PER “FLORINAS IN GIALLO”, IL RESOCONTO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “PIOVE DESERTO” DI RENATO TROFFA E CIRO AURIEMMA

di GRAZIA BRUNDU

La vivace piazzetta di via Sassari ha fatto da scenario ieri sera al terzo appuntamento di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, il festival letterario organizzato dal Comune di Florinas con la direzione artistica dei librai Maria Luisa Perazzona e Elia Cossu (Libreria Cyrano, Alghero) ed Emiliano Longobardi (Libreria Azuni, Sassari) e la segreteria organizzativa di Associazione Itinerandia. Ospiti gli scrittori cagliaritani Ciro Auriemma e Renato Troffa, che hanno presentato il loro noir a quattro mani “Piove deserto” (DeA Agostini), ambientato in una Carloforte in bilico tra l’immobilità del presente, un passato avventuroso e meticcio, e i postumi di un’industria crollata con la stessa repentinità con cui era sorta nel secolo scorso. 

La domanda fondamentale a cui cerca di rispondere il libro è: cosa resta quando finisce un sogno collettivo calato dall’alto – in questo caso le fabbriche – e a lungo considerato, per abitudine o incapacità di progettare, l’unica fonte di sviluppo e l’unica opportunità di lavoro? Il Sulcis, hanno ricordato Auriemma e Troffa dialogando con Ignazio Caruso, è uno dei territori più depressi d’Europa, nonostante le sue immense possibilità naturali e paesaggistiche. «Bisogna solo decidere – hanno detto i due autori – se è più importante il posto di lavoro, o il lavoro in sé e per sé. Bisogna avere il coraggio di reinventarsi in maniera più sostenibile e rispettosa della salute delle persone e del territorio, al contrario di quello che si è fatto in passato».

Il plot di “Piove deserto” ruota intorno alla misteriosa sparizione di Davide, un operaio, che forse è morto, o forse ha semplicemente deciso di far perdere le proprie tracce per incassare i soldi dell’assicurazione.Indaga sul caso Leo Mari, l’investigatore appena nato dalla penna di Renato Troffa e Ciro Auriemma, che come hanno assicurato i due autori, «tornerà nei prossimi romanzi, l’abbiamo immaginato come un personaggio seriale, e poi i lettori e le lettrici ci dicono che vogliono saperne di più sul suo passato da ex poliziotto, ex alcolista, ex marito, quindi in futuro lo metteremo ulteriormente alla prova». Per il momento si sa che è scappato da una Carloforte immobile e senza prospettive di futuro quando era ragazzino e che adesso è tornato, non per affetto nei confronti di Davide, al quale lo legava un’amicizia giovanile, ma per soldi: la società di assicurazione per cui lavora lo pagherà, infatti, solo se riesce a risolvere il caso. 

Attraverso la figura di Leo Mari e la piccola cittadina di Carloforte, Auriemma e Troffa affrontano una serie di temi coinvolgenti e complessi. Per esempio, «quello di una purezza di cui non si fa altro che parlare in questo periodo, ma che in realtà non esiste. Con il titolo “Piove deserto” volevamo ricordare che appena tira un po’ di scirocco le macchine diventano rosse per la sabbia del deserto. Milano è molto più lontana da Cagliari, o da Carloforte, di quanto lo sia Algeri. I Carlofortini vengono dall’isola di Tabarca, noi quelle terre le abbiamo abitate, ci siamo “contaminati”, il meticciato è diventato una ricchezza culturale e antropologica. Dobbiamo ricordarci, però, che dall’altra parte del mare c’è anche il deserto, e che i cambiamenti climatici, se non rispettiamo l’ambiente, non possono certo essere arginati dal mare». 

Il prossimo appuntamento della prima parte di “Florinas in Giallo” è il 10 agosto con gli scrittori Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo. Dopo la pausa estiva, il festival ricomincia dal 12 al 15 settembre con la seconda parte intitolata “A ballas e istoccadas”.

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