GIANFRANCO CABIDDU VINCE IL DAVID DI DONATELLO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA. MARIO PIREDDA PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

Gianfranco Cabiddu e Mario Piredda con i David di Donatello

di Bruno Culeddu

Si è appena conclusa la 61esima edizione dei David di Donatello, lo storico premio dell’Accademia del Cinema Italiano, con due importanti riconoscimenti per il cinema sardo.

Gianfranco Cabiddu ha vinto con “La stoffa dei sogni” per la Migliore sceneggiatura adattata e Mario Piredda con “A casa mia” per il Miglior cortometraggio.

Gianfranco Cabiddu, accompagnato dai co-autori Ugo Chiti e  Salvatore De Mola, ha ritirato l’ambita statuetta del Premio, a pieno titolo considerato l’Oscar del cinema Italiano, dalle mani di Gabriele Muccino. La sceneggiatura de “La stoffa dei sogni” mescola sapientemente “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo e la sua traduzione de “La tempesta” di Shakespeare per raccontare le vicende di una modesta compagnia di teatranti che naufraga con dei pericolosi camorristi sulle coste dell’Asinara. Attraverso questa storia gli sceneggiatori hanno mirabilmente posto in luce la capacità del teatro di trasformare la realtà, ma anche la volontà degli uomini di reinventarsi ritagliandosi di volta in volta i propri costumi di scena dalla stoffa di cui sono fatti i sogni. 

Non a caso il regista cagliaritano nei ringraziamenti ha ricordato il grande Luca De Filippo, maestro del teatro napoletano, anche lui attore in “La stoffa dei sogni“.

Un film che ha conquistato un premio molto importante per tutta la Sardegna e che ha lottato alla pari con le eccellenze del cinema italiano, forte di ben nove candidature nelle categorie Migliore Attore protagonista e non protagonista, Musiche, Sceneggiatura adattata, Scenografia, Costumi, Trucco, Montaggio e Suono.

È stato invece Alessandro Cattelan a consegnare il premio David di Donatello per il Miglior cortometraggio a  Mario Piredda. Il suo lavoro, intitolato “A casa mia” era peraltro già stato dichiarato ufficialmente vincitore della categoria nel corso della cerimonia delle nomination del 21 febbraio. Vale la pena di ricordarne la motivazione: «per il severo rigore nelle scelte di regia e sceneggiatura. Una storia non banale che racconta della ricerca di felicità e di un sentimento di speranza destinato ad alimentarsi nel tempo, nonostante le circostanze avverse. Quasi una metafora delle ambizioni del miglior cinema italiano».

La cerimonia è stata monopolizzata comunque dai film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, “La pazza gioia” di Paolo Virzì e “Veloce come il vento” di Matteo Rovere.

I premi più prestigiosi sono andati a Paolo Virzì che con “La pazza gioia” ha vinto per il Film, la Regia e la Migliore Attrice Protagonista (una straordinaria Valeria Bruni Tedeschi). Stefano Accorsi ha invece vinto come Migliore Attore Protagonista in “Veloce come il vento”.  

La serata, trasmessa in diretta Sky, è stata presentata da Alessandro Cattelan, brioso come al solito. La premiazione è stata animata dalla presenza sul palco di tanti artisti e apprezzate personalità del panorama cinematografico italiano, ma il momento più suggestivo della cerimonia l’ha offerto Manuel Agnelli. Il leader degli Afterhours ha dato vita ad una versione molto intensa di Across The Universe dei Beatles dedicata agli artisti del cinema scomparse di recente.

Un momento di grande ilarità l’ha invece creato Roberto Benigni, destinatario di un premio alla carriera:

“Un premio bellissimo. Ritrovarsi qui insieme scalda il cuore. Il cinema italiano è il più grande del mondo, questo è il premio più grande del mondo. Abbiamo reso grande l’arte più giovane e più fragile. Il cinema è l’arte della vicinanza”.  “Vorrei dedicare questo premio a Nicoletta Braschi ma non posso – ha concluso il regista toscano  – perché io ho fatto tutto con lei, quindi non posso dedicarglielo perché questo premio è suo e quindi spero che lei, in cuor suo, lo dedichi a me”.

In mattinata tutti i candidati ai David 2017 erano stati ricevuti come consuetudine in Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha reso omaggio alla figura di Gian Luigi Rondi:

 “Il  cinema può insegnare tante cose ha detto il Presidente della Repubblica   può aiutarci a riflettere, a superare barriere e pregiudizi, a scoprire il valore delle diversità, a riflettere criticamente. Può aiutarci a contrastare quella violenza verbale che circola sempre più velocemente tra il web e le nostre relazioni umane. Quando si diffondono fenomeni come quello, con modalità diffuse di linguaggio violento, non sono sufficienti gli appelli per correggerli. Servono anche linguaggi altrettanto efficaci. Immagini, messaggi che scuotano le coscienze. E che vengano proposti con efficacia, anche con leggerezza”.

Presidente Mattarella, sono venuto a soffiarle il vento dell’allegria del cinema” – ha detto Benigni rivolto al Presidente della Repubblica – “Sono il portavoce del Pc, il Partito del cinema. Sono qui a manifestare la mia gioia. Oggi è un incontro con la bellezza, la cultura e l’arte. Il cinema italiano ha fatto grande l’Italia nel mondo. Non può morire mai. La perdita di interesse per quest’arte è una perdita di felicità. Indebolisce la nostra anima, le nostre emozioni”.

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