PESISTICA, INTERVISTA AL GIOVANE DI GHILARZA SERGIO MASSIDDA: E’ CAMPIONE DEL MONDO JUNIORES

ph: Sergio Massidda
di LUCIANA PUTZOLU

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di unire le persone, parla una lingua che tutti possono capire, crea gioia e speranza… Questa l’iscrizione della targa che il sindaco di Ghilarza Alessandro Defrassu ha consegnato al giovane Sergio Massidda, campione del mondo di pesistica.

“La Comunità tutta è fiera dell’eccezionale traguardo raggiunto da Sergio– commenta il sindaco – e non poteva non essergli riconoscente attraverso un gesto simbolico che premia la passione, la dedizione e il sacrificio. Ghilarza è davvero onorata che il suo nome sia associato ad un titolo così prestigioso, unico anche per la pesistica azzurra, Sergio è un vero modello a cui ispirarsi”.

Emozionato, il campione ha parole essenziali e spontanee, senza troppe cerimonie, come i ragazzi della sua età, 17 anni. Ha iniziato quasi per caso a Norbello pochi anni fa: una sola gara e l’incontro con l’allenatore della Federazione Nazionale. Tanti titoli a livello europeo e poi il trionfo a Las Vegas a marzo e a Suva, nelle isole Fiji, a giugno, primo titolo mondiale junior.

Tra pochi giorni riparte a Roma, nel centro di preparazione olimpica, dove studia e si allena. Chiacchiera e scherza, dopo la cerimonia, con alcuni amici, ma risponde volentieri alle domande.

Sergio, un ritorno in patria unico. Quali sono le emozioni in questo momento? Le emozioni sono tante sia al livello sportivo sia nel vedere che tutto il mio paese mi sostiene.

A che cosa attribuisci il tuo successo? Il mio successo è stato un mix di fortuna nel trovare subito l’allenatore giusto e un pizzico di talento da parte mia, queste sono le cose fondamentali per andare avanti nello sport, insieme a molta perseveranza e voglia di fare.

A chi dedichi il titolo di campione del mondo e gli importanti riconoscimenti? Sicuramente ringrazio il mio allenatore e Direttore Tecnico nazionale Sebastiano Corbu, la Federazione italiana pesistica che mi permette di allenarmi al meglio, il presidente Antonio Urso che mi dà l’occasione di farmi valere alle competizioni Mondiali ed Europee e per ultima, ma non meno importante, la mia famiglia, che mi ha permesso di fare sempre tutto quello che mi piace senza mai privarmi di nulla.

Diciassette anni e una vita di sacrifici. Come trascorri le tue giornate e che cosa ti manca di più della vita dei tuoi coetanei? In una mia giornata tipo faccio colazione e vado subito in palestra per i primi due allenamenti (il primo alle 9,30; il secondo alle 12), pranzo e mi riposo un paio d’ore per poi andare ad affrontare altri 2 allenamenti pomeridiani (alle 16,30 e alle 19), la cena, e poi sino alle 22,30 un po’ di svago. Non dico che sia una vita facile e senza sacrifici, ma se piace lo sport si fa questo e altro anche se non si può andare a ballare come i coetanei o non si può tornare alle due di notte… Ho superato momenti difficili, ho provato nostalgia per la Sardegna, per i miei amici, per la mia famiglia. Sicuramente sono orgoglioso di essermi fatto in quattro per poter costruire quello che sto vivendo ora, sono stati sforzi tutti ripagati e spero che vedendo me la gente riesca a capire che non si può avere quello che si vuole senza fare nulla e senza faticare… Un sogno, il mio, costruito giorno per giorno.

E il tuo sogno possa sempre sollevarti più in alto, campione!

per gentile concessione de https://www.arborense.it/

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