DUE FUMETTISTI CHE SI REINVENTANO: UMBERTO BUFFA E LUIGI SERRA, DAL PRESENTE AL PASSATO

ph: Umberto Buffa e Luigi Serra

di Maria Patrizia Floris

Parliamo del disegnatore Umberto Buffa e allo sceneggiatore Luigi Serra in occasione dell’uscita di ” Romero“, un fumetto che racconta le rocambolesche avventure di un detective ex maggiore dell’arma dei Carabinieri, ambientate nella Cagliari anni ’60, una città che ancora e’ ricordata con malinconia dalle vecchie generazioni. Così come nella maggior parte dei loro lavori precedenti, i due ” Alchimisti del fumetto”, hanno deciso di ambientare la loro storia a Cagliari, città che da’ loro i natali e che amano così tanto da voler far conoscere a chi legge la loro creazione, giustamente orgogliosi della loro terra e di tutto ciò che la rappresenta, che, come con Roxane, racconta una Sardegna fuori dagli stereotipi affibbiati da chi la conosce solo dall’esterno, facendo capire che esiste molto di più che una realtà rurale, rendendoci così orgogliosi e dandoci il credito e la visibilità che lottavamo per ottenere.

Romero ci riporta ad una Cagliari anni ’60, con numerosi riferimenti visuali e sensoriali ad un epoca a noi relativamente vicina ma ormai distante e purtroppo presente solo nei ricordi. E’ appunto la storia di un ex carabiniere diventato investigatore privato in seguito ad un incidente sul lavoro che lo ha lasciato molto vulnerabile ed impossibilitato dallo svolgere la professione di militare, lasciando però in lui la voglia di risolvere casi ed una passione alimentata da un fuoco che arde costantemente.

Pur essendo una storia basata su un personaggio maschile, le donne hanno un ruolo fondamentale anche in questo fumetto, dove ognuna ha i propri tratti fisici e mentali molto definiti e talvolta decisivi ai fini della storia, partendo dalla sensuale Monica (segretaria e confidente), passando per la figlia Martina, non solo bella ma anche molto ben definita caratterialmente, arrivando fino a Lola, uno dei suoi primi casi. Ci sarebbe tanto da dire sul nostro eroe, iniziando dal fatto che i due artefici di questo interessantissimo racconto hanno deciso di optare per uno stile un po’ più “regolato”, mostrando che anche loro sono capaci di adattarsi e produrre un lavoro di ottima qualità anche fuori dal loro territorio, non sacrificando la pregevolezza ma anzi venendo incontro al pubblico con un prezzo molto più accessibile. Parlando ed ascoltando questi due artisti del fumetto, si percepisce un umiltà che tanto manca ai grandi artisti, una continua voglia di crescere e sembra abbiano l’argento vivo addosso, talmente riescono ad incuriosire e ci hanno già fatto innamorare di questo curioso personaggio, che ci ricorda a grandi linee L’ispettore Trudu, di Bepi Vigna.

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