IL CANTO D’AMORE PER LA SARDEGNA: IL LIBRO DI MARCO LUTZU “NON POTHO REPOSARE” E I CORI DI BELVI’ A VIMODRONE CON IL CIRCOLO “LA QUERCIA”

di Gianni Demartis

SOCIALE, CULTURALE, RICREATIVO, obiettivi che si prefiggono i circoli dei Sardi e racchiusi nella magnifica ed emozionante giornata del 24 febbraio 2018. Con queste parole il Presidente del Circolo La Quercia di Vimodrone, Carlo Casula, riassume in sintesi la manifestazione che ha avuto luogo presso l’auditorium comunale di Vimodrone, per la presentazione del libro Non Potho Reposare, il canto d’amore della Sardegna di Marco Lutzu. Alla presenza di tanti soci e amici del Circolo, Ottavio Nieddu, ideatore del progetto editoriale oltre che noto conduttore televisivo. ha introdotto e presentato con grande professionalità ed entusiasmo gli illustri ospiti che sono intervenuti e che, con la loro presenza, hanno dato un notevole contributo alla riuscita di questo incontro culturale letterario musicale. A Ignazio Cadeddu è stato affidato il compito di creare la giusta atmosfera eseguendo magistralmente con le note della sua chitarra il brano musicale e protagonista della serata “Non Potho Reposare”. Dopo di che è stata la volta dei saluti iniziali da parte del Presidente del Circolo e dei Sindaci, Dario Veneroni di Vimodrone e Sebastiano Casula di Belvì, che hanno espresso il loro gradimento per questo evento, ipotizzando anche l’idea di un possibile gemellaggio tra i due comuni, considerato gli ottimi rapporti che negli anni si sono consolidati tra il Circolo la Quercia e le varie amministrazioni comunali che si sono alternate nelle varie legislature a Vimodrone. Dopo i saluti istituzionali è la volta dell’autore del libro Marco Lutzu che illustra, con coinvolgente passione, la storia di questa splendido brano che, considerato come una canzone della tradizione Sarda, in realtà nasce come musica d’autore scritta. Frutto di una accurata ricerca condotta da Marco Lutzu nell’arco di due anni, il libro ripercorre la storia di una canzone d’amore che nei Sardi suscita un forte sentimento identitario. Per conoscerne la storia, bisogna partire dagli autori: Salvatore Sini che scrisse la poesia A Diosa e Giuseppe Rachel che ne mise in musica i versi mantenendo lo stesso titolo della poesia. È passato ormai più di un secolo dalla composizione di questo brano dal quale derivano, direttamente o indirettamente, tutte le successive versioni di Non Photo Reposare. Versioni che negli anni sono state interpretate da tantissimi artisti sardi e non solo, e alle quali ognuno di loro, ha dato una interpretazione personale adattandole al proprio genere musicale. Il CD allegato al libro raccoglie alcune tra le più significative versioni, appositamente scelte per il loro valore documentale oltre che per le qualità artistiche degli esecutori. Tra i più noti troviamo le interpretazioni di Maria Carta, Angelo Parodi e Paolo Fresu. Per dare la possibilità agli amici e soci non Sardi del Circolo e comprendere il significato dei versi, durante la presentazione del libro e con l’ausilio di un video, il testo originale è stato tradotto in Italiano e grazie alla splendida voce narrante di Daniela Deidda ha suscitato ancora una volta una grande emozione tra i presenti. Di notevole interesse e curiosità l’intervento del professor Simone Pisano, laureato in Glottologia, ha conseguito il Dottorato in Linguistica Generale e Storica presso l’Università di Pisa, per la minuziosa analisi delle forme verbali di numerose varietà sarde e sulla complessità dello spazio linguistico della Sardegna. Molto bella è apprezzata l’esibizione del Coro Femminile Stella Spendens e del Coro Maschile Sos Ordinagos, entrambi provenienti da Belvì e diretti dal Maestro Gigi Oliva e in modo particolare, quando hanno eseguito contemporaneamente la versione di A Diosu e A Diosa. Per ricordare questo evento, il Presidente del Circolo La Quercia e i componenti del direttivo, hanno creato un video, proiettato durante la manifestazione, che rappresenta il percorso delle numerose tappe svolte nei comuni della Sardegna per la presentazione del libro, prima di uscire dai confini regionali, scegliendo Vimodrone come prima tappa in assoluto.

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