“IL CLAN DEI RICCIAI” DI PIETRO MEREU VINCE IL PREMIO DI DISTRIBUZIONE “UCCA-L’ITALIA CHE NON SI VEDE” NELL’AMBITO DEL BIOGRAFILM FESTIVAL DI BOLOGNA

Pietro Mereu ph by Francesco Inglese

di BRUNO CULEDDU

Ancora buone notizie per il cinema sardo. Si è appena concluso il Biografilm Festival di Bologna con due importanti riconoscimenti per Pietro Mereu e Igort.

Il documentario “Il Clan dei ricciai”  di Pietro Mereu si porta infatti a casa il Premio UCCA (Unione dei Circoli Cinematografici ARCI) L’ITALIA CHE NON SI VEDE.
La giuria del premio formata da Maria Luisa Brizio, Alice Bolognesi e Letizia Lucangeli lo ha decretato miglior film del Concorso Biografilm Italia con la seguente motivazione: “Il clan dei ricciai di Pietro Mereu ha saputo raccontare con naturalezza ed eleganza una storia di riscatto e dignità attraverso una solida narrazione e immagini nitide e poetiche di volti e luoghi”.

Alla cerimonia di premiazione svoltasi il 20 giugno presso l’Oratorio S. Filippo Neri di Bologna hanno presenziato, tra i tanti, l’attore Marcello Fonte, premiato come migliore attore a Cannes 2018 e vincitore del Nastro d’Argento per la sua interpretazione in Dogman di Matteo Garrone, lo storico compositore britannico Micheal Nyman e il grande direttore della fotografia Ed Lachman.

 

“Il Clan dei ricciai” si è aggiudicato un assegno di 1.000 euro e un accordo di distribuzione nazionale con “L’Italia che non si vede. Rassegna Itinerante di Cinema del Reale” a cura di UCCA.

“Sono molto felice – ha commentato il regista – che il mio film abbia vinto questo premio perché l’Italia che non si vede è proprio quella che ho cercato di mostrare con “Il clan dei ricciai”. L’Italia che non si vede è quella che ha tante storie interessanti da raccontare. Ringrazio i produttori che hanno creduto nel progetto, il Biografilm per averlo accolto e la Sardegna Film Commission per averlo sostenuto e continuare a sostenerlo”.

La pellicola è stata prodotta dalla Drive Production Company di Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Primo Reggiani e Eros Galbiati e realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e del Comune di Cagliari – Fondo Filming Cagliari.

L’opera è riconosciuta di interesse culturale dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – MiBACT Direzione generale cinema.

Il docufilm di Mereu si addentra tra i quartieri popolari e i mercati cagliaritani, il golfo, il carcere di Uta e l’ex carcere di Buon Cammino per raccontare la vita di un piccolo gruppo di ex detenuti. Andrea, Massimo, Simone e Bruno hanno trovato il loro riscatto con la pesca dei ricci. Un lavoro faticosissimo che si svolge nei mesi più freddi dell’anno. Un mestiere duro che restituisce però voce e dignità a tante persone dimenticate dal mondo, uomini che cercano di superare il passato e prendere il controllo della propria vita. Commentato dalle canzoni del popolare Joe Perrino, il film getta uno sguardo amaro e autentico sulla vita dei carcerati e sulla loro lotta quotidiana per reintegrarsi nella società.

Il Festival di Bologna ha visto tra i protagonisti anche il cagliaritano Igort.

Il Premio del pubblico al miglior film di Biografilm Art & Music è andato infatti a “Manga do, Igort e la via del manga” di Domenico Distilio, ex aequo con “Le Circostanze, i romanzi disegnati di Vittorio Giardino” di Lorenzo Cioffi.

Ricordiamo la sinossi del documentario su Igort. Il regista Domenico Distilo ha seguito il fumettista cagliaritano in Giappone in un lungo viaggio nel quale l’autore ha incontrato luoghi e persone che sono serviti da base per la composizione de Il Vagabondo del manga. Quaderni giapponesi II. Matita e acquerelli alla mano, l’artista ricorda le sue esperienze disegnando i paesaggi e i personaggi incontrati. Osservando un Giappone antico e immerso nella natura, Igort riflette sul tempo e sulla cultura di un Paese lontano e affascinante che ha influenzato non solo la sua arte, ma anche la sua percezione della vita e dell’esistenza.

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