“SARDI NEL MONDO – COSTRUTTORI DI PACE” DI BEPPE MELONI: LA PRESENTAZIONE IL 24 MARZO NELL’AULA CONSILIARE DI ORISTANO ALLE ORE 18

di Gian Piero Pinna

Qualche anno fa, presentando una manifestazione dell’associazione “pARTIcORali” nella sala dell’UNLA in occasione della Sartiglia, Anna Maria Capraro, sempre in prima fila nelle manifestazioni che contano, ricordava il quotidiano impegno del pubblicista Beppe Meloni, che con i suoi cinque volumi sulla storia e la civiltà arborense, impreziositi da inedite foto d’epoca, ha attraversato anni ed eventi per ricostruire un mondo scomparso, con le sue figure, i suoi ambienti e i suoi costumi. Alla monumentale storia del Convitto “Canopoleno” di Sassari, edito da Carlo Delfino nel 1997, con presentazione dello storico Manlio Brigaglia, sono seguiti nell’arco di un ventennio, i cinque volumi sulla storia arborense: “Oristano,memoria e cronaca” (2000), “Oristano, Novecento e dintorni” (2003), “Oristano, piccola città” (2010), editi da S’Alvure di Silvio Pulisci. E ancora “I Magnifici Sette” (2010), biografie di oristanesi illustri, Antioco Zucca, Raimondo Bonu, Raimondo Carta Raspi, Carlo Contini, Antonio Garau, Ovidio Addis e Peppetto Pau, e infine, nel 2014 “Gli Eroi di Pietra”-Mont’e Prama-Mito e Misteri, storia e cronaca della scoperta archeologica del Sinis, editi dalla Casa Editrice Roberto Cau. Quelli di Meloni, sono tutti autentici “viaggi della memoria”, che percorrono la storia arborense dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, cogliendo i risultati di una lunga collaborazione con le più importanti testate giornalistiche e associazioni culturali della Sardegna. E le aggregazioni dei ricordi non sono casuali, ma creano, attraverso inusitate geometrie, insieme alle bellissime immagini in bianco e nero che le accompagnano, l’aria particolare della “vecchia Oristano”. Quella definita da Roland Barthes come “l’ombra luminosa che accompagna il corso mentre si delinenano i grandi mutamenti della storia e della società cittadina, e si prepara l’alba del Duemila”. L’ultimo lavoro del “decano” dei giornalisti oristanesi a cura della casa editrice Delfino di Sassari, sarà presentato nella sala degli Scolopi del consiglio comunale di Oristano, è “Sardi nel Mondo – Costruttori di Pace”. Storie e biografie di ben tredici personaggi, che hanno onorato la Sardegna in giro per il mondo: Giorgio Francesco Mameli, a lungo ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Angelo e Francesco Corrias, padre e figlio di Ghilarza, diplomatici di alta classe nell’Italia del Novecento, monsignor Mario Roberto Cassari, alto prelato ghilarzese , dall’Africa alla Nunziatura Apostolica di Malta, deceduto nei mesi scorsi a settantaquattro anni prima di far rientro in sede, Ettore Sequi, anche lui con origini ghilarzesi, “ambasciatore dal garbo infinito” dall’Afghanistan alla Cina, giunto di recente in Sardegna per un importante missione commerciale, Bruno Stiglitz, educatore oristanese e ambasciatore di cultura in America Latina per conto dell’UNESCO, Ruggero Corrias da Santiago del Cile a Sarajevo con la Sardegna nel cuore, Gabriele Annis, “oristanese verace” che ha portato in Brasile e in Paraguay una ventata di sardità, Agostino Chiesa Alciator, diplomatico impegnato e finissimo narratore. Al suo straordinario impegno per l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, si deve il ritorno del premio Nobel per la letteratura in Italia. Autore fra l’altro del pregevole volume “Il Papa dal naso mozzato – Giovanni XVI fra due Imperi – Da Rossano a Liegi 930-1113 (Morlacchi Editore)”. Francesco Mugheddu, osservatore internazionale al servizio della pace, autore del bel volume “L’ostinazione al servizio della Democrazia”, con prefazione del musicista Paolo Fresu, presentato con successo nella sala UNLA di Oristano. Rossella Urru, la giovane cooperante di Samugheo prigioniera in terra algerina, Nicolò Machiavelli, “nomen omen”, un uomo un destino, diplomatico scomparso all’inizio della carriera, e Gianni Rosa, giornalista e scrittore di razza, una vita a Bruxelles, alto funzionario alla Comunità Europea, entrambi cuglieritani. “Sardi nel mondo” è un titolo evocativo forte, un nuovo capitolo della ricerca continua che l’autore compie per raccontare, in una manciata di esistenze, un passo diverso della vita. Un ulteriore disegno, come sottolinea Anna Maria Capraro nella presentazione, nella tela finissima che Beppe Meloni in un incessante ripercorrere i sottilissimi fili della vita comunitaria, intesse sull’ordito della grande storia. Al di là dei numeri e delle statistiche, e assolutamente straordinario il fatto che un piccolo lembo di terra a bassa densità di popolazione come la provincia di Oristano, abbia dato al mondo tanti “Costruttori di Pace”. Semplici volontari o brillanti diplomatici, tutti si misurano ogni giorno con le problematiche aperte e vischiose del mondo di oggi, con le sue oscure, incomprensibili vicende. A Oristano, per iniziativa dell’assessore alla cultura, Massimiliano Sanna, una bella esperienza alle spalle al Centro Culturale “UNLA”, che ha già mostrato di voler coinvolgere la città con la manifestazione “ sabato in comune”, al palazzo degli Scolopi, “Sardi nel Mondo – Costruttori di Pace”, uno splendido volume di oltre un centinaio di pagine e un ricco corredo fotografico del giornalista Beppe Meloni, sarà presentato in città dall’operatrice culturale Anna Maria Capraro nel prossimo gennaio, in una serata all’insegna della “oristanesità”, per ricordare personaggi di ieri e di oggi che hanno onorato la città di Eleonora. Analoga manifestazione è in preparazione anche a Ghilarza, il centro del Guilcer che ha espresso, fior di personaggi tra le file della diplomazia del nostro Paese. Tutto sotto la regia di quell’editore di razza che risponde al nome di Carlo Delfino, sempre presente nelle iniziative culturali che contano nella nostra regione, e con il patrocinio della Fondazione di Sardegna. Infine prossimamente, sempre per iniziativa del pubblicista arborense, l’antica e bella storia di famiglia, quella dei Meloni, “intellettuali rurali”, chierici e laici, sullo sfondo del “Risorgimento sardo”del primo Ottocento.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *