"DOMANI, CHIAMERANNO DOMANI", IL ROMANZO DI ANDREA SALONIA. PRESENTAZIONE A CAGLIARI IL 14 OTTOBRE PRESSO PALAZZO SIOTTO


Sabato 14 ottobre alle 18 nella Sala dei Ritratti di Palazzo Siotto, in via dei Genovesi 114 a Cagliari, avrà luogo la presentazione del romanzo “Domani, chiameranno domani” (Mondadori editore), scritto da Andrea Salonia.
Oltre all’autore, sarà presente lo scrittore Cristian Mannu, vincitore del premio Calvino 2015 col romanzo “Maria di Isili” (Giunti editore).
Interverrà Franco Sardi, consigliere d’amministrazione della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto”.
Coordinerà la serata il giornalista Fabio Marcello.
L’evento rientra nell’ambito delle attività per il ventennale della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto”.

IL ROMANZO:

Augusto C. è esperto dell’acciaio, sa riconoscere “l’odore degli altoforni, il rosso del fuoco, l’arancio caldo del metallo fuso, il crepitio del farsi materia solida e il suono delle sirene d’allarme” dell’acciaieria di cui è direttore, la più grande e importante d’Italia. In fabbrica, i suoi dodicimila dipendenti sanno tutto di lui: quando entra in ufficio, quale macchina guida, se è al cellulare e “se bestemmia il cielo e urla”.
Eppure adesso non sanno se piange la sera, e di certo non possono immaginare come trascorre le sue giornate senza fine, recluso in casa agli arresti domiciliari, accusato di aver riversato materiali dannosi per gli uomini, gli animali, i terreni e le acque attorno alla fabbrica. In bilico tra speranza e rassegnazione; ogni giorno Augusto attende che gli inquirenti lo chiamino e gli diano l’opportunità di raccontare la sua versione dei fatti, di spiegare le sue ragioni. È un’attesa straziante, la sua, fatta di rituali semplici, di passi lenti e precisi che a piedi nudi calpestano ogni singolo metro quadrato del suo appartamento; è fatta del ricordo del padre e della sua Bianchi colore del cielo, di leggende popolari che riaffiorano da un passato remoto.
È un’attesa fatta di sapori, odori, colori e suoni del suo Salento, dei suoi ulivi e del colore intenso, quasi nero, del Primitivo. Con una lingua che ammalia, nella quale riecheggiano i ritmi e i suoni di un mondo arcaico e immortale, Andrea Salonia dà voce alle inquietudini di un uomo che nel confronto con il suo passato, con le sue speranze e con l’incorporeità dell’attesa tenta di scendere a patti con un drammatico presente.

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