LA LINEA MORBIDA E LENTA: L’ESORDIO LETTERARIO DELLA CAGLIARITANA ISABELLA FLORIS

ph: Isabella Floris

di Carmen Salis

Isabella Floris, cagliaritana, esordisce nel mondo letterario con un romanzo (La linea morbida e lenta – Edizioni Amicolibro 2016); un libro che racconta di una giovane donna che ha deciso di intraprendere un viaggio che la vedrà confrontarsi con nuove esperienze, lontano dalla sua terra, con grande entusiasmo e determinazione. Un romanzo con un ritmo che crea curiosità, aspettativa, e che spinge il lettore a riflettere su quello che sta leggendo perché reale.

Lia ci farà conoscere una cultura diversa, ma altrettanto affascinante. Affascinante perché diversa, quindi lontana da quella che conosciamo, in cui viviamo. L’essere umano ha sempre avuto bisogno di confrontarsi per definire se stesso e nel confronto è cresciuto e cresce. La cultura turca ha molto in comune con quella sarda, a tratti conservatrice, ma con un desiderio di apertura al mondo esterno. In realtà Lia, la protagonista, scopre una nuova realtà che la farà riflettere molto sia sulla società turca, in cui viene catapultata quasi incoscientemente, che sul suo modo di essere in rapporto alla terra turca.

Una storia che racconta non solo la difficoltà di cercare se stessi ma anche le dinamiche che oggi, grazie a internet, modificano i rapporti interpersonali. Credo che al giorno d’oggi, grazie alla tecnologia più avanzata e grazie ai social media, si sia un po’ perso il concetto tradizionale di rapporto umano nel vero senso della parola. Un po’ questo è dovuto allo svilupparsi di un nuovo mondo tecnologico e un po’ al fatto che è più facile creare rapporti attraverso il web. Attraverso internet possiamo crearci una nuova identità, ed è quello che succede ai due protagonisti del romanzo: Lia e Graziano. Entrambi con pregi e difetti cercano legami per sentirsi più forti, più sicuri, legami però effimeri, non concreti, patinati da un mondo virtuale che gli consente di essere le persone che vorrebbero essere, ma che non sono realmente.

Il titolo, “La linea morbida e lenta”, cosa vuole rappresentare? Ho sempre creduto che nella vita di ognuno di noi ci fosse una sorta di linea, tratto, filo trasparente, che ci indicasse la strada giusta da percorrere. Giusta nel senso di soddisfacente, migliore per la nostra realizzazione personale, dove personale è letterale “come persona umana”. Questa linea è tutt’altro che dritta, rigida e obbligatoria, piuttosto è morbida, malleabile, sempre in mutamento. È anche lenta, calma, senza fretta. Questo è il mio concetto di modus vivendi: vivere con calma, modificando continuamente il tiro.

Sei giovanissima ma dimostri di conoscere la vita. Cosa significa questo libro per te? Io volevo fare una foto della Turchia durante i primi scontri di piazza Taksim, nel luglio 2013. Volevo parlare di un quadro sociale in cui mi sono trovata e così ho scritto. Ci sono persone che dipingono, altre che cantano e altre ancora che fotografano, io ho scritto una storia, una storia attuale, con personaggi comuni, umani, in cui è molto facile identificarsi. Questo per me è il libro: la mia migliore foto.

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