I SOGNI, LA MODA E LA SECONDA VITA DI UN TEATRO : LA COLLEZIONE PER LA PRIMAVERA – ESTATE 2018 DI ANTONIO MARRAS PRESENTATA A MILANO


di Mariella Cortès

Un teatro non dovrebbe mai smettere di essere tale. Nessun abbandono e nessun insolente schiaffo del passar del tempo può cancellarne le storie, i personaggi, gli applausi e fischi, i bis e tutto quello che le sue mura sono riuscite a custodire.

Antonio Marras, nella sua costante ricerca della seconda vita segreta delle cose, arriva in quello che vent’anni fa fu il grandiosoTeatro Lirico di Milano, a due passi dalle guglie del Duomo e decide di restituire a quelle mura, chiuse dal 1999, la magia di un sipario che si apre davanti a un pubblico da grandi occasioni.

 Basta un rullo di tamburo e l’entrata in scena di una donna che forse è una sposa e forse no, sospesa su un’altalena a mezz’aria, persa nel suo dondolare magico, nella sua voglia di leggerezza soffice come un fiore, a dare il via alla magia. Come la felliniana Giulietta degli spiriti, “chiave di incantesimi, visioni e trasparenze”.   

Ed ecco che quel teatro che c’era e ora non c’è più e che fino a ieri sopravviveva nel suo fantasma di ponteggi e muri scrostati, torna in occasione della Milano Moda Donna ad essere se stesso grazie all’iniziativa “Cantiere Evento” della Fondazione Gianfranco Dioguardi di cui Antonio Marras è uno dei protagonisti coinvolti nella realizzazione di performance e kermesse che accompagneranno il restauro dell’edificio, previsto per il 2018.

Così, in una calda giornata di settembre, ecco che quell’architettura di tubi Innocenti diventa insieme palcoscenico e platea. I nuovi attori del Teatro Lirico sono volti conosciuti e immaginati, sono come personaggi di epoche diverse che hanno vissuto in sogni, film e opere teatrali, ritratti di famiglia che ognuno di noi conserva nella memoria.

Antonio Marras, per raccontare la collezione donna della prossima primavera, ci lascia accompagnare in un viaggio nell’inconscio da uno spirito guida al femminile che veste  come Sandra Milo o Valentina Cortese, Anita Ekberg e Giulietta Masina, Silvia Koshina e Caterina Boratto.

 Donne icona per una donna, quella di Marras, che è insieme purezza e trasgressione, androginia e pura femminilità, moglie e madre, innamorata e turbata, sognante e capricciosa. E in questo suo fluttuare, la protagonista di una collezione dalle mille sfumature pastello, intervallate da bianchi ottici e neri decisi, veste di voille e sete leggere come sospiri. Sovrappone righe, tantissime, e quadri e tessuti e intarsi e fiori ricamati, dipinti, incisi lasciando scivolare frange preziose. 

È caos e ordine insieme.

La recitazione e il carattere di ogni personaggio sono racchiusi in abiti smisurati o super avvolgenti in tailleur rigorosi e sartoriali in vestaglie leggere fatte per scivolare fuori dal camerino per un ultimo saluto e pigiami di seta per lasciarsi andare ai sogni. Immancabili i fiori, disegnati e indossati, immaginati o decisi come quelli di un giardino inglese. L’amato gioco delle sovrapposizioni dello stilista algherese rivive con trasparenze e rouches, con ricami, damaschi e tripudi di pizzi azzurri, salmone, verdi evanescenti e giallo ocra, perle e paillettes. Tutto è caos e tutto, insieme, è ordine.

E in una sfilata che è un evento e insieme trionfo della bellezza sull’abbandono ecco gli applausi a scena aperta, come in ogni spettacolo teatrale che si rispetti e, allo stesso tempo il backstage degli attori che si preparano e leggono, danzano, provano la parte. Ognuno perso nei suoi sogni e in quelli di tutti gli altri. Fino al gran finale, in un tripudio di mille baci tra coppie che non conoscono sesso, età e epoche, un bacio liberatore che non è una vera fine. È ancora presto per lasciare quelle mura, nessuno si alza, nessuno vuol lasciare di nuovo il Lirico da solo, nel buio, nel suo smettere di essere, di nuovo, un teatro. Basta, allora, il tocco di Giulietta e, in quel rinnovato dondolare a mezz’aria, tra la folla col naso in su, arriva il momento per salutare, al ritmo di una marcia da banda, un luogo dell’abbandono che, grazie ad Antonio Marras inizia a rivivere, nel segreto di un sogno sospeso, la sua seconda vita. 

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