TRE GIORNI DI MUSICA TRA PRATO, FIRENZE E SIENA: LE ESIBIZIONI DEL MUSICISTA SARDO PAOLO ANGELI CON LA COMPOSITRICE ISLANDESE BJORK

nella foto la compositrice islandese Bjork con Paolo Angeli

di Angelino Mereu

Il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato rappresenta una delle massime istituzioni italiane (e non solo) per quanto riguarda l’arte contemporanea. Il Centro, riaperto lo scorso 16 ottobre, dopo un intervento di completo restauro e riqualificazione dell’edificio, è stato inaugurato con la mostra “La fine del mondo”, che, attraverso le opere di oltre 50 artisti internazionali e con un allestimento che si estende su una superficie di oltre 3000 metri quadrati, permette al pubblico, come ha scritto il curatore Franco Cavallini, “di sperimentare la sensazione di vedersi proiettato a qualche migliaio di anni luce di distanza, per rivedere il mondo di oggi come se fosse un reperto fossile, lontano ere geologiche dal tempo presente, con la sensazione di essere sospesi in un limbo tra un passato ormai lontanissimo e un futuro ancora distante”. La fine del mondo, sabato 18 marzo, ha avuto una degna conclusione con l’evento/concerto del musicista sardo Paolo Angeli che ha presentato, in una esibizione monografica, la sua personale interpretazione della musica della cantautrice, compositrice islandese Björk. L’evento, promosso dal Pecci in collaborazione con Fabbrica Europa e l’Associazione Culturale Sardi in Toscana (ACSIT), ha avuto un’accoglienza straordinaria, con una sala strapiena, soprattutto di giovani, in un contesto eccezionale. Il concerto, infatti, si è svolto nella sala del Pecci che ospitava l’installazione “Quarantine” dell’artista polacco Robert Ku?mirowski, dove anche le sedie riservate al pubblico (una diversa dall’altra) facevano parte dell’installazione e dove tutti gli elementi (sedie e centinaia di oggetti di uso quotidiano appesi alle pareti) erano dipinti di bianco, quasi mimetizzati con le pareti che li ospitavano. In questo scenario Paolo Angeli con la sua chitarra sarda riadattata ha dato vita a un’esibizione di oltre un ora che ha catturato i presenti, letteralmente affascinati dalle interpretazioni e dalle capacità tecniche di Angeli che, con il suo solo strumento, elaborato ed arricchito da numerosi interventi tecnologici, è riuscito a riprodurre sonorità musicali normalmente udibili da orchestrazioni eseguite con più strumenti. Una vera genialità al servizio della ricerca musicale, quella di Paolo Angeli, caratterizzata da una grande umanità e semplicità del personaggio che, nel presentarsi al pubblico, ha raccontato il suo più che ventennale percorso artistico, ricco di storie e di aneddoti che hanno affascinato l’uditorio per la de-terminazione che, da sempre, ha caratterizzato la sua ricerca. Domenica 19 marzo, a Firenze, Paolo Angeli ha continuato il suo percorso toscano con una master-class realizzata in collaborazione da ACSIT, Fabbrica Europa, Centro Pecci, Toscana Factory Musica, Informagiovani del Comune di Firenze. L’iniziativa, che si è svolta presso lo spazio ZAP in Vicolo Santa Maria Maggiore a Firenze, ha visto la partecipazione di una trentina di persone che hanno avuto modo di dialogare direttamente con l’artista. E anche per questo appuntamento Angeli non si è risparmiato nel raccontare il suo personale percorso, dagli inizi legati alla musica tradizionale della Sardegna con il Maestro di chitarra sarda Giovanni Scanu, sino alle sue prestigiose collaborazioni con artisti internazionali come Pat Metheny. Angeli ha poi raccontato la genesi del suo strumento, nato dall’assidua collaborazione con artigiani sia in Sardegna che a Bologna, e la spasmodica ricerca tecnica che ha portato alle numerose innovazioni, adottate in vent’anni, per raggiungere nuove sonorità: dal puntale per violoncello, che permette di suonare la chitarra in verticale, ai martelletti meccanici azionati tramite pedali (che funzionano grazie a normali cordicelle da bicicletta), dal set di corde rialzate per ottenere tonalità vicine al contrabbasso sino alle più recenti sonorità realizzate utilizzando vecchie suonerie di cellulare. Il tour toscano di Paolo Angeli si è concluso Giovedì 23 marzo con una master class presso l’Accademia Chigiana di Siena dove il musicista sardo ha avuto ancora modo di accompagnare i partecipanti in un percorso che, attraverso la sua ricerca musicale e la sua chitarra sarda preparata, ha spaziato in un intreccio di geografie culturali e sonore, dalle sperimentazioni più estreme alle antiche tradizioni del Mediterraneo. Un viaggio che ancora continua e che è destinato a portarci ancora molto lontano, visto che l’apertura del world tour del 2018 di Paolo Angeli è prevista nell’olimpo della musica mondiale: la Carnegie Hall di New York.

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