I BALLI DEL GRUPPO “AMEDEO NAZZARI” DI BAREGGIO (MI): SERATA FOLKLORISTICA A ZURIGO ORGANIZZATA DALL’UNIONE EMIGRATI SARDI “EFISIO RACIS”

di Andrea Basoli

L`Unione Emigrati Sardi “Efisio Racis” Zurigo con la collaborazione della Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera e con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna ha organizzato il Sabato 18 novembre 2017, con una straordinaria partecipazione di pubblico sardo e non, una Serata Folkloristica Sarda presso la sala “Don Bosco” della Missione Cattolica di Lingua Italiana di Zurigo.

Grossa era l’attesa di poter di nuovo presentare ai soci e ai simpatizzanti della Sardegna uno spettacolo folkloristico di alto livello dopo qualche anno di famelica attesa.

La scelta del Gruppo Folk dell’Associazione Culturale “Amedeo Nazzari” è stata, da parte del Circolo “Efisio Racis”, un investimento sicuro, avendo già avuto modo nel dicembre 2005 di ammirare, in occasione del suo 35° anniversario della fondazione, la grande professionalità del programma presentato dal gruppo di Bareggio e Cornaredo (MI).

Il Gruppo Folk, nato nel settembre 1999, persegue l’intenzione di mantenere vive le tradizioni di un popolo di antica cultura come quello sardo anche al di fuori della terra madre. L’impeccabile presentazione di Anna Deias ci ha fatto tra l’altro conoscere in dettaglio i costumi campidanesi indossati dal gruppo che comprende ballerini di tutte le età, dalla giovanissima Sofia a maturo e sfortunato Franco Giorgio D’angelo che, un paio di giorni prima dello spettacolo, ha dovuto subire un’operazione alla spalla costringendolo in panchina. Tra tutti i protagonisti ha molto impressionato l’agilità di Claudio che, nel suo gioco di piedi, ricordava la classe di un Cristiano Ronaldo formato “Quattro Mori”. La professionalità, la gentilezza e la disponibilità dei danzatori hanno conquistato tutto il pubblico che ha fatto la fila per scattare qualche foto insieme al variopinto gruppo. L’associazione “Amedeo Nazzari” ha infine consegnato al Circolo di Zurigo un suo gagliardetto come testimonianza della reciproca stima.

La riuscita dello spettacolo è dipesa in modo fondamentale dall’apporto dato dai tre strabilianti musicisti che hanno accompagnato tutti i balli e che si sono esibiti in diversi intermezzi musicali dimostrando una padronanza assoluta degli strumenti tradizionali (Organetto, Launeddas, Sulittu e Trunfa) che si sono susseguiti tra le loro instancabili dita. Avevamo già avuto modo di ammirare la classe di Matteo Muscas alle Launeddas in occasione della Mostra Archeologica “Sardegna – L’Isola delle Torri” nel 2016 a Zurigo; oggi possiamo aggiungere i nomi di Tore Agus (Organetto e Launeddas) e di Nicola Diana (Sulittu e Launeddas) all’elenco dei migliori musicisti sardi che si sono esibiti in Svizzera: è stato un grande onore averli nella nostra manifestazione.

La ciliegina sulla torta è arrivata con la spontanea esibizione di Renzo Scanu che ha cantato, con l’ausilio delle Launeddas suonate da Muscas e Diana, l’ultima canzone dello spettacolo, l’immancabile “No Potho Reposare” accompagnato dal coro del Gruppo “Amedeo Nazzari” schierato sul palco come ringraziamento finale. Un momento ricco di Phatos che ha fatto rizzare, a quanto pare, i peli di tutti i presenti che ritrovano in questa canzone l’anima stessa della Sardegna.

L’odore invitante dei “Malloreddus al sugo” ha poi invaso la gremitissima sala, ristorando tutti i presenti con i sapori della Sardegna. Un brindisi finale con ottimi vini sardi ha suggellato la riuscitissima serata che ci ha lasciato un po’ di nostalgia nella mente ma che ci ha riconfortato sapendo che la Sardegna è viva anche nel “continente” e soprattutto nei nostri cuori.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

2 commenti

  1. Un grazie di cuore va a tutto il direttivo del circolo Efisio Racis, al presidente Andrea Basoli e al Signor Domenico Scala X l’accoglienza che ci hanno riservato!!!!

  2. abbiamo davvero anche un buon cantante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *