UN VULCANO LETTERARIO: VANESSA ROGGERI E LA PRESENTAZIONE DI “FIORE DI FULMINE” ALL’ISTITUTO SUPERIORE DI GAVOI


di Ada Pontis

Lo stile di “Fiore di fulmine” romanzo di Vanessa Roggeri, è chiaro ed elegante, agile e scorrevole. Sollecita alla lettura che dall’inizio alla fine senza concedere pause è intrigante e piacevole.
L’autrice com-prende , porta con sé per mano il lettore nei riconoscibili luoghi dove si svolge la narrazione del romanzo che va oltre la finzione perché traboccante di notizie storiche, di tradizioni, usi e costumi popolari della Sardegna, oltre a vari colpi di scena. Il linguaggio usato in “Fiore di fulmine”manifesta le competenze ma anche le pulsioni profonde e l’amore che nutre l’autrice per la Sardegna e per la sua gente.
L’intero romanzo è percorso dal filo invisibile dell’interazione tra l’espressività linguistica e il sentimento affettivo che lega la Roggeri alla sua terra di appartenenza, come luogo dell’anima.
Vanessa osa strizzare l’occhio alla lingua sarda ma lo fa quasi timidamente. In pochissime occasioni compare l’uso della diversità semantica fra vocaboli che sostituisce con sinonimi della madre-lingua.
Inesauribile di conoscenze e di competenze nelle più svariate discipline, possiede l’arte sensazionale della comunicazione. Se pur molto giovane sa relazionarsi col vasto pubblico di lettori .
Il lettore viene calamitato, attratto, immerso nel vulcano letterario che è Vanessa Roggeri.

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