IL SOLE NON CI CREDE: LA FRAGILITA’ DELL’UOMO DINANZI AL CREATO NEL LIBRO DI MARIA LUISA CAREDDU

di LUCIA BECCHERE

È un inno al miracolo del creato l’ultima raccolta di poesie Il sole non ci crede Aipsa edizioni, di Maria Luisa Careddu. Il testo, la cui copertina è impreziosita dalla riproduzione dell’opera dello scultore nuorese Michele Ciacciofera in mostra al Man di Nuoro fino al 25 febbraio scorso, nelle pagine interne riporta anche le immagini della fotografa di Mamoiada Francesca Meloni.

I versi liberi, non ingabbiati da punteggiatura e forme metriche sono un intimo dialogo fra la poetessa e la natura che ci fa dono di una armonia salvifica e chiarificatrice che induce il lettore ad una ricerca profonda sul significato delle cose che lo circondano e che danno un senso alla sua esistenza. Di fronte a questo paesaggio incontaminato che l’autrice ci propone si annullano le malvagità e le pochezze terrene per dare spazio ad un rapporto di simbiosi fra l’uomo e il paesaggio “sei ciò che vogliamo / la sponda di un fiume che chiede refrigerio”, fra l’uomo e il sole, “vita, desco e cuore”, astro per antonomasia che riscalda le miserie umane e placa le sue sofferenze. È sempre il sole che con le sue ali dorate governa il tempo e “soffia antico sulla fronte di un viandante”, che muove i sentimenti e cattura il pensiero della promessa sposa fino a perdersi nell’eterno abbraccio dei suoi raggi.

Maria Luisa Careddu, autrice di altre due sillogi, Le ragioni del vento Touché, canta la fragilità dell’uomo di fronte alla grandezza del creato. Nei versi l’uso frequente delle anafore concede forza e potenza al suo pensiero racchiuso nel vento “guerriero indifeso e testardo”, nelle felci che “volano verso il cielo” e nelle nuvole “intrecciate di vento e musica”. I fenomeni atmosferici vivono nel contrasto degli ossimori che evocano la potenza e il mistero del creato popolato da “ombra e luce, quiete e frastuono, dubbi e certezze”. Rime che contemplano l’incanto dinanzi al candore di un uccellino che farfuglia la notte, ad un cagnolino che timido si lamenta della sua solitudine mentre la natura si anima e partecipa alla vita: la nube fa posto al sole, il sentiero notturno sussurra alle stelle, le acque scuotono la menta sui bordi scoscesi e ne emanano il forte profumo. È un dialogare sommesso e incessante che nutre il cuore e la mente, è un invito alla riflessione e alla condivisione, a far parte del creato in assoluta libertà: “libere voci cantano in liberi cieli” per identificarsi prima ed annullarsi poi con la natura fino ad essere “solo luce, luce di terra e di mare”.

“La felicità che cos’è? Esiste? Si domanda l’autrice. La risposta è solo nel silenzio della natura dove alberga la verità e dove anche l’amore, sentimento intimo che non da tregua, è un compagno di vita che si annulla ogni istante, si perde nei meandri del vento e delle nuvole e si nasconde nella penombra di una sera di stelle e di sangue per rifiorire con la luce e l’attesa. Solo dopo un lungo e sofferto percorso io tu potranno diventare noi, “due gemme vive della stessa cima”, un solo sguardo proteso verso la luce.

La vita è fatta di attese del giorno prima e mai di certezze del dopo, di istanti che fuggono ma anche di opposti che si cercano: “di spazi e di limiti” baciati da piogge dorate “come le falaise della vita”.

Ma la vita è fatta non soltanto di scelte, di indecisioni, di rinunce, di sentieri e di mete condivise, di lune bugiarde, di colline e ruscelli, di salite e discese ma anche di piccole cose, di un bacio rubato che spalanca spazi infiniti “dell’eterno blu” dove si dissolve la prima tempesta celeste e dove la ragione si smarrisce.

E l’autrice si interroga anche sulla bellezza e sulla verità dell’amore per poi affermare che nessuna certezza appartiene all’uomo. Chi soffre per amore è indotto a non crederci, ad affermare che la coerenza non paga e che anche la speranza è codarda e ingannevole. L’amore è fatto di istanti fugaci, di attimi sospesi e d’inutili attese. L’amore è lo sguardo di due gemme proteso verso la luce. “Una virgola che insegue inutilmente il punto”.

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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