IL MITO DI SENNA RIVIVE CON UN ARCHITETTO DI LODE’: GIAN GIACOMO CARA PROGETTA E GESTISCE IL MUSEO DELL’AUTODROMO DI IMOLA

ph: Gian Giacomo Cara
di LUCIANO PIRAS

«Con Ayrton Magico abbiamo dato vita a un progetto solido e ambizioso, capace di raccontare attraverso una mostra unica, interattiva e multimediale la vita di Ayrton Senna. Un evento internazionale, che si sviluppa all’interno del Museo dell’autodromo Checco Costa, progettato da me ed Elisa Tranfaglia nel 2018 nell’ottica di uno spazio museale multimediale, flessibile e altamente immersivo».

Gian Giacomo Cara, lodeino classe 1976, general manager di Tbs group, è immerso nel lavoro a Bologna e dintorni. Viaggia in tutta Italia e all’estero, sempre per nuovi progetti, sopralluoghi, allestimenti da sogno. Trova un attimo per fermarsi davanti al computer e subito riceve un altro incarico via mail: sarà lui con Ocra Officina di architettura a eseguire la progettazione definitiva e a dirigere i lavori del Muvis, il Museo del vino e delle scienze agroalimentari, il più grande museo d’Europa dedicato al vino, a Castiglione in Teverina, nel Viterbese, Lazio. «Una bella sfida anche questa», commenta a caldo, al telefono dal suo ufficio di via Marconi nel capoluogo emiliano.

Intanto, una grande sfida Cara l’ha già vinta a pieni voti: lo scorso marzo, l’architetto di Lodè si è aggiudicato la gestione dell’innovativo Maicc, il Museo multimediale autodromo di Imola Checco Costa, un nuovo spazio espositivo altamente tecnologico nel complesso sportivo del celebre circuito automobilistico. Con Tbs group ci sono anche altre due realtà italiane, la Space Spa di Prato e la Ett Spa di Genova. Un progetto davvero ambizioso, destinato a svilupparsi nei prossimi cinque anni e che ha aperto le porte lo scorso 10 aprile con una mostra unica dedicata al mito di Ayrton Senna. “Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti” è il titolo dell’evento. «Nessuna immagine dello schianto mortale (l’incidente in cui perse la vita il campione brasiliano di Formula 1 risale al 1° maggio 1994, nel 14° Gran premio di San Marino, ndr) né del funerale – sottolinea Gian Giacomo Cara –. Piuttosto, una mostra per celebrare la vita di Senna, catapultando il visitatore in uno spazio metafisico e atemporale, dove si racconterà attraverso una complessa e innovativa rete di supporti digitali la vita di Ayrton Senna, pilota, uomo e mito, proprio nel luogo che lo ha visto protagonista assoluto di indimenticabili imprese sportive».

Specializzato in architetture effimere e scenografie, da quelle teatrali a quelle museali, Gian Giacomo Cara è arrivato a Bologna subito dopo il diploma al Geometri all’Itcg Oggiano di Siniscola. Ingegneria all’università della Dotta, poi Architettura nella vicina Cesena. Quattro anni fa ha fondato lo studio di progettazione Ocra, Officina creativa di architettura, assieme ad altri due senior architect. Elisa Tranfaglia («diventata mamma lo scorso autunno») e Davide Monciatti. Il braccio operativo Tbs group, acronimo di The Best Solutions, è arrivato dopo, come braccio operativo che oggi può contare su una squadra di 30 professionisti. Gian Giacomo Cara è l’amministratore di entrambe le società. E tra un impegno e l’altro, riesce persino a tenere corsi intensivi all’Accademia di belle arti, sempre a Bologna. Dove ha anche messo su famiglia, con Francesca Deias, anche lei sarda, di Samugheo, avvocato specializzata in mediazione extragiudiziale: hanno un bambino di cinque anni, Luciano.

Luciano, proprio come il padre di Gian Giacomo Cara, geometra lodeino morto nel 1999 quando il figlio era all’università. «Io faccio cose più effimere, ma la metodologia di lavoro la devo a mio padre» racconta con orgoglio il general manager tornando indietro con la memoria fino agli anni passati all’ombra del Montalbo, nella casa di via Mannu, a due passi dalla piazza Villanova. «Studiavo e lavoravo con mio padre» dice con un filo di voce. «Uscio e bottega, come la chiamano da queste parti» sottolinea domando l’emozione.

Casa e studio, studio e casa, insomma. Con mamma Agnese, una vita da maestra elementare in paese, stimata da intere generazioni, e la sorella Stefania Lia, più grande di un anno (anche lei laureata a Bologna, Lettere moderne), e il fratello Alessandro, più piccolo di un anno (lui ora lavora a Milano). «Mi sono specializzato nella parte artistica, piuttosto che in quella tecnica» riprende fiato l’architetto chiamato prima a progettare e ora a dirigere il Maicc, teatro di una delle più grandi storie sportive legate al mondo dei motori.

È qui che rivive il mito intramontabile di Senna. Con la mostra “Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti” (curata da Matteo Brusa) che accompagna i visitatori in un percorso che va dal primo Kart del campione fino alla sua ultima monoposto di F1, l’imbattibile Williams, dalle tute di gara ai suoi inconfondibili caschi. «È soprattutto un percorso tra le emozioni di Senna» aggiunge Gian Giacomo Cara. «Gian Giacomo Angelo Cara, per la precisione» scherza. Giacomo era il nonno paterno; Angelo (Farris) era il nonno materno. «Appena posso tornerò a Lodè, a Pasqua non ce l’ho fatta, d’estate sarò a La Caletta con i miei» garantisce il manager.

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