“CARRASECARE” CON IL CIRCOLO MONTANARU: LE TRADIZIONI GASTRONOMICHE SARDE E IL CARNEVALE A UDINE

ph: Fatti Fritti di patate e Ruioli di ricotta


di Matteo Carzedda

Il Carnevale  è senza dubbio una delle tradizioni più radicate e coinvolgenti della cultura dei Sardi, con quella combinazione unica di ritualità ancestrali e pagane, momenti di condivisione comunitaria e sapori che ci riportano all’infanzia. Come ebbe a dire Salvatore Cambosu, un Carnevale che ricorda il miele amaro, un contrasto di gusti ed emozioni, una celebrazione dionisiaca declinata in maniera diversa in ogni paese e in ogni territorio dell’isola.

L’importanza di questa festività rimane inalterata nel cuore dei migranti, come testimonia il momento conviviale celebrato sabato 26 febbraio presso il Circolo Sardi “Montanaru” di Udine. Una festa di Carnevale come quelle che si facevano in Sardegna, con i piatti della tradizione a scaldare i cuori ed allargare i sorrisi. Fin dalla mattina presto, quando occorreva preparare gli impasti per i fatti fritti ed i ruioli di ricotta, il Circolo è diventato un viavai di persone intente a collaborare per garantire il successo di un evento così sentito ed atteso. Oltre ai classici fritti, è stato proposto agli amici partecipanti anche il tipico piatto del Carnevale: le fave con il lardo, ava e lardu, semplici e al tempo stesso uniche ed appaganti.

Ogni momento della giornata ha contribuito a riportare i Sardi a casa, dall’impegno e l’attesa durante la preparazione, fino al momento in cui gli odori e i sapori ci hanno fatto ritornare bambini, quando aspettavamo trepidanti l’arrivo del Carrasecare per mascherarci e stravolgere per qualche giorno l’ordine del mondo intorno a noi.

Balla chi commo benit carrasecare
A nos iscutulare sa vida
Tando tue podes fintzas irmenticare
Tottu s’affannu mannu ‘e sa chida

(Tazenda – Carrasecare)

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Un commento

  1. Grazie alle nostre signore ed ai nostri ultimi giovani corregionali, trasferiti a Udine per lavoro, altra stupefacente serata nel nostro Consolato. Ma un grande grazie a Matteo Carzedda, coordinatore giovani nord-est, che con la penna non scherza.

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