L’ARTE E LA VITA IN 150 MURALES: BREVE EXCURSUS PER LE VIE DI ORGOSOLO TRA PABLO PICASSO E JOAN MIRO’

Ph. Stefania Serra . La Gioconda – Murales di Orgosolo

di Salvatore Lampreu

Chi se lo sarebbe mai immaginato che per ammirare la Gioconda sarebbe bastato andare a Orgosolo, nel cuore della Barbagia? Eh si, avete letto bene, ho scritto proprio la Gioconda (sardinian version ovviamente). Ma quello di Monna Lisa non è stato l’unico incontro incredibile che ho fatto in questo variopinto e antico borgo di poco più di 4.000 abitanti, posto a oltre 600 metri di altitudine e circondato da aspre montagne.

Orgosolo è infatti un museo a cielo aperto e alla portata di tutti coloro che hanno voglia di scoprire una Sardegna diversa, alternativa e, se si vuole, complementare a quella delle spiagge! Una Sardegna che parla di cultura, di pastoralismo, di resistenza, che non si arrende agli orrori della guerra e di un mondo sempre più violento, che crede nella pace e che ama l’arte. Orgosolo è un paese dove in pochi metri puoi incontrare i mondi di Pablo Picasso, di Diego Rivera, di Joan Mirò e di Frida Kahlo.

A Orgosolo c’ero già stato da bambino con i miei genitori e ci sono tornato l’anno scorso con gli amici di Instagram Sardegna, in occasione di un riuscitissimo Instameet alla scoperta di alcuni tesori culturali e ambientali del centro Sardegna. Poco prima avevamo infatti fatto tappa alle suggestive Tombe dei Giganti dell’area archeologica Madau, in agro di Fonni, e a Monte Novo San Giovanni, nel territorio di Orgosolo, dalle cui pendici abbiamo potuto ammirare un panorama strepitoso. Direi che si è trattato di un’esperienza straordinaria e assolutamente da ripetere e da consigliare!

Ma già che eravamo in zona, non potevamo assolutamente non fare una passeggiata fotografica per le vie di Orgosolo che, per chi non lo sapesse, è considerato in Sardegna una sorta di roccaforte, dai tratti un po’ romantici, della resistenza ai soprusi perpetrati dai poteri forti, ruolo sicuramente guadagnato a pieno titolo dopo i fatti di Pratobello del 1969, quando la popolazione unita in una forte azione di protesta riuscì a scongiurare la militarizzazione del territorio.

Di Orgosolo avevo conservato, nella mia mente, un bellissimo ricordo. Se torno indietro nel tempo, a quando avevo 10 o 12 anni, rivedo quel paese che mi sembrava così diverso rispetto agli altri a cui era abituato, così colorato, con tutti quei disegni sui muri, mi sembrava un posto incantato e così … gentile! Si, ecco, se dovessi definire Orgosolo con un aggettivo, direi che si tratta di un luogo gentile perché estremamente gentili erano state le persone del posto con me, nelle parole, nei gesti, nel tono della voce!

Solo qualche anno più tardi ho avuto conferma di quanto Orgosolo sia effettivamente un paese immensamente ospitale e accogliente, rendendomi conto che quei bellissimi ricordi d’infanzia non erano frutto di una fervida immaginazione ma l’esito di un’effettiva esperienza vissuta appieno.

In Sardegna ci sono diversi paesi che vantano la presenza di bellissimi murales tra cui Tinnura, San Sperate e Villamar. In questa cornice, un ruolo speciale è ricoperto da Orgosolo dove si contano oltre 150 murales che, di casa in casa, di muro in muro, di strada in strada, ti guidano alla scoperta del paese e del mondo intero! Grazie ai murales di Orgosolo puoi compiere l’esperienza unica di un viaggio emozionale che percorre luoghi, correnti, movimenti storico-culturali e politici passati e attuali. Fermarsi ad ammirare i suoi murales è come un po’ come assistere a una lectio magistralis di geografia politica o di arte contemporanea col risultato che quello che apprendi, grazie alla potenza delle immagini, ti resta indelebilmente scolpito nella memoria! Il primo murale di Orgosolo, risalente al 1969, fu realizzato da “Dioniso”, un gruppo anarchico milanese. Il fenomeno del muralismo esplode però nel 1975 quando professor Del Casino inizia a dipingere alcune pareti spoglie del paese, aiutato dagli alunni della scuola media e da altri artisti.

I temi dei murales di Orgosolo sono quelli della protesta, della resistenza nei confronti dei nazi-fascisti, delle dure condizioni delle carceri, della politica (celebre il dipinto di Gramsci) e della guerra. In un secondo momento, a partire dagli anni Ottanta, iniziano ad essere rappresentati i momenti legati alla vita di tutti i giorni come la tosatura delle pecore, la mietitura del grano o l’accudimento dei figli. Non mancano tuttavia le grandi tematiche di portata internazionale come quelle dell’emigrazione, dell’inquinamento, della violenza e del terrorismo.

Oltre alla denuncia, il messaggio è tendenzialmente quello della speranza e della fiducia in un mondo migliore.
Molti dei murales di Orgosolo, con gli uomini squadrati e con le donne dai fianchi larghi, sono realizzati in uno stile certamente cubista e i riferimenti al grande maestro Picasso sono evidenti! Così in un muro della via principale del paese è possibile imbattersi in una riproduzione di Guernica, l’opera che Picasso realizzò ispirandosi agli orrori della seconda guerra mondiale, durante la quale la cittadina basca di Guernica fu rasa letteralmente al suolo. Frequenti anche gli stili espressivi dei muralisti messicani degli anni Venti, le dediche a Mirò con una piazza interamente dedicata e i riferimenti a De Andrè e ai suoi versi.

I murales di Orgosolo presentano spesso, accanto alle immagini coloratissime, delle didascalie e delle scritte che aiutano a comprenderne meglio i significati! Che altro dire su Orgosolo! Davanti ai suoi murales ogni parola risulta superflua! Sperando però di avervi incuriosito almeno un po’, vi invito a fare un salto in questo coloratissimo angolo di Barbagia e godere anche voi di tanta bellezza! 

https://sardiniamood.com/

Una risposta a “L’ARTE E LA VITA IN 150 MURALES: BREVE EXCURSUS PER LE VIE DI ORGOSOLO TRA PABLO PICASSO E JOAN MIRO’”

  1. Bello l’articolo e sopratutto bello il punto di vista direi benevolo con il sardissimo villagio ! Ho visto Orgosolo una volta sola durante il mio primo viaggio nell’isola nel lontano 1975* ! Pero rammento sempre questi giorni passati al Petit Hotel e anche la gente cosi gentile come dice l’autore… Mi sembra che i murales allora erano meno artistici (voglio dire con meno riferimento al arte dei grandi pittori) e piu “paesani” direi…
    Evviva Orgosolo !
    Claude SCHMITT
    * Ne parlo con benevolenza anche me nel mio libro “Sardegna, nel cuore” (Della Torre, 1977)

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