 ottobre 2019. Da sinistra Marisa Azuara, Paola Pisano, Paolo Pulina
di PAOLO PULINA

Mi sono occupato delle tesi della studiosa spagnola Marisa Azuara sull’identità sardo-genovese di Cristoforo Colombo fin dalla pubblicazione del suo primo libro: un volume di oltre 350 pagine intitolato “Christoval Colón más grande que la legenda” (“Cristoforo Colón più grande della leggenda”), uscito nel novembre 2007, presso Amares di Saragozza, non tradotto in italiano.

Il mio articolo su questo libro è stato pubblicato in diversi siti web, da “Italoeuropeo” – indipendent cultural magazine in  London

http://www.italoeuropeo.com/2008/09/13/cristoforo-colombo-era-nato-in-sardegna/, 13 sett. 2008

al “Messaggero Sardo” on line

http://www.regione.sardegna.it/messaggero/2008_nov-dic_21.pdf
Anche quando è uscito  il secondo volume dell’Azuara sull’argomento, intitolato  “Cristoforo Colombo. La Crociata Universale” (380 pagine disponibili in spagnolo ma anche nella versione in italiano),  ne ho scritto in diversi siti web:

https://www.luigiladu.it/editoria/cpulina_marisa_azuara.htm, 16 luglio 2011;

http://www.tottusinpari.it/2011/07/17/il-nuovo-libro-di-marisa-azuara-su-cristoforo-colombo-di-famiglia-pavese-nato-in-sardegna/ 17 luglio 2011

http://www.patatu.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2365:la-tribuna-cristoforo-colombo-e-nato-in-sardegna&catid=35:la-tribuna&Itemid=, 22 luglio 2011.

In occasione della celebrazione del “Columbus’ Day” 2019   – con lo spostamento da sabato 12 ottobre a domenica 13 ottobre  perché il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia ha accolto ben volentieri la proposta della Biblioteca Universitaria di Pavia di fare dell’iniziativa un evento dell’apertura straordinaria della Biblioteca per la manifestazione “Domenica di Carta”  promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali –, è stato possibile convocare a Pavia la studiosa, di cui la casa editrice cagliaritana Condaghes ha pubblicato recentemente in italiano il volume “Chi era Cristoforo  Colombo. Argomentazioni sull’identità sardo-genovese dello scopritore del Nuovo Mondo” (traduzione di Igino Sanna con la collaborazione di Gabriela Degastaldi), una sintesi (110 pagine) delle ricerche e delle acquisizioni delle opere precedenti sul tema (reperibili nei miei  articoli sopracitati e nel secondo volume della mia “Guida letteraria della provincia di Pavia”, Pavia, Nuova Tipografia Popolare, dicembre 2016, pagine 336).

Riporto pertanto, dalle pagine delle conclusioni di questa opera più snella, solo questa  affermazione: «Soltanto la spiegazione che Cristóbal Colón fosse un genovese nato in Sardegna offre una risposta esauriente e precisa sui misteri riguardanti la vita  del primo Ammiraglio delle Indie. Il fatto che, per oltre 500 anni, nessuno abbia avanzato tale proposta, si deve alla meticolosa distruzione delle prove disposta dai re della Corona d’Aragona. I sardi non avevano accettato di buon grado la sovranità dei monarchi aragonesi. Rendere pubbliche  le origini di Cristóbal Colón avrebbe in qualche modo potuto trasformare lo scopritore in un mito ideale per compattare il popolo autoctono sardo e portarlo a una lotta verso l’indipendenza».

Le considerazioni della Azuara, asseverate dalle numerose slides che hanno permesso la visione dei documenti di riferimento da lei scovati nei vari archivi,  hanno avvinto per quasi due ore il folto uditorio presente nello splendido Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria.

In chiusura la studiosa ha annunciato che la casa editrice Condaghes sta per pubblicare la traduzione in italiano del suo più recente lavoro sull’argomento: “El precio del paraíso” riguarda il  «proyecto del descubrimiento de América desde el punto de vista de Cristóbal Colón». Sul letto di morte il grande navigatore detta al figlio Hernando le ultime confessioni sulla sua vita.

Nota finale

Dopo i saluti iniziali della presidente del “Logudoro”, Paola Pisano, e prima della conferenza della Azuara, Antonella Campagna, della direzione della Biblioteca Universitaria, ha presentato la teca che contiene piccoli frammenti ossei delle presunte Ceneri di Colombo donate alla Biblioteca nel marzo 1880 e da essa accuratamente custodite e ha ricordato che il dono della reliquia storica portò all’idea di erigere un monumento, all’interno della stessa Università.  Ne fu autore lo scultore milanese Alessandro Martegnani che, nello scolpire il busto, si attenne al ritratto di Antonio del Rincon. Il monumento venne inaugurato il 4 giugno 1882. Posto nel cortile del Miliario Romano, portico meridionale, dell’Università di Pavia, con la scritta  “A Colombo  – IV giugno MDCCCLXXXII”. Sopra il basamento di granito rosa di Baveno sono sistemati simboli nautici opera dello scultore Luigi Salvadè. Un’àncora, bussola, remi, vele, sartie, fiocine, un mappamondo e un cannocchiale, e sui lati due delfini a testa in giù. E più sopra una conchiglia con il busto di Colombo scolpito da Martegnani in puro marmo apuano.

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