LA GIORNATA CONTRO LE MAFIE E PER LA LEGALITA’: IN RICORDO DI ANTONIO PUBUSA, MEDAGLIA D’ORO AL CARABINIERE DI NUXIS CADUTO A PALERMO

di TITO SIDDI

Per la “Giornata contro le mafie e per la legalità”, indetta dell’Associazione Culturale “Le Sorgenti” di Nuxis, è stato ricordato Antonio Pubusa, medaglia d’oro, carabiniere di Nuxis caduto a Palermo in località Bellolampo nel 1949 con altri sei militari nella lotta contro la banda Giuliano. Le cerimonie prevedevano la scoperta una targa nella casa natale di Antonio Pubusa e poi, nel salone del Centro sociale, un incontro con gli studenti delle Scuole medie di Nuxis e Santadi alla presenza del dottor Mauro Mura, già Procuratore della Repubblica e coordinatore dell’antimafia in Sardegna. La scoperta di una targa ricorda un fatto lontano. La morte in Sicilia, per mano della banda di Salvatore Giuliano, di un giovane carabiniere di Nuxis: Antonio Pubusa allora ventitreenne. Con lui trovarono la morte altri sei carabinieri. L’eccidio fu consumato alle ore 21.30 del 19 agosto del 1949 in località Passo di Rigano, una piccola borgata alle porte di Palermo, che era un passaggio obbligato di accesso al capoluogo siciliano, con l’esplosione una potente mina anticarro, collocata subdolamente lungo la strada. La deflagrazione investi l’ultimo mezzo della colonna, con a bordo 18 Carabinieri, composta da 5 autocarri pesanti e da due autoblindo che trasportavano complessivamente 60 unità del “XII Battaglione Mobile Carabinieri” di Palermo che si stavano recando in una località vicina dove era avvenuto un attentato. L’esplosione dilaniò il mezzo e provocò la morte di sette giovani Carabinieri, di umili origini, provenienti da varie città italiane tra cui Antonio Pubusa classe 1926 di Nuxis. Altri 10 carabinieri rimasero feriti, alcuni subendo gravi mutilazioni. Ai funerali, svoltesi nella Cattedrale di Palermo, che furono officiati dal Cardinale Ernesto Ruffini, partecipò una grande folla e tutte le Autorità del capoluogo regionale, nonché rappresentanti del Governo nazionale. Nel 1992, a ricordo dei caduti, l’Amministrazione comunale di Palermo, ha eretto un monumento nei pressi del luogo dell’eccidio. I nomi sono stati inseriti dall’Associazione Libera nell’elenco delle vittime della mafia e poi dopo tanti anni il presidente della Repubblica, il 27 aprile dello scorso anno, ha conferito ai caduti la medaglia d’oro al merito. A queste vittime della mafia Nuxis ha rivolto un accorato e sentito pensiero. Alla manifestazione erano presenti con un folto numero di carabinieri, sia in servizio attivo, e di reduci che hanno con la loro consistente partecipazione dimostrato vicinanza alla famiglia Pubusa e all’intera cittadinanza di Nuxis. Don Marco Farris, parroco di Nuxis e l’Associazione Genitori Nuxis e lo Speleo Club Nuxis, molto attiva in paese. Alla presenza del sindaco Deias e di una rappresentanza dell’Amministrazione Comunale del paese, dei sindaci di Giba, Masainas, Narcao, Santadi e Villaperuccio, di una parte degli studenti delle scuole secondarie di I° grado dell’Istituto Comprensivo di Santadi con i rispettivi docenti, di alcuni rappresentanti delle associazioni culturali operanti nel territorio comunale e della popolazione del paese, il presidente dell’associazione ha ricordato gli eventi per cui il carabiniere Pubusa, nell’esercizio del suo dovere, ha perso la vita insieme ad altri sei suoi compagni. A seguire è avvenuta la scopertura di una targa commemorativa, apposta sui muri della casa natale del militare, a imperitura memoria degli avvenimenti. La giornata è proseguita presso la sala convegni del centro sociale di Nuxis. Dopo il saluto di benvenuto del sindaco del centro sulcitano è iniziata l’esposizione dei lavori eseguiti dagli studenti delle scuole secondarie di I grado di Nuxis e Santadi culminata cantando tutti insieme la canzone “Pensa” di Fabrizio Moro che ha raccolto unanimi consensi tra gli intervenuti, per il profondo significato del testo e per la qualità della canzone. L’associazione ha portato il proprio contributo alla manifestazione sia con la proiezione di un video storico dell’Istituto Luce in cui avviene il racconto dell’eccidio di Bellolampo che di una breve dissertazione sul legame indissolubile tra legalità e libertà. A tale concetto si è legato il discorso tenuto dal magistrato Dottor Mauro Mura, ex procuratore di Cagliari, che dall’alto della sua esperienza e competenza ha approfondito e meglio calibrato i pensieri in precedenza espressi. L’ultima relazione è stata esposta dal Capitano Lucia Dilio che ha sottolineato la gratitudine che si deve avere per chi, proprio come Antonio Pubusa, ha offerto la propria vita per la nostra libertà, e la conseguente riconoscenza verso chi svolge attualmente il ruolo di difensore di questi alti ideali.

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