A BONARCADO, LA III EDIZIONE DELLA FESTA DELLA LINGUA SARDA: L’EVENTO PROMOSSO DAL COORDINAMENTU PRO SU SARDU UFITZIALE

ph: lo storico Roberto Carta, membro CSU e l'esperta del CNR.


di Maria Vittoria Dettoto

Si è svolta questo week end a Bonarcado la terza edizione de La festa della lingua sarda, promossa dal CSU che da anni si adopera in favore della diffusione e dell’utilizzo della lingua sarda scritta e parlata.

Un migliaio di presenze spalmate su due giorni di lavori con pubblico e relatori di altissimo livello intellettuale, ognuno dei quali ha dato il proprio contributo all’evento.

Tra essi grandi nomi della politica da Renato Soru intervenuto sabato,a Bastiano Cumpostu, a Franziscu Sedda che ha chiuso la manifestazione domenica.

L’ex direttore de l’Unione Sarda Anthony Muroni, lo scrittore di fama nazionale Francesco Casula, professionisti e cultori della lingua sarda.

Personalmente ero presente domenica mattina ed ho fatto su richiesta degli organizzatori dell’evento un mio intervento nel quale ho spiegato come sia possibile diffondere la nostra lingua e la nostra cultura, oltre che attraverso i miei articoli di stampa anche ad esempio attraverso l’uso dei social network come Facebook, strumento immediato e gratuito attraverso il quale raggiungo quotidianamente migliaia di persone parlando loro anche in sardo.

Senza quel velo di ancestrale vergogna che ci hanno tramandato negli anni passati, nel corso dei quali si arrivava a scuola e si veniva derisi se si parlava attraverso forme dialettali.

Per fortuna da qualche anno le cose stanno cambiando ed è da tempo consentito l’uso della lingua sarda anche negli interventi o documenti pubblici o negli esami di Stato a tutti i livelli di ordinamento scolastico, come ricordato peraltro da Casula nel suo intervento di ieri.

Certamente uno dei più apprezzati dal pubblico.

Casula rievoca il ricordo di una sua alunna destinata al probabile abbandono del suo corso di studi per necessità di lavoro in famiglia, la quale dopo essere stata approcciata nel modo giusto da lui ed altri docenti del suo corso di studi, si è poi diplomata con 60/60 e laureata poi con 100/100 discutendo in entrambi i casi l’esame di Stato in lungua sarda.

Casula ricorda anche che la dispersione scolastica risulta attualmente in Sardegna pari al 24% degli iscritti.
Ovvero quasi uno studente sardo su quattro, abbandona gli studi già prima del diploma.

Un dato allarmante, senza dubbio che fa riflettere sulle cause dello stesso che non posso essere solo dovute a necessità lavorative.

Un dato che occorre certamente modificare nel corso degli anni avvenire, portando gli alunni a concludere almeno gli studi di secondo grado superiore, dal momento che ad oggi per accedere alla maggior parte dei concorsi pubblici occorre peraltro come minimo un diploma.

Ho trovato molto interessante anche l’intervento della studiosa del CNR che ha parlato dell’uso dei motori di ricerca su internet per la diffusione del nostro idioma.

Ha sottolineato infatti che nonostante la lingua inglese risulti ad oggi la più parlata in assoluto a livello di media e di comunicazione globale, nulla vieta ai sardi di chiedere ad un colosso come Google di inserire nel motore di ricerca un traduttore simultaneo dal sardo all’italiano e viceversa.

Altri hanno ricordato la necessità della realizzazione di testi in lingua sarda, per l’insegnamento nelle scuole di materie quali storia, italiano, scienze..

Lo studioso Corronca presenta il sito Lingua sarda, nel quale egli stesso scrive articoli di filosofia in lingua sarda.

Cumpostu arriva a proporre una giornata all’anno di sciopero della lingua sarda, nel corso della quale sarebbe possibile esprimersi nei luoghi pubblici e nelle dimore private, esclusivamente in sardo.

Insomma una due giorni ricca di spunti,che ha avuto come regista il già direttore del Servizio di lingua sarda in Regione, Giuseppe Corongiu che è riuscito a coinvolgere centinaia di persone provenienti da ogni angolo della Sardegna, coadiuvato dagli altri membri del CSU in primis lo storico oschirese Roberto Carta che ha tenuto i lavori in sala in collaborazione con gli altri membri del coordinamento.

Insomma tanto è stato fatto e tanto ancora è da fare, per arrivare ad una completa autodeterminazione che porti  all’utilizzo ed alla diffusione della lingua sarda a tutti i livelli.

Posso dire che eventi come quello di questo week end a Bonarcado ed i suoi organizzatori, rappresentano un’ottima base per portare avanti questo percorso. 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *