LA MEMORIA E IL SILENZIO COMMUOVE E STUPISCE: FRA GLI EMIGRATI SARDI DELLA TOSCANA, IL PROGETTO DELLA “GRANDE GUERRA” DELLA PRO LOCO DI COSSOINE E GLI STUDENTI DI POZZOMAGGIORE

foto di gruppo presso l'Associazione "Grazia Deledda" di Pisa

di Alfredo Unali

La Memoria e il Silenzio continua a stupire. Nella quarta tappa, a San Giuliano Terme presso Pisa, il progetto sulla Grande Guerra raccoglie fiumi di applausi e suscita commozione. I tanti conterranei accorsi all’Associazione Culturale Sarda “Grazia Deledda” sono rimasti quasi senza parole di fronte all’interpretazione, alle musiche, all’accostamento dei testi e dei filmati portati in scena dalla Pro Loco “Bastiano Unali” di Cossoine e dagli studenti del Liceo Scientifico di Pozzomaggiore.

Il Presidente Pro Loco, Piero Foddanu –  presente anche la Pro Loco di Siligo – nel portare i saluti dei paesi interessati al progetto – Cossoine, Pozzomaggiore, Bonorva – ha sottolineato l’importanza di perpetrare nel tempo l’esperienza dei fanti caduti in battaglia, quale monito per la futura convivenza e tolleranza fra i popoli. Gianni Deias, Presidente dell’Associazione ospitante “Grazia Deledda” Pisa, ha condannato la guerra quale dramma per l’umanità intera e, al di là dei riferimenti temporali, ha ricordato i tanti profughi attualmente in fuga dai moderni conflitti, ai quali vanno riservati ponti e non muri.

Pierangela Deriu, Vicepresidente del “Grazia Deledda” – peraltro sorella di Angelo Deriu, Presidente Isperas – si è compiaciuta del grande lavoro svolto e del tentativo, riuscito nel Mejlogu, di aggregare le diverse realtà in progetti comuni.

Antonio Deias, Presidente dell’Associazione Culturale Sarda Quattro Mori di Livorno, ha manifestato stupore di fronte a un progetto – a suo avviso di una straordinarietà unica – esempio per le nuove generazioni e guida nella riflessione sugli accadimenti attuali.

Francesca Concas, Vicepresidente dell’Associazione Culturale Sardi in Italia di Firenze, ha portato i saluti del Presidente Angelino Mereu e dei già Presidenti, Fiorella Maisto ed Elio Turis, con i quali la Pro Loco si è rapportata. Per parte sua, ha posto l’accento sul titolo del progetto e ha sottolineato l’importanza di non far spegnere la memoria, in quanto mezzo efficace per evitare il ripetersi dei conflitti.

La Memoria e il Silenzio ha lasciato anche spazio a numerosi contributi e riflessioni degli spettatori, alcuni dei quali – visibilmente emozionati – si sono rivisti in esperienze dirette, altri in ricordi legati alle proprie ascendenze; è il caso di Diego Sechi di Santulussurgiu, paracadutista dell’esercito italiano in Somalia o Maria Gaias di Burgos, insegnante in pensione e autrice di vari seminari di educazione alla pace. Quest’ultima in particolare, nel comunicare d’essere in sede di passaggio per precedenti impegni, ha affermato di non aver potuto evitare di trattenersi, di fronte alla capacità interpretativa dei ragazzi coinvolti nel progetto. “Da insegnante, pur conoscendo la storia” – ha detto – “sono rimasta scioccata dalle immagini, dai testi, dal racconto in se, e non sono neppure riuscita ad applaudire perché mi sembrava di interrompere un momento sacro”. Quindi si è rivolta direttamente ai ragazzi e nel condannare chi superficialmente giudica le nuove generazioni, li ha ringraziati per la giusta sensibilità dimostrata nell’aver aderito a un progetto complesso, portatore di pace, e per aver ben coltivato l’ascolto dell’anima, propria e di chi non è più presente. Nell’invitarli a restare tali, senza imitare i tanti difetti degli adulti, ha quindi lanciato un appello affinché le scuole possano accogliere il progetto, altamente educativo e stimolante.

I ragazzi, accompagnati dal Prof. Gavino Pinna, hanno ascoltato con interesse le numerose attestazioni di stima loro rivolte, si sono sentiti partecipi attori dell’esperienza dei fanti e hanno altresì interiorizzato la responsabilità della “memoria” che raccontano e che hanno il dovere di trasmettere. Al momento dello scambio dei regali, è stata fissata una nuova tappa, l’11 novembre 2017, a Livorno, nel Museo Mediterraneo di Storia Naturale, presso Villa Henderson, ospiti dell’Associazione Quattro Mori.

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