SARDI IN EMILIA CON IL CIRCOLO “NURAGHE” DI FIORANO MODENESE, TANTI EMIGRATI PER LAVORARE LA CERAMICA SIN DAGLI ANNI ‘60

ph: Mario Ledda
di ALBERTO MEDDA COSTELLA

Fiorano in cinquant’anni è passata da paese di 5.000 abitanti a cittadina di oltre 17.000 – spiega Mario Ledda, presidente del circolo Nuraghe. La scelta di non avere la sede a Modena, città capoluogo, non è casuale. La cittadina – che insieme a Sassuolo e Maranello forma un unico agglomerato – è parte del distretto della ceramica emiliana. Qui, a partire dagli anni ’60, sono arrivati tantissimi lavoratori, molti dei quali dalla Sardegna, compresi i genitori di Mario, partiti da Burgos per impiegarsi nelle nascenti fabbriche. Prima del boom economico questa zona era considerata area depressa. Sono arrivato con la famiglia nel ’64, anche se c’erano già mio fratello e mia sorella. Mia madre non voleva avere due figli lontani – riprende Mario.

Questa parte della pianura padana, se non parla di ceramica, fa sentire la propria voce col rombo dei motori. Le scuderie Maserati, Lamborghini, Ducati hanno sede non lontano da qui, ma la Ferrari è di casa. Mario, maestro elementare, è stato dipendente del comune di Maranello e primo direttore del museo del Cavallino. Avevo avuto un distacco dal mio lavoro per mandato politico. Il comune mi aveva chiesto di rientrare in servizio per aprire il museo Ferrari, che ho poi gestito per 5 anni. Ho diretto anche la biblioteca comunale di Maranello per un anno e poi, fino alla pensione, ho guidato la gestione del palazzo ducale di Sassuolo.

La città di Fiorano, insieme alla confinante Maranello, è gemellata con ben quattro comuni della nostra isola: Burgos, Ozieri, Ittireddu e Bultei. L’origine di questi legami è anche frutto dell’impegno politico di Mario nella sua città di adozione, come vice sindaco per dieci anni, per altrettanti come consigliere e per cinque ancora come assessore.

La sede del circolo occupa un piano di una bellissima villa (eccezionali gli affreschi all’interno), un tempo residenza estiva dei Cuoghi, famiglia che in passato gestiva le terre adiacenti per conto di proprietari terrieri. Oggi il complesso, col giardino e il parco, è completamente circondato da edifici che hanno fatto dimenticare che, tanti anni fa, questa era aperta campagna. Il circolo custodisce anche una piccola collezione di opere dello scultore Pinuccio Sciola e Mario ne ha curato il percorso. La prima volta che Sciola è stato qui era il 1990. Lui veniva molto spesso perché aveva vicino un deposito delle sue opere.

Quando e come è nato il circolo? È nato ufficialmente nel 1974, ma i sardi già si incontravano in un bar gestito da un emigrato.

Quanti sono i tesserati e da quali zone della Sardegna provengono? Coloro che rinnovano regolarmente la tessera sono circa 400, ma il nostro elenco risulta superiore agli 800. Abbiamo soci sia della provincia di Modena che di quella di Reggio Emilia. Il nostro è un circolo a trazione logudorese e la lingua veicolare al nostro interno è il sardo, tanto che alcuni figli degli emigrati, nati e cresciuti in Emilia, lo parlano.

Quali iniziative state portando avanti? Lo scorso ottobre, in occasione del trentennale, abbiamo rinnovato i gemellaggi di Fiorano e Maranello con i comuni sardi. Ogni anno organizziamo la giornata della poesia, dove invitiamo regolarmente un poeta sardo, uno emiliano e uno di un’altra regione. Abbiamo avuto catalani, corsi, ladini, etc. Inoltre, al circolo si tengono lezioni di storia della Sardegna, mentre un tempo avevamo sia il coro che il corpo di ballo, senza dimenticare la squadra di calcio, che ha vinto parecchi trofei.

Com’è visto il circolo nella realtà locale? All’anagrafe del comune di Fiorano e di Maranello sono presenti tutte le province italiane e tante nazionalità. Diciamo che le comunità forti, oltre a quella sarda, sono la siciliana, la calabrese e la napoletana. Ma gli unici ad essersi associati siamo noi e i calabresi. I sardi comunque sono sempre stati ben accettati.

È vero che tra sardi espatriati c’è maggiore collaborazione? Sì. Qui, a differenza di altri gruppi, i sardi si sono impegnati in prima persona in politica, nel sindacato, etc. Anche Maranello ha avuto un vice sindaco, assessori e consiglieri comunali sardi. Prima, partiti come la DC e il PCI cercavano sempre di inserire un sardo in lista, un po’ perché i sardi portavano voti, ma anche perché erano più sensibili rispetto a temi di interesse generale.

Cosa pensi del voto agli emigrati sardi per le elezioni regionali? Noi da sempre abbiamo chiesto che i rapporti con gli emigrati siano gestiti direttamente dal presidente della Regione e non dall’assessorato al lavoro. Purtroppo in passato c’è stata scarsa attenzione al fenomeno dell’emigrazione. Certo, un consigliere regionale sarebbe l’ideale, ma non sarebbe male ugualmente se qualche assessore delle giunte venisse dal nostro mondo.

Si dice che i sardi emigrati e rientrati in Sardegna hanno una marcia in più rispetto a chi non ha fatto questa esperienza. Andare fuori dalla Sardegna aiuta, perché dall’esterno si ha più facilità a cogliere problemi e potenzialità della nostra terra.

per gentile concessione de https://www.arborense.it/

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