(LA VIGILIA DELLA GRANDE SFIDA) GIANMARCO POZZECCO, L’ALLENATORE DELLA DINAMO SASSARI RINGRAZIA TUTTA LA SARDEGNA: “COMUNQUE VADA ABBIAMO GIA’ VINTO”

L’abbraccio tra Pozzecco e Marco Spissu al termine della sfida che ha portato Sassari sul 3-3

Giocarsi una stagione in 40 minuti (o forse più) è quanto di più crudele e bello ci possa regalare lo sport. Negli Usa dicono che le due parole più incantevoli nel mondo delle varie palle, ovali o rotonde che siano, sono “Game Seven”. E hanno ragione. C’è pure chi dice che una gara-7 la si guarda anche se è una sfida tra formiche rosse e formiche nere. Insomma, di più non si può. Venezia e Sassari sono pronte, sfinite alla meta ma cariche come molle per l’appuntamento col destino. La febbre del sabato sera raggiungerà 40° e pure più è fantastico che due club che meriterebbero entrambi il tricolore siano arrivati all’ultima sfida per veder scendere dal soffitto quei coriandoli bianchi, rossi e verdi che sono il simbolo di un traguardo tagliato a mani levate.

Gianmarco Pozzecco non è un allenatore come gli altri perché non è mai stato un giocatore come gli altri e mai sarà una persona come tante altre. La sua unicità, la sua spontaneità, metteteci pure l’incapacità di non andare oltre i limiti quando forse sarebbe saggio farlo, ci hanno regalato qualcosa in più in una sfida fatta anche di polemiche e frecciatine al curaro. Lui dice quello che tanti pensano ma sono troppo politically correct per esporsi. Poi deborda magari. Ma quello è, genuino al 100%, prendere o lasciare. Le sue lacrime al termine di gara-6 fotografano il personaggio e tutta l’Isola, sempre felice: “Questi ragazzi si meritavano di non perdere in casa di fronte alla Sardegna – ha detto il Poz nel dopo gara – Hanno fatto di tutto perché ciò non accadesse, lo ha fatto la gente in modo estremamente appassionato e civile. Dobbiamo essere tutti orgogliosi, io mi reputo un uomo felice perché sono capitato in un’isola fantastica. La gente mi ferma per strada e mi ringrazia ma in realtà sono io che devo ringraziare tutti voi. Finale bellissima, che vedrà un vincitore ma lo sconfitto dovrà essere altrettanto orgoglioso, nello sport la cosa più bella è vincere ma non è la cosa più importante. Noi abbiamo già vinto tutti insieme poi se dovessimo riuscire a mettere la ciliegina sulla torta è logico che l’Isola esploderà ma esploderà comunque, quando torneremo a casa in Sardegna ci accoglieranno in ogni caso trionfanti. C’era una cosa che mi faceva soffrire, non l’ho detto ai ragazzi per non mettere pressione, ma io volevo stare ancora due giorni con loro”.

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